Citi: il Covid-19 ridisegna le priorità

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Il coronavirus ha cambiato le priorità e anche il mondo dell’economia e della finanza è stato scosso. Questo sta portando diverse banche private a riflettere sulle strategie future da intraprendere

A differenza del 2008 i governi hanno reagito in modo a incisivo impegnando la spesa attuale e futura per cercare di costruire una ripresa economica

A livello globale, stando al report pubblicato da Citi, si sono stanziati circa 6 mila miliardi di dollari per affrontare l’emergenza

“Dovremmo allocare nel tempo determinati segmenti di mercato e regioni. Dovemmo esporre i portafogli dei clienti a parti del mercato, man mano che la ripresa prende forma. In breve il nuovo ciclo economico richiederà approcci nuovi, dalla selezione dei titoli alla costruzione del portafoglio, fino all’asset allocation”. Questo quanto scrive Citi, nel suo report sul private banking
. La riflessione è frutto del tempo in cui stiamo vivendo. Il coronavirus è stato infatti un evento inaspettato e improvviso, uno shock esogeno che ha fatto danneggiato l’attività economica a livello globale. A differenza del 2008 i governi, di tutto il mondo, hanno però reagito in modo diverso ma incisivo impegnando la spesa attuale e futura per cercare di costruire un ponte che traghettasse i paesi verso una ripresa economica. A livello globale, stando al report pubblicato da Citi, si sono stanziati circa 6 mila miliardi di dollari per affrontare l’emergenza. E le banche centrali hanno cercato di tamponare il tutto acquistando titoli di stato.

Come si può vedere nell’immagine gli Usa sono il Paese che stanno conducendo lo sforzo maggiore, e la parte fiscale sta giocando un ruolo fondamentale.

Il coronavirus ha però causato il crollo più rapido della storia. Si stima che il declino annuale nel secondo trimestre, per quanto riguarda il Pil Usa possa essere tra il -35 o il 40%. E inoltre si prevede che solo la metà di quelli capaci di lavorare, nel secondo trimestre torneranno al lavoro. Questo potrebbe portare un rimbalzo del Pil e dunque una crescita attorno al 25-30%. Altro aspetto interessante che sottolinea il report è come una rapida contrazione economica di questa severità, normalmente susciterebbe un sentimento altrettanto ribassista da parte degli investitori. Ma lo stimolo fiscale e monetario è stato così grande e su ampia scale che ha riportato fiducia negli investitori e nel mercato. Questi hanno infatti risposto con una ripresa che ha confuso esperti e analisti. Il report sottolinea come la ripresa richiederà però agli investitori di prendere decisioni di investimento rapide e audaci. “Pensiamo che la qualità di queste decisioni possa influenzare in modo significativo le prestazioni nel prossimo decennio”.

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