Borse europee in rosso tra trimestrali e dati sul pil

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Le borse europee chiudono la seduta di giovedì 30 luglio in territorio fortemente negativo. Ecco i fattori che hanno pesato maggiormente sui listini

Seduta in forte ribasso per le borse Europee .Il Ftse Mib chiude in flessione del 3,28%, peggio solo Francoforte (-3,45%)

I market mover della giornata spiegati da Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia

Una giornata da dimenticare per le borse europee. Il Ftse Mib ha terminato la seduta con una flessione del 3,28%. Francoforte la peggiore in Europa con il Dax che ha chiuso un calo del 3,45%. Anche i listini statunitensi si muovono in territorio negativo con l’S&P 500 che perde lo 0,69%. Ma quali i sono stati gli eventi che hanno pesato maggiormente sulla performance negativa delle Borse? Per Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia, sono diversi i fattori che hanno spinto le borse verso il basso.
In primis, il dato sul Pil tedesco che nel secondo trimestre di quest’anno è crollato del 10,1% su base trimestrale (11,7% su base annua) registrando la peggiore contrazione dal 1970, anno in cui sono iniziate le statistiche trimestrali. Un dato peggiore delle attese degli economisti, che si aspettavano una flessione del 9% t/t e del -10,9% a/a. “Un dato così negativo per il Pil tedesco mette in dubbio le previsioni per altri paesi europei, in quanto la Germania è stato tra i paesi che hanno gestito in modo più efficiente l’emergenza, senza aver dovuto fare i conti con un sistema sanitario sotto stress” commenta Diodovich. Fortemente negativo anche il dato sull’economia Usa, entrata ufficialmente in recessione. Il Pil americano nel secondo trimestre 2020 è crollato del 32,9%. Si tratta del peggior dato dal 1947, quando sono iniziate le rilevazioni moderne sul calcolo del Pil trimestre su trimestre.  A generare ulteriore allarmismo sui mercati, prosegue Diodovich, sono stati i conti deludenti di alcune tra le principali aziende europee quotate, principalmente nel comparto auto (es. Volkswagen e Renault) ed energetico (es. Eni e Total), fortemente impattati dall’emergenza covid-19. Infine, conclude Diodovich, rimane grande preoccupazione per i numeri sui contagi, che restano ancora molto alti negli Stati Uniti. Non si placano neanche i timori di una seconda ondata della pandemia in alcuni paesi europei.

Intanto, occhi puntati sui dati trimestrali delle 4 big del tech Usa (Apple, Amazon, Facebook, Alphabet) in programma questa sera dopo la chiusura di giornata delle contrattazioni a Wall Street.

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