In un contesto di tassi in calo, i Certificati a Capitale Protetto 100% offrono protezione del capitale, cedole condizionate legate ai titoli decennali e possibili vantaggi fiscali in portafoglio.
Scenario macro: tassi in calo e aspettative su Bce/Fed
Dopo aver toccato livelli elevati nel 2023, i rendimenti delle obbligazioni hanno iniziato a calare progressivamente. Questo andamento è legato alle politiche restrittive adottate dalle banche centrali, con l’obiettivo di riportare l’inflazione sotto controllo. Attualmente, la Banca Centrale Europea (Bce) mantiene il tasso di riferimento al 2% e ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica. Negli Stati Uniti, invece, il rallentamento del mercato del lavoro contribuisce ad alimentare l’aspettativa di nuovi tagli dei tassi da parte della Federal Reserve (Fed) nel corso del 2026, come voluto a gran voce dall’attuale amministrazione americana.
Rendimenti decennali e bisogno di cedole “con capitale certo”
In questo scenario, i titoli di Stato a dieci anni offrono rendimenti moderati: il Btp italiano rende circa 3,46%, mentre il Treasury americano di pari durata offre un rendimento attorno al 4,18%. In un contesto di normalizzazione dei tassi di interesse, molti investitori orientati verso le obbligazioni stanno valutando strumenti alternativi che permettano di ottenere flussi periodici di cedole, ma con la sicurezza di ricevere l’intero capitale investito alla scadenza.
Come funzionano i Certificati 100% Capitale Protetto: cedole condizionate e autocall
Una possibile risposta a questa esigenza è rappresentata dai Certificati a Capitale Protetto al 100%, strumenti finanziari che garantiscono il rimborso integrale del capitale a scadenza. Questi certificati prevedono anche il pagamento di cedole periodiche (ad esempio mensili), legate all’andamento dei rendimenti dei titoli decennali come Btp o Treasury. Inoltre, includono un meccanismo di rimborso anticipato automatico (autocall), che si attiva al raggiungimento di determinati livelli prestabiliti.
Il pagamento delle cedole è subordinato a una condizione: il rendimento del titolo decennale di riferimento deve rimanere uguale o inferiore a una soglia definita al momento dell’emissione (il trigger cedola). Per esempio, questa soglia può essere fissata a +0,80% rispetto ai tassi ufficiali della Bce o della Fed. Se la condizione è rispettata, la cedola viene pagata. In presenza dell’effetto memoria, eventuali cedole non pagate perché la soglia è stata superata possono essere recuperate quando, in una data successiva, la condizione risulta soddisfatta.
Impatto fiscale e incasso cedole: redditi diversi, minusvalenze, memoria
Poiché il pagamento delle cedole non è garantito ma dipende da una condizione, queste vengono classificate come redditi diversi, offrendo così la possibilità di compensare eventuali minusvalenze pregresse. Questo aspetto può risultare vantaggioso nella gestione fiscale di portafogli in perdita.
La frequenza elevata delle osservazioni, unita all’effetto memoria, aumenta le possibilità di recuperare rapidamente le cedole non corrisposte, anche in caso di temporaneo superamento della soglia, come accaduto nel 2023. I dati storici confermano che, negli ultimi dieci anni, i rendimenti dei Btp a 10 anni sono rimasti spesso sotto le soglie di riferimento, suggerendo una buona probabilità di ricevere regolarmente le cedole.
Durata effettiva e conclusioni: rimborso 100%, profilo difensivo, diversificazione
Sebbene la durata naturale di questi certificati possa superare i dieci anni, è solitamente prevista la possibilità di rimborso anticipato (autocall), attivabile dopo il primo anno. Se i rendimenti scendono sotto una certa soglia prestabilita, il certificato viene rimborsato al 100% del capitale investito, indipendentemente dalla volontà dell’emittente.
In un contesto di tassi in discesa e rendimenti decennali su livelli contenuti, i Certificati a Capitale Protetto 100% con cedole condizionate rappresentano una valida soluzione per chi cerca la protezione completa del capitale a scadenza, flussi cedolari potenzialmente più alti rispetto ai titoli sottostanti, una possibile riduzione della durata dell’investimento grazie all’autocall e vantaggi fiscali nella gestione delle minusvalenze.
Per queste caratteristiche, si presentano come strumenti difensivi interessanti, non solo per gli investitori attenti alla conservazione del capitale, ma anche per una diversificazione strategica in portafogli più articolati.
(Articolo scritto da Giovanna Zanotti, direttore Scientifico di Acepi e professore ordinario all’Università di Bergamo, e da Giulio Visigalli, Websim – Intermonte Sim
Articolo tratto dal nr. 87 di We Wealth di febbraio 2026)

