Le banche italiane si preparano a comunicare gli ultimi risultati trimestrali arrivando, ancora una volta, con un grande slancio in Borsa. Negli ultimi tre mesi, al 18 luglio, l’indice settoriale Ftse Italia Banche ha superato ampiamente le performance del Ftse Mib, con un ritorno dell’8,2% contro l’1,5% segnato dall’indice generale.
A inaugurare la stagione delle trimestrali sarà Unicredit, il prossimo 24 luglio, che da inizio anno ha registrato un progresso superiore al 51% a Piazza Affari: nel settore bancario, è un risultato secondo solo a quello registrato da Bper (+67,7%). Il primo taglio dei tassi Bce, nel frattempo, è arrivato a inizio giugno: da qui in avanti, l’attenzione degli investitori si concentrerà sulla possibile riduzione della redditività del settore – dopo il forte incremento dei margini sui crediti propiziato dai tassi aumentati fra il 2022 e il 2023. Il mercato, ora, si aspetta altri due tagli dei tassi Bce nella parte restante del 2024 – il primo dei quali a settembre.
Quanti profitti potranno perdere le banche dal picco dell'anno scorso
La redditività delle banche italiane “rimarrà forte nel 2024, sebbene in leggero calo rispetto al 2023”, ha commentato Mirko Sanna, primary credit analyst dell'agenzia S&P, “il margine d'interesse rimarrà in media del 50%-55% più alto rispetto alla pandemia, dato che gli effetti del trasferimento dei tassi ai depositanti saranno graduali”. Si prevede infatti che il calo dei tassi di riferimento si tradurrà solo gradualmente in un costo del credito più basso. Allo stesso tempo, si prevede “un certo aumento delle spese operative e delle perdite su crediti”, il che farà scendere “i guadagni dal picco raggiunto nel 2023”, si legge nel Global Banks Country-By-Country Midyear Outlook 2024 di S&P.
Il rendimento medio sugli asset passerà dallo 0,9% allo 0,7% secondo le previsioni dell'agenzia di rating. “Complessivamente, il rendimento del capitale proprio delle banche rimarrà al di sopra del costo del capitale, probabilmente tra il 12% e il 13% per le banche italiane valutate nel 2024, prima di diminuire gradualmente”, ha aggiunto Sanna, “le differenze tra le banche potrebbero diventare sempre più evidenti in termini di metriche di qualità degli attivi, efficienza operativa e costo del finanziamento dopo anni di accesso economico per tutti”.
Banche italiane, la sovraperformance può continuare?
Allargando lo sguardo al settore in Eurozona, le banche italiane restano nel gruppo relativamente più a rischio (con una valutazione di 5 su 10), superate solo dalle banche greche (6) e cipriote (7). Ciononostante, il trend del settore bancario in Italia è considerato positivo.
“L'interconnessione con il rischio sovrano è diminuita, ma rimane elevata”, ha notato Sanna, “il sistema bancario rimane più esposto alla volatilità del mercato rispetto alle banche di altri Paesi, principalmente a causa della debolezza del merito creditizio sovrano”.
L'ultima rilevazione sui gestori di fondi europei, condotta a luglio da Bank of America aveva rilevato un minore interesse verso il settore bancario: i gestori che ritengono che il settore bancario finirà sotto pressione a causa di tassi più bassi sono aumentati dal 36 al 52%.

