Con un utile netto di gruppo per il periodo pari a 1478,6 milioni di euro e una crescita a doppia cifra, Bper Banca chiude i primi nove mesi del 2025, quelli che hanno visto il lancio dell’offerta sulla Popolare di Sondrio, conclusasi ufficialmente in data 5 novembre 2025. Sono i risultati che il consiglio di amministrazione di Bper Banca, con la presidenza di Fabio Cerchiai, riunitosi nel pomeriggio del 5 novembre 2025, ha esaminato e approvato. La sola Bper mette a segno un utile netto di periodo di 1,3 miliardi, sfiorando il 20% di incremento nei nove mesi.
«Sono risultati molti positivi, raggiunti grazie al contributo di tutte le colleghe e di tutti i colleghi, che confermano un costante trend di crescita, trimestre dopo trimestre. Sono numeri che attestano la concretezza del nostro operare al fianco dei nostri clienti, ai quali abbiamo erogato circa 20 miliardi di euro di nuovi finanziamenti a livello di gruppo, in continua progressione rispetto ai primi nove mesi del 2024, sempre con un’elevata attenzione alla qualità del credito», ha dichiarato Gianni Franco Papa, amministratore delegato del gruppo Bper.
Le attività finanziarie totali si attestano a 319,5 miliardi, in crescita del 5,3% anno su anno. La raccolta diretta da clientela invece si attesta a 120,7 miliardi, in aumento di 4,1 miliardi y/y grazie alla forza della Banca nell’attrarre la liquidità dei clienti. La raccolta gestita è cresciuta a 76,6 miliardi (+8,2% y/y). La raccolta amministrata ammonta a 100,6 miliardi (+5,9% y/y); il dato relativo alle polizze vita è pari a 21,5 miliardi (+2,1% y/y).
Papa, ad Bper: «Si apre il prossimo capitolo della nostra crescita»
«Per la prima volta abbiamo presentato al mercato una vista consolidata con Banca Popolare di Sondrio che evidenzia una crescita dei ricavi, un continuo miglioramento dell’efficienza operativa e un’eccellente dinamica commerciale, trainata dalla componente commissionale in ambito wealth management e bancassurance, in linea con la strategia di forte crescita nell’asset gathering», prosegue Papa.
E aggiunge: «A seguito del completamento dell’opas su Banca Popolare di Sondrio, abbiamo dato avvio a 23 cantieri di integrazione che stanno procedendo a pieno ritmo in vista della fusione. È iniziato un nuovo percorso condiviso, che nasce dall’incontro di due banche caratterizzate da una grande storia, solide radici, forte vocazione territoriale e vicinanza ai clienti e che ci consentirà di mettere a frutto tutte le sinergie e di valorizzare le reciproche best practice. Mentre rimaniamo focalizzati sugli impegni presi con il mercato, vediamo già i primi segnali che ci fanno guardare con fiducia e determinazione al prossimo capitolo della nostra crescita, consapevoli che insieme siamo e saremo sempre più forti».
Pesa la riduzione dei tassi di interesse, ma diminuiscono gli oneri operativi
Il margine di interesse si attesta a 2.432,8 milioni, in calo del 3,6% 9m/9m. È tuttavia un risultato migliore rispetto alle previsioni, fanno sapere dalla banca. Rispetto al secondo trimestre 2025, il calo del terzo trimestre è pari allo 0,9% per effetto della riduzione dei tassi di interesse, in parte compensato dalla positiva dinamica commerciale dei volumi e dall’aumento della componente non commerciale. Le commissioni nette sono in crescita a €1.592,5 milioni (+6,0% 9m/9m), grazie alle commissioni relative ai servizi di investimento, alle commissioni del comparto assicurativo nel ramo danni e protezione e alle commissioni relative all’attività bancaria tradizionale.
I dividendi risultano pari a 52,1 milioni (+29,0% 9m/9m), di cui €11,1 milioni riconducibili alla partecipazione in Banca d’Italia e 21,9 milioni in Arca Vita. Il risultato netto della finanza è positivo per 29,0 milioni. Il totale dei proventi operativi netti ammonta a €4.216,4 milioni (+2,1% 9m/9m), con una riduzione dei costi operativi del 3,5%.
Previsioni sulla evoluzione della gestione dato il contesto macroeconomico
Con riferimento al contesto macro-economico, il quadro internazionale resta in evoluzione e l’incertezza sulle politiche commerciali pesa ancora sulle prospettive dell’economia globale nel medio termine. Nel secondo trimestre il commercio mondiale è diminuito a causa del forte calo delle importazioni statunitensi, dovuto alla fine dell’anticipazione degli acquisti e ai primi effetti diretti dei dazi. Secondo le proiezioni che ha pubblicato in ottobre il FMI, il prodotto mondiale si espanderebbe del 3,2% nel 2025 e del 3,1% nel 2026.
Per quanto riguarda l’area euro, nel secondo trimestre dell’anno il pil ha nettamente decelerato rispetto ai primi tre mesi dell’anno, quando aveva beneficiato del sopracitato incremento straordinario delle importazioni statunitensi. Nei mesi estivi l’attività sarebbe lievemente cresciuta, sospinta dal contributo ancora positivo dei servizi a fronte di un calo nell’industria. La Bce preve un prodotto in espansione del +1,2% quest’anno, del +1,0% nel 2026 e del +1,3% nel 2027.
Nelle riunioni di luglio e di settembre la Bce ha lasciato invariati i tassi ufficiali. Secondo Banca d’Italia, nel secondo trimestre del 2025, il pil italiano è leggermente diminuito, frenato dal forte calo delle esportazioni. Gli investimenti hanno continuato a espandersi, beneficiando delle migliori condizioni di finanziamento, degli incentivi fiscali e di altre misure connesse con il PNRR, mentre la spesa delle famiglie si è mantenuta cauta.
Nel terzo trimestre si stima che l’economia abbia ripreso a crescere in misura modesta, grazie all’attività nei servizi e nelle costruzioni. Anche i consumi delle famiglie sembrano mostrare segnali di ripresa nei mesi estivi, grazie ad un miglioramento della fiducia e alla tenuta del mercato del lavoro. Resta, tuttavia, elevata l’incertezza, che si riflette in scelte di consumo prudenti e in una maggiore propensione al risparmio. Le prospettive restano incerte a causa dell’elevata instabilità geopolitica e delle ripercussioni delle tensioni commerciali.

