Bruxelles pronta a emettere 250 miliardi di green bond

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La Commissione europea si impegna a emettere 250 miliardi di euro di green bond entro il 2026, come parte del suo più ampio impegno nella ripresa post-covid

Johannes Hahn: “L’intenzione dell’Unione europea di emettere fino a 250 miliardi di euro di obbligazioni verdi da qui alla fine del 2026 ci farà diventare il più grande emittente di obbligazioni verdi al mondo”

L’annuncio è stata un’occasione per presentare il quadro di riferimento per le obbligazioni verdi emesse nell’ambito del Next generation Eu. Un modo anche per debellare il cosiddetto greenwashing

La Commissione europea si prepara a emettere 250 miliardi di euro di green bond entro il 2026, pari al 30% delle risorse necessarie per finanziare il Next Generation Eu. Un annuncio che potrebbe valerle il titolo di più grande emittente al mondo di obbligazioni verdi. E che, nelle parole del commissario per il bilancio e l’amministrazione Johannes Hahn, pone la finanza sostenibile al centro del più ampio “sforzo di ripresa” post-covid.
Stando a quanto dichiarato dal braccio esecutivo dell’Ue, nel rispetto delle condizioni di mercato la prima emissione è attesa entro ottobre. Come anticipato negli scorsi mesi, la Commissione ha anche confermato l’intenzione di lanciare sul mercato obbligazioni a lungo termine per circa 80 miliardi di euro entro il 2021, “da integrare con decine di miliardi di euro di buoni dell’Ue a breve termine”, scrive l’istituto. I buoni saranno emessi tramite aste (per un massimo di due al mese), che dovrebbero prendere il via il 15 settembre. Lo stesso vale per le obbligazioni, in aggiunta alle emissioni sindacate (in questo caso si parla di un’asta e un’emissione sindacata al mese). “Il fatto che il piano di finanziamento originale per il 2021 sia stato confermato è indice dell’eccellente lavoro di pianificazione e preparazione svolto finora”, continua Hahn. “Il lancio della nostra piattaforma d’asta è un’altra importante notizia, che farà crescere ulteriormente l’attrattiva dei prestiti dell’Ue e avrà un impatto duraturo sui mercati dei capitali”.
L’annuncio è stata poi un’occasione per presentare il quadro di riferimento per le obbligazioni verdi emesse nell’ambito del Next generation Eu. Un modo, scrive la Commissione, anche per consentire agli investitori di “valutare gli effetti positivi dei loro investimenti” e debellare il cosiddetto greenwashing. Il quadro segue i principi dell’International capital market association ed è passato al vaglio dell’agenzia di rating Esg Video Eiris (società di Moody’s Esg Solutions). Nel dettaglio, si legge nella nota, i “proventi delle obbligazioni verdi Next Generation Eu finanzieranno la quota di spesa pertinente per il clima nel dispositivo per la ripresa e resilienza”.

Ogni Stato membro deve dedicare il 37% dei propri piani nazionali di ripresa e resilienza a investimenti e riforme dedicate al clima e riferirà proprio alla Commissione sulle spese sostenute. La Commissione, a sua volta, tramite queste informazioni rivelerà agli investitori in che modo i proventi dei green bond sono stati impiegati per finanziare la transizione verde sulla base di nove categorie, partendo dall’energia pulita, l’efficienza energetica e i trasporti ecologici; ma anche la ricerca e l’innovazione in campo ambientale e la gestione dei rifiuti. Tali informazioni verteranno infine su due piani: l’assegnazione e l’impatto. Nel primo caso, un revisore esterno sarà incaricato di verificare i dati forniti dagli Stati membri sulla spesa per i progetti green. Nel secondo, sarà la stessa Commissione a occuparsene, ma per garantire “significatività, imparzialità e accuratezza” dei dati farà leva sulla consulenza di esperti indipendenti.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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