La principale piattaforma di acquisto per i fondi di investimento, pilastro delle architetture aperte nel wealth management, sarà acquisita da Deutsche Börse in un’operazione annunciata dal valore di 5,3 miliardi di euro. Il premio offerto è pari al 32,5% rispetto alla chiusura del titolo Allfunds del 26 novembre e al 40,3% rispetto al prezzo medio ponderato del trimestre concluso nella stessa data: un livello che segnala una forte integrazione attesa tra le piattaforme controllate da Deutsche Börse e le informazioni in possesso di Allfunds sui comportamenti e sulle preferenze della distribuzione.
L’operazione prevede una componente cash pari a 6 euro per azione, a cui si aggiungono azioni Deutsche Börse per un controvalore di 2,6 euro e un dividendo di 0,20 euro per l’esercizio 2025 per ciascuna azione Allfunds detenuta. Il titolo Allfunds, quotato ad Amsterdam, ha reagito con un rialzo del 3,77%, allineandosi al prezzo dell’offerta (8,26 euro). L’operazione, approvata all’unanimità dal consiglio di amministrazione, sarà realizzata tramite uno scheme of arrangement e dovrà ottenere il via libera del 75% degli azionisti Allfunds per diventare definitiva.
Sinergie dichiarate e razionale industriale
Da un lato, Deutsche Börse comunica la volontà di estendere la presenza geografica complementare di Allfunds rispetto ai Clearstream Fund Services già presenti nel gruppo della Borsa tedesca. Dall’altro si parla di sinergie di costo significative, per quanto non cruciali in termini di valore per giustificare il premio riconosciuto ad Allfunds: si tratta di una razionalizzazione pari a circa il 15% della base di costi annua, per un totale di 60 milioni di euro ante imposte, a cui si aggiunge un risparmio annuo in conto capitale di 30 milioni di euro.
L’aspetto più interessante è tuttavia l’integrazione di due realtà che si sovrappongono solo fino a un certo punto. Non solo per l’impronta geografica, ma per la combinazione della “forza distributiva di Allfunds e delle capacità di custodia e regolamento del segmento Clearstream Fund Services di Deutsche Börse Group (DBAG)”.
Distribuzione, dati e integrazione delle piattaforme
Nel dettaglio, portare a casa Allfunds significa ottenere visibilità su una delle principali piattaforme per l’acquisto di fondi nell’industria del wealth management, con asset distribuiti pari a un massimo storico di 1.700 miliardi di euro, oltre 1.400 partner e più di 400 distributori in 66 Paesi. Su Allfunds transitano gli ordini di fondi, ETF e prodotti di finanza alternativa.
Dal canto suo, DBAG svolge attività maggiormente legate all’esecuzione degli ordini sui mercati dei titoli, al clearing delle transazioni e al regolamento, fino alla custodia dei titoli e ai servizi di gestione della liquidità e del collaterale. L’integrazione di Allfunds all’interno di DBAG aggiunge così un tassello rilevante all’infrastruttura tecnologica per la formazione dei prezzi e degli scambi, rafforzando il legame tra distribuzione e comportamenti di acquisto, prima ancora che questi si traducano in ordini sul mercato.
Deutsche Börse ha espressamente citato, tra i fondamenti logici dell’operazione, i “trend di consumo favorevoli, come la crescita dei fondi come veicolo di investimento, supportata dalla crescente adozione degli ETF e dalla maggiore domanda di accesso ai mercati privati, con investitori finali sempre più sofisticati e digitalmente coinvolti”, ma anche “la preferenza per modelli basati su piattaforme e per l’outsourcing in architettura aperta dei servizi di investimento in fondi”.
Allfunds e DBAG Funds condividono inoltre l’obiettivo di potenziare l’intermediazione di fondi alternativi e di private market, il cui accesso viene indicato come “area di crescita nella quale le due realtà possono offrire una forte proposta di valore”.
La complementarità dei servizi, hanno dichiarato le due società, “crea opportunità per iniziative di cross-selling, tra cui soluzioni avanzate di analisi dei dati, servizi di reporting regolamentare e altri servizi a valore aggiunto basati su abbonamento, oltre all’espansione verso ulteriori soluzioni wealth-tech”. Queste ultime potrebbero avere un impatto diretto anche sulle reti di consulenza finanziaria e sulle banche che oggi utilizzano la piattaforma Allfunds per l’acquisto di prodotti finanziari.
Il piano di integrazione delle due piattaforme è ancora in fase di definizione. Per il momento, “l’integrazione tra DBAG e Allfunds si concentrerà sul consolidamento dei punti di forza di ciascuna società, incluse le soluzioni di distribuzione e di custodia, unificando le rispettive offerte per fornire ai clienti servizi più snelli ed efficienti”. In una prima fase, l’obiettivo sarà “eliminare le attività duplicative e favorire una collaborazione più stretta all’interno del gruppo combinato”.

