Btp Short e Btp€i: le nuove emissioni di maggio 2025

3 MIN
Una banconota trasparente da 100 euro sovrappone un paesaggio fluviale con uno storico ponte in pietra e alcuni edifici, tra cui una struttura a cupola, sotto un cielo nuvoloso.

Il ministero dell’Economia ha annunciato le nuove emissioni fra Btp Short e Btp€i con scadenze fra il 2027 e il 2036: ecco le caratteristiche

Indice

Il ministero dell’Economia ha annunciato l’emissione di una nuova tranche Btp Short Term in scadenza nel 2027 (cedola al 2,55% lordo annuo) e di due nuove tranche di Btp indicizzati all’inflazione europea (Btp€i), con scadenze al 2032 e 2036. Il controvalore offerto sarà fino a 4,75 miliardi di euro, esclusa l’asta supplementare.

Per prenotare i titoli c’è tempo fino al 26 maggio: la domanda potrà essere presentata presso il proprio home banking abilitato alle funzionalità di trading, oppure tramite sportello bancario o postale.

TipologiaVita ResiduaCodice ISINTrancheEmissioneScadenzaCedola AnnualeData Pagamento CedolaImp. Min. Off. (mln. €)Imp. Max. Off. (mln. €)
BTP Short Termin corso di emIT000563379430/01/202525/02/20272,55%25/08/202525002750
BTP€i 10 Anniin corso di emIT000558888110ª15/11/202315/05/20361,80%15/11/20257501000
BTP€i 15 Anni7 anniIT000513882830ª15/09/201515/09/20321,25%15/09/20257501000

Btp Short Term e Btp€i, perché investire

Btp Short Term sono una valida scelta per chi cerca un’alternativa ai tradizionali Bot, ma con un orizzonte temporale leggermente più esteso: questi titoli si rivolgono a investitori disposti a impegnare il proprio capitale per periodi superiori ai 12 mesi. Un aspetto particolarmente allettante di questi strumenti, nell’attuale fase, è la loro potenziale reattività alle variazioni dei tassi d’interesse. In uno scenario di riduzione dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, questi titoli potrebbero aumentare di valore, offrendo opportunità di plusvalenza per gli investitori più attenti alle dinamiche di mercato e pronti a vendere in anticipo sulla scadenza.

D’altra parte, i Btp indicizzati all’inflazione europea si propongono come uno scudo contro l’erosione del potere d’acquisto, dal momento che le cedole e il capitale vengono periodicamente rivalutati (oltre a pagare la cedola minima indicata in tabella). Questi titoli, tuttavia, presentano una peculiarità che merita riflessione: il loro riferimento all’inflazione dell’Eurozona potrebbe non riflettere pienamente le dinamiche dei prezzi in Italia. Questo aspetto li differenzia dai Btp Italia, le cui rivalutazioni si basano sull’indice Foi calcolato dall’Istat, più aderente alla realtà economica nazionale.

E’ importante sottolineare che, come per tutti i titoli di Stato, i Btp offrono la possibilità di liquidazione anticipata sul mercato secondario. Tuttavia, questa opzione comporta l’esposizione alle fluttuazioni di prezzo, rinunciando alla garanzia di rimborso del capitale a scadenza (per approfondire).

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

Sai come gestire il rischio di una concetrazione troppo elevata sui Btp?