Banche e pmi insieme per una cultura sostenibile

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Secondo Anna Roscio di Intesa Sanpaolo, la sostenibilità si pone oggi come una risorsa per le pmi per convertire i modelli di business e supportare il rilancio economico. E le banche, in questo contesto, potrebbero rappresentare un acceleratore di comportamenti virtuosi. Ecco come

Se le grandi imprese corporate hanno fatto della sostenibilità il punto di partenza di un progetto di evoluzione per i prossimi anni, le pmi scontano ancora un po’ di ritardo

Anna Roscio: “Sempre più aziende avranno la necessità di essere accompagnate in questo percorso. Non sarà un passaggio che avverrà in tempi rapidi, ma riteniamo che gli investimenti delle aziende stiano andando in questa direzione”

In un momento in cui le piccole e medie imprese italiane si preparano ad affrontare una potenziale gelata invernale sull’onda delle nuove misure di contenimento dei contagi dispiegate dal governo Conte, la sfida della sostenibilità e la valorizzazione degli investimenti green potrebbero rappresentare il punto di partenza di un nuovo slancio. E gli istituti di credito, in questo contesto, potrebbero tendere loro la mano, impegnandosi tra l’altro “in un’allocazione responsabile del credito, integrando nella valutazione del merito creditizio anche le tematiche della sostenibilità”, spiega Renzo Simonato, direttore regionale Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige di Intesa Sanpaolo.
“Il tema della sostenibilità è sempre più al centro dell’agenda Italiana, ma soprattutto europea – aggiunge Anna Roscio, responsabile direzione sales & marketing imprese, in occasione del webtalk promosso dall’istituto guidato da Carlo Messina – Dal punto di vista strettamente finanziario le regolamentazioni imporranno sempre più agli intermediari finanziari di adottare delle politiche di valutazione delle controparti che considerino i fattori ambientali. Quindi da un lato c’è un imperativo dettato dal legislatore finanziario, ma dall’altro anche una volontà europea di intervenire in termini di accompagnamento di tutto il sistema economico, a partire da quello finanziario ma soprattutto quello produttivo, verso una cultura della sostenibilità”.

Secondo Roscio, questa situazione si inquadra in un contesto di evoluzione della sensibilità dei consumatori, sempre più orientati a selezionare aziende, produttori o controparti che intervengano o vantino una politica importante sul tema della sostenibilità. Inoltre, “in una fase di ripresa dalla pandemia”, spiega, la sostenibilità si pone anche “come una delle risorse che abbiamo a disposizione per convertire i modelli di business e supportare il rilancio economico”. E la sfida della transizione sostenibile, aggiunge Gianluigi Venturini, direttore regionale Milano e provincia di Intesa Sanpaolo, passa a sua volta proprio “attraverso la crescita e lo sviluppo delle nostre pmi”.

“È chiaro che in questo campo rileviamo una forte differenziazione tra l’orientamento delle grandi imprese corporate, che hanno fatto della sostenibilità il punto di partenza di un progetto di evoluzione per i prossimi anni, e le pmi, che scontano ancora un po’ di ritardo – continua Roscio – Certamente anche le imprese di altri paesi europei vantano una sensibilità maggiore, ma la crisi attuale potrebbe rappresentare un acceleratore per investire su queste tematiche”. Secondo l’esperta, si pone dunque dinanzi alle aziende e agli istituti finanziari una scelta: lavorare sulla sostenibilità come un’opportunità di crescita o attendere che si tramuti a un certo punto in una necessità “non procrastinabile per rimanere sul mercato”.

E gli istituti finanziari, in questo contesto, potrebbero rappresentare un acceleratore di comportamenti virtuosi. “Noi abbiamo lavorato innanzitutto sulle competenze interne, ma in futuro arriveremo anche a inglobare nei nostri modelli di rating questi valori. Quello che vogliamo fare non è semplicemente erogare finanziamenti a favore degli investimenti nella sostenibilità (nel mese di luglio l’istituto ha rafforzato il suo impegno a favore delle pmi con i sustainability loan, una soluzione di medio-lungo termine che prevede il monitoraggio degli obiettivi di sostenibilità raggiunti dalle aziende premiando i comportamenti virtuosi con uno sconto sul finanziamento per ogni anno in cui gli impegni vengono rispettati, ndr), ma supportare le imprese a tutto tondo, creando i presupposti per aiutarle ad affrontare un percorso di rigenerazione”.

“Credo che sul tema della sostenibilità si stia facendo molta cultura oggi – conclude Roscio – Un impulso importante arriva dall’Europa. Non dimentichiamo che una buona parte delle risorse del recovery fund e del next generation eu saranno destinate proprio a queste tematiche. Sempre più aziende, dunque, avranno la necessità di essere accompagnate in questo percorso. Non sarà un passaggio che avverrà in tempi rapidi, ma riteniamo che gli investimenti delle aziende stiano andando in questa direzione, nell’ottica di un adeguamento dei propri modelli di business e di un rinnovato bisogno di riconoscimento sul mercato su questo fronte”.

Anna Roscio, responsabile direzione sales & marketing imprese di Intesa Sanpaolo

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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