Cina, un passo avanti agli Stati Uniti

La crisi appena attraversata ha cambiato il modo di guardare alla Cina, non più come mero esportatore di prodotti finiti, ma come player principale di sviluppo e adozione tecnologica. Un chiaro messaggio per le economie d’occidente

Cos’ha di diverso la Cina dagli Stati Uniti? Anzitutto, il modo di interpretare la tecnologia, non come alternativa ai servizi del quotidiano, ma come scelta di stile di vita.

E-commerce, Usa vs Cina

La crisi da coronavirus ha portato ad uno shift dall’offline all’online (la cosiddetta O to O transition) anche per coloro che non prevedevano di dividere il proprio business tra negozi e piattaforme. Non solo: il lockdown da pandemia ha modificato in modo evidente il ‘come’ usufruire dei singoli servizi; è il caso, ad esempio, dell’allenamento fisico e dell’education, passati dall’aula all’esercizio da remoto. Il lavoro da casa ha inoltre accelerato i processi di automazione e l’utilizzo di software per ottimizzare i processi.
Il boom del tempo speso online, secondo gli esperti di Fidelity International, è una tendenza non solo provvisoria, ma destinata ad affrancarsi nel tempo. Si pensi ad esempio all’intrattenimento online: l’accessibilità da casa e la possibilità di usufruirne da remoto aiuterà i player del comparto a crescere anche più di quanto non facessero prima della pandemia.

Privacy senza problemi 

Tra le principali differenze che distinguono il mercato cinese da quello americano, il trattamento di dati e privacy occupa il primo posto. Mentre nell’ovest, allo sviluppo della tecnologia si affianca infatti il filone della sicurezza online, in Cina il tema della privacy è percepito in maniera molto differente. “I cinesi sono meno sensibili alla questione della protezione dei dati: se hanno un interesse a rinunciare ad un po’ di privacy per ottenere un qualche beneficio, lo fanno”.

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C’è di più: il controllo in materia di gestione dati in Cina è molto più stringente che non nell’occidente. Alcune società in passato hanno provato a vendere informazioni riservate, trovandosi però poi a dover pagare le sole conseguenze (perdita di fiducia) senza ottenerne alcun vantaggio.
Infine, in Cina, diversamente dalle economie del mondo più sviluppate, “l’individualismo è meno pronunciato. Le persone antepongono la salute delle persone a questioni tipo la privacy”, che passano in secondo piano in nome del bene sociale.

Giocare d’anticipo

La capacità cinese di arrivare preparata alla crisi, reagendo per tempo alla pandemia, l’ha portata non solo ad adottare misure più efficaci degli altri (predisponendo il lockdown dell’intero Paese a partire da febbraio), ma ad essere in grado di coprire la domanda interna (e in parte quella esterna) di attrezzature mediche e protezioni sanitarie (esportando mascherine). Proprio il settore sanitario in Cina presenta oggi buoni margini di crescita: “Partendo dai numeri” hanno evidenziato gli esperti di Fidelity, “il settore healthcare pesa sul Pil cinese il 6% del totale, che si affianca ad un livello del 10% in Giappone e del 17% negli Stati Uniti”. Una crescita che non riguarderà il solo sviluppo di attrezzature e cure medicali, ma anche le infrastrutture: i reparti di terapia intensiva in Cina coprono circa il 5% dei reparti, contro una media nei paesi sviluppati del 15%.
Il boom della consulenza sanitaria online, nonché la possibilità di richiedere ricette e pagare ticket da remoto contribuirà ulteriormente alla crescita di settore. “In tal senso, il coronavirus ha aumentato la fiducia dei consumatori nell’affidarsi alle consultazioni online per saperne di più su di sé e sul proprio stato di salute”.

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Domande frequenti su Cina, un passo avanti agli Stati Uniti

In che modo la Cina differisce dagli Stati Uniti nell'approccio alla tecnologia, specialmente in relazione all'e-commerce?

La Cina interpreta la tecnologia non come un'alternativa ai servizi quotidiani, ma come una scelta di stile di vita. Questo approccio ha favorito una rapida adozione dell'e-commerce, integrato profondamente nelle abitudini dei consumatori.

Qual è stato l'impatto della crisi da coronavirus sull'e-commerce in Cina e negli Stati Uniti?

La crisi da coronavirus ha accelerato la transizione dall'offline all'online (O to O transition) per molte aziende in entrambi i paesi. Questo cambiamento è stato particolarmente evidente per coloro che non avevano precedentemente previsto di integrare il proprio business tra negozi fisici e piattaforme digitali.

Come ha modificato la pandemia il modo in cui i consumatori utilizzano i servizi, in particolare nell'ambito dell'e-commerce?

Il lockdown da pandemia ha alterato significativamente le modalità di fruizione dei servizi. I consumatori hanno dovuto adattarsi a nuove abitudini, privilegiando sempre più le piattaforme online per soddisfare le proprie esigenze, anche per servizi precedentemente considerati offline.

Quali sono i vantaggi competitivi della Cina rispetto agli Stati Uniti nell'ambito dell'e-commerce, secondo l'articolo?

L'articolo suggerisce che la Cina ha un vantaggio grazie alla sua interpretazione della tecnologia come stile di vita, che si traduce in una maggiore integrazione e accettazione dell'e-commerce. Questo approccio ha permesso alla Cina di essere un passo avanti agli Stati Uniti in questo settore.

In che modo la 'privacy senza problemi' menzionata nelle intestazioni potrebbe influenzare la crescita dell'e-commerce in Cina rispetto agli Stati Uniti?

Sebbene l'articolo non approfondisca i dettagli finanziari o di investimento legati alla privacy, l'intestazione 'Privacy senza problemi' potrebbe implicare un ambiente normativo o culturale in Cina che facilita l'uso dei dati per personalizzare i servizi di e-commerce. Questo potrebbe tradursi in un'esperienza utente più fluida e, potenzialmente, in maggiori opportunità di investimento.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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