Greenwashing, la Sec avvia una ricognizione sul settore

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La popolarità degli investimenti sostenibili sta attirando crescente attenzione dall’autorità Usa per la vigilanza sul mercato

La Division of Examinations della Sec ha avviato una richiesta di informazioni sulle pratiche utilizzate per definire che cosa sia un investimento Esg presso i diversi gestori

L’accusa di aver fuorviato i clienti in materia di investimenti Esg ha già colpito la tedesca DWS, le cui comunicazioni sono oggetto di indagini da parte della Bafin e della stessa Sec

La Securities and exchange commission americana ha lanciato una nuova ricognizione fra i protagonisti della gestione patrimoniale per chiarire come le etichette di sostenibilità comunicate al pubblico si traducano nella pratica concreta dei rispettivi fondi d’investimento. E’ la seconda indagine che la Sec sta dedicando a questo mercato, che nel mondo gestisce 35mila miliardi di dollari, dopo i risultati diffusi lo scorso aprile sulla frequente disparità fra il marketing degli investimenti verdi e la realtà concreta.
A confermare di aver ricevuto una richiesta di informazioni dalla Division of Examinations della Sec sono state alcune fonti riservate a conoscenza dell’indagine, che hanno parlato all’agenzia Bloomberg.

“Ai consulenti d’investimento è stato chiesto di descrivere in dettaglio minuzioso i processi di screening che utilizzano per garantire che le attività siano degne delle designazioni Esg”, ha dichiarato una delle fonti. Fra gli altri argomenti attirato l’attenzione della Sec ci sono anche le modalità attraverso le quali l’industria si stia adattando ai diversi requisiti previsti nelle varie giurisdizioni, tenendo conto che in Europa (con l’entrata in vigore dell’Sfdr) gli standard si faranno sempre più chiari e stringenti. In un’altra domanda la Sec ha cercato, inoltre, “informazioni sui programmi di conformità Esg, in merito a politiche e procedure”, ha affermato un’altra fonte. Infine, l’autorità di vigilanza sul mercato statunitense ha richiesto ai gestori di chiarire quali informazioni avessero accompagnato i documenti di marketing e normativi in merito ai prodotti di investimento sostenibili.

La division of examination viene utilizzata dalla Sec “per informare le iniziative di regolamentazione, identificare e monitorare i rischi, migliorare le pratiche industriali e perseguire i comportamenti scorretti”. La ricognizione sull’Esg potrebbe preludere, dunque, a nuovi provvedimenti per regolamentare l’universo Esg.

Il possibile scostamento fra realtà e comunicazione promozionale sta generando crescenti preoccupazioni nel settore, dopo che la stessa Sec e la Bafin tedesca hanno acceso un faro sulla società d’investimento DWS, che potrebbe aver fuorviato il pubblico sovrastimando gli asset gestiti con criteri Esg. La società ha respinto le accuse, mosse dalla sua ex responsabile per gli investimenti sostenibili, dalle quali sono scaturite le indagini dei due organi di vigilanza.

Sulla scia del caso DWS un specialista Esg presso una società di asset management globale, rimasto anonimo, aveva affermato al Financial Times come gran parte dell’industria potesse essere esposta ad analoghe indagini: “La mia più grande paura”, aveva dichiarato la fonte, “è svegliarmi la mattina e scoprire che siamo stati accusati di greenwashing”. Nella stessa direzione si muovevano i risultati dell’ultimo Schroders Institutional Investor Study, che aveva raggiunto 750 professionisti del settore in 26 Paesi: per il 59% degli intervistati il greenwashing è la più grande “sfida per gli investimenti sostenibili”.

 

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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