Anche nel nostro Paese è venuto meno il tempo in cui gli anziani celavano i soldi sotto il letto per lasciare i risparmi a figli e nipoti o per far fronte a eventuali spese improvvise. Oggi spendono molto: + 30% rispetto a quindici anni fa per viaggi e vacanze, + 40% per mostre e musei, + 50% per cinema e teatro e + 14% per andare ai concerti.
Se infatti da un lato il patrimonio degli anziani, che risulta in media superiore del 15% rispetto a quello del resto della popolazione, è passato in poco più di 15 anni dal 20% a quasi il 35% del totale della ricchezza delle famiglie, dall’altro è cresciuta in maniera importante anche la spesa dei pensionati (+ 25% in 15 anni) che oggi trainano i consumi di qualità, culturali e del tempo libero.
Gli anziani insomma, spendono. Mentre i pensionati di domani, ovvero i giovani di adesso i cui consumi sono in forte diminuzione, il salvadanaio non se lo possono permettere. Parrebbe quindi che gli anziani di oggi saranno gli ultimi ‘ricchi’.
La ricchezza media dei giovani d’oggi risulta inferiore del 45% rispetto a quella media di tutta la popolazione: i giovani d’oggi soldi da accantonare ne han pochi. La maggior parte degli anziani oggi eroga soldi alle famiglie dei loro figli e di questi 1/4 lo fa regolarmente.
Il miglioramento delle condizioni di vita, la crescente attenzione alla salute ha reso la sfida della terza età sempre meno dura e affrontabile per le persone. Si vive più a lungo e meglio. Infatti al speranza di vita in Italia arriva quasi a 83 anni, a fronte di un dato medio UE di quasi 80 ani. E per le donne la speranza di vita sfiora addirittura gli 85 anni.
Sono più del 55% gli anziani che dichiarano di avere una situazione solida contro il 30% circa del totale della popolazione (+15% rispetto a 20 anni fa). Ma dove investono gli over 65? Investono soprattutto in sicurezza, in liquidità e in rendimento a medio termine atti oltre il 65% degli investimenti. La prima rappresenta oltre il 55% degli investimenti.
Questo conferma, anche per il 2025, l’avversione al rischio degli anziani, anche a costo di sacrificare il rendimento. Inoltre, nei dodici mesi precedenti l’indagine, il 7% circa degli over 65 ha investito in case, ma solo il 2% l’ha fatto per acquistare o cambiar casa; gli altri acquisti sono stati realizzati per ragioni collegate all’impiego ereditario o per avere un reddito aggiuntivo nella vecchiaia.

