Aumento dei tassi: l’impatto sui mercati è una questione di timing

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La Fed si prepara a tapering e aumento dei tassi. Come reagiranno i mercati? Per Msci è essenzialmente una questione di timing

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Come si evince dai recenti spostamenti della curva dei rendimenti negli Stati Uniti gli investitori sono molto sensibili alla comunicazione della Federal Reserve

Msci ha analizzato tre diversi scenari a seconda del timing d’intervento da parte della autorità monetaria: “troppo e troppo presto”; “timing ideale”; “troppo poco e troppo tardi”

Anche se la Federal Reserve potrebbe non alzare i tassi a breve, gli investitori sono in allerta: qualsiasi svolta percepita circa la politica monetaria può influenzare sia i mercati statunitensi che quelli globali, comprese le economie emergenti. A secondo dell’entità e della tempistica dell’intervento, portafogli bilanciati potrebbero perdere infatti fino al 15%. È quanto emerge da uno studio fatto da Msci che ha ipotizzato tre diversi scenari d’intervento da parte dell’autorità monetaria statunitense:

Curva dei tassi

Le aspettative degli investitori circa l’inflazione è cambiata negli ultimi mesi, vedasi curva dei tassi dei Treasury americani. Il grafico sottostante che confronta le aspettative degli investitori lo mostra senza mezzi termini. Le attuali aspettative del mercato su dove saranno i tassi di interesse a breve termine nei prossimi anni (linea rossa) sono notevolmente più alte rispetto ai livelli dello scorso giugno (linea blu), il che potrebbe essere attribuito al successo della ripresa dell’economia. Tuttavia, tra maggio e giugno di quest’anno (linee gialla e verde), il raffreddamento delle preoccupazioni per l’inflazione a lungo termine potrebbe aver contribuito a una diminuzione dell’estremità lunga della curva, mentre la dichiarazione della Fed del 16 giugno 2021 sulla possibilità di anticipare i rialzi dei tassi potrebbe aver sollevato l’estremità breve e abbassato quella lunga, determinando una curva dei rendimenti più piatta.

Tre scenari ipotetici per i rialzi dei tassi

  • Tempistica ideale: i mercati percepiscono che la Fed riduce gli acquisti di asset e aumenta i tassi al momento giusto per tenere sotto controllo l’inflazione e aiutare la crescita economica a rimanere stabile e robusta. Gli investitori sono fiduciosi, le azioni guadagnano e i tassi a lungo termine aumentano leggermente. I mercati emergenti beneficiano della forte crescita degli Stati Uniti.
  • Troppo e troppo presto: i mercati credono che le azioni politiche avvengano troppo presto e siano troppo aggressive. La crescita economica a breve e lungo termine ha un impatto negativo, e le aspettative di inflazione implicite nel mercato scendono. Le azioni scendono, la curva dei rendimenti si appiattisce e il rallentamento della crescita degli Stati Uniti danneggia i mercati emergenti.
  • Troppo poco e troppo tardi: I mercati percepiscono che il percorso della politica è troppo lento, il che porta in primo piano le preoccupazioni sull’inflazione. Mentre la crescita a breve termine è stabile, le previsioni a lungo termine vengono colpite. L’aumento dell’inflazione e la diminuzione delle prospettive di crescita aumentano i premi al rischio azionario. Le azioni scendono, mentre i tassi d’interesse a lungo termine aumentano, dando luogo a una correlazione positiva tra obbligazioni e azioni.

Implicazioni per i portafogli multi-asset

Per valutare il potenziale impatto sui portafogli multi-asset, Msci ha usato il suo quadro predittivo di stress testing e lo ha applicato a un ipotetico portafoglio globale diversificato. Nello scenario di “timing ideale”, la maggior parte delle asset class ha registrato rendimenti solidi e solo le obbligazioni sovrane hanno perso leggermente, con un guadagno del 7% per il portafoglio. Lo scenario “troppo e troppo presto” è l’immagine opposta, con la maggior parte delle classi di attività che perdono e le obbligazioni sovrane che forniscono una certa copertura contro la battuta d’arresto. Il portafoglio perde circa il 12% in questo scenario. Nello scenario “troppo poco, troppo tardi” sia le obbligazioni che le azioni calano, e il portafoglio totale perde circa il 15%.

di Lorenzo Magnani

Laureato in Finanza e mercati Internazionali presso l’Università Cattolica di Milano, nella redazione di We Wealth scrive di mercati, con un occhio anche ai private market. Si occupa anche di pleasure asset, in particolare di orologi, vini e moto d’epoca.

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