Bond corporate 2025: il confronto fra le emissioni al dettaglio

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Un uomo con i capelli grigi e la barba, occhiali e camicia bianca, è seduto a una scrivania e lavora al computer portatile in un ufficio moderno. Sulla scrivania ci sono una tazza di caffè, un quaderno e una penna. Sullo sfondo si vedono schermi di computer.

Meno diffusi rispetto alle obbligazioni bancarie, i bond corporate possono aiutare nella diversificazione – con i giusti accorgimenti

Indice

Le obbligazioni bancarie sono la principale alternativa per chi è a caccia di diversificazione nel suo portafoglio obbligazionario. Anche altre società attive in settori che vanno dall’industria alle telecomunicazioni propongono, per ammontare contenuto, obbligazioni dalle cedole interessanti. Le opportunità di scelta si stanno mantenendo sostenute, ha raccontato a We Wealth Luigi Pedone, Research Specialist Finint Private Bank.

“Il 2025 si sta rivelando, almeno fino a questo momento, un anno positivo per il mercato primario delle obbligazioni. I volumi di nuove emissioni hanno già raggiunto quota 300 miliardi di euro, in linea con il trend registrato nel corso del 2024. Si tratta di dati riferiti al segmento istituzionale, dove si concentrano le operazioni di maggiori dimensioni e complessità”, ma non solo, “diversi emittenti, soprattutto bancari, che propongono sul mercato nuove obbligazioni rivolte espressamente agli investitori retail, ma al di fuori dei canali tradizionalmente dedicati agli operatori specializzati”. (Per approfondire le obbligazioni bancarie si veda il precedente articolo).

I bond corporate per la diversificazione

L’obbligazionario aziendale per gli investitori al dettaglio si concentra su emissioni di ammontare limitato “generalmente compreso tra i 20 e i 150 milioni di euro”, e “prevedono un taglio minimo di sottoscrizione contenuto, di norma pari a 1.000 euro. Un formato che li rende accessibili a una platea più ampia di risparmiatori”.

Al di là delle obbligazioni bancarie, “negli ultimi mesi, anche aziende, sia large che mid/small, hanno colto l’opportunità di rivolgersi direttamente al pubblico retail, lanciando obbligazioni di piccolo taglio”. Le obbligazioni visibili nella tabella prevedono tutte un taglio minimo da 1.000 euro.

Bond corporate per diversificare un portafoglio sbilanciato sui Btp?

Sono un buon compromesso per non puntare tutto sui titoli di Stato? Ci sono alcuni elementi da osservare con l’occhio dell’esperienza. “Dal punto di vista dell’investitore, queste emissioni possono rappresentare occasioni interessanti, soprattutto in un’ottica di diversificazione del portafoglio. È però importante ricordare la differenza di trattamento fiscale: mentre i titoli di Stato godono di una tassazione al 12,5%, le obbligazioni corporate sono soggette a un’aliquota del 26%. Un aspetto che può incidere in modo significativo sulla convenienza effettiva dell’investimento”. Quindi non si devono paragonare direttamente i rendimenti lordi indicati con quelli dei Btp, ad esempio.

Nonostante la fiscalità meno vantaggiosa, “in alcuni casi è possibile ottenere un’esposizione verso emittenti di alto profilo e con rating elevati – come nel caso di gruppi internazionali quali Nestlé, BMW o Deutsche Telekom – senza dover necessariamente rinunciare a un rendimento competitivo”, ha dichiarato Pedone.

Inoltre, rispetto ai titoli di Stato, i contratti possono prevedere clausole potenzialmente penalizzanti. “Come sempre, la selezione attenta rimane la chiave: non tutte le obbligazioni di questo tipo ricevono un rating da parte delle principali agenzie, e alcune possono contenere clausole specifiche, come la facoltà di rimborso anticipato in determinate finestre temporali”. Ad esempio, in contesto in cui i tassi sono scesi l’azienda potrebbe rimborsare il titolo vanificando l’aspettativa di portare a casa cedole corpose. “Comprendere nel dettaglio le caratteristiche dell’emissione e il profilo di rischio dell’emittente è fondamentale per evitare sorprese”.

Domande frequenti su Bond corporate 2025: il confronto fra le emissioni al dettaglio

Quali sono le principali alternative per chi cerca diversificazione nel portafoglio obbligazionario, secondo l'articolo?

Le obbligazioni bancarie rappresentano la principale alternativa per chi desidera diversificare il proprio portafoglio obbligazionario. Altre società, operanti in settori come l'industria e le telecomunicazioni, offrono anch'esse obbligazioni con cedole interessanti.

Quali tipi di società, oltre alle banche, emettono obbligazioni con cedole interessanti?

Società attive in settori diversi, che spaziano dall'industria alle telecomunicazioni, propongono obbligazioni con cedole interessanti. Queste emissioni sono generalmente di ammontare contenuto.

Come si presenta il 2025 in termini di opportunità di scelta per i bond corporate, secondo Luigi Pedone?

Secondo Luigi Pedone, Research Specialist di Finint Private Bank, il 2025 si sta rivelando, almeno fino a questo momento, un anno con opportunità di scelta sostenute per i bond corporate. Questo suggerisce una buona disponibilità di emissioni sul mercato.

Qual è il ruolo dei bond corporate menzionati nell'articolo per un portafoglio sbilanciato sui Btp?

I bond corporate sono presentati come un'opzione per diversificare un portafoglio che potrebbe essere eccessivamente concentrato sui Btp. Offrono un'alternativa per bilanciare l'esposizione del portafoglio.

Quali sono i vantaggi principali dei bond corporate per gli investitori, come indicato nell'articolo?

I bond corporate offrono la possibilità di diversificare il portafoglio obbligazionario, allontanandosi da un'eccessiva concentrazione su titoli di stato come i Btp. Inoltre, alcune emissioni presentano cedole interessanti.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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