Effetto pandemia sui risparmiatori: incerti ma più maturi per nuove soluzioni

All’incertezza e all’instabilità che ha portato il 2020 corrisponde anche una maggiore consapevolezza e maturità, soprattutto per quanto riguarda il patrimonio familiare e aziendale

Incertezza post Covid-19: il Terzo Rapporto di Aipb-Censis ha sottolineato come il 67% degli italiani provi ansia per la profonda instabilità che pervade la società. Un clima che preoccupa l’Italia in maniera trasversale, a prescindere da territori, età, professioni e condizione socioeconomica. Qual è il ruolo della consulenza patrimoniale in questo contesto? Quali sono le tematiche più importanti che la pandemia ha fatto emergere? Ne abbiamo parlato con Luca Romano, Deputy head Life Banker di BNP Paribas BNL Life Banker.
 

Qual è stata la reazione dei risparmiatori italiani all’incertezza provocata dalla pandemia?

Molti risparmiatori hanno reagito all’incertezza aumentando la quota di liquidità in portafoglio, un po’ per tutelarsi rispetto alla turbolenza dei mercati finanziari, un po’ per quell’ansia citata da Aipb e Censis che richiedeva una riserva in caso di emergenza e necessità. Tanto che abbiamo raggiunto 1.714 miliardi di liquidità sui conti dei risparmiatori italiani. Un dato che non aiuta il nostro paese nei suoi importanti obiettivi di crescita, perché si tratta di risparmio non investito.
Vi è inoltre un’aumentata consapevolezza dei rischi cui è esposto il nostro benessere (sia economico che sociale) e della fragilità della salute, che sia di un individuo che di un’azienda. Da qui nasce la forte necessità di proteggere gli affetti, il patrimonio familiare e imprenditoriale: ecco, qui entra in gioco il consulente patrimoniale.
 

Qual è (e sarà) il ruolo del consulente patrimoniale nella ripresa?

Ora come ora, l’industria della consulenza ha (e avrà sempre più) una responsabilità di natura sociale molto importante. Si tratta di fare informazione ed educazione, mostrando al risparmiatore che all’incertezza si può rispondere giocando d’anticipo nel proteggere il proprio patrimonio. E, inoltre, che attraverso le giuste soluzioni oggi è possibile perseguire un benessere non solo economico, ma anche collettivo e sociale. Un’attenzione che è emersa tra i nostri clienti, soprattutto in quelli di più alto standing.
 

Consulente finanziario vs patrimoniale: qual è il valore aggiunto del secondo?

Essere un consulente patrimoniale oggi significa rappresentare un punto di riferimento centrale per rispondere a una gamma molto ampia di bisogni del cliente, ovvero tutto ciò che riguarda la tutela, la gestione e lo sviluppo del patrimonio finanziario e non finanziario, quello personale e quello aziendale. Così il consulente finanziario mette in gioco la sua professionalità andando ad arricchirla, considerando tutti quegli aspetti attorno ai “semplici” investimenti. Significa, soprattutto, saper cogliere dei bisogni che spesso emergono solamente sotto stress e, idealmente, anticipare potenziali criticità che possono sconvolgere la sfera degli affetti familiari e il relativo patrimonio, turbandone la serenità. Significa non farsi governare dagli eventi, anche quelli imprevedibili e non frequenti.
Diciamo che il consulente patrimoniale agisce in un perimetro più ampio, e per questo ha a sua disposizione una “cassetta degli attrezzi” molto più sostanziosa. Per i Life Banker, ad esempio, significa avere a disposizione tutti i vantaggi che può offrire l’ecosistema di BNP Paribas.
 

Parliamo di imprese. Quali sono state le necessità emerse durante quest’ultimo anno?

Negli ultimi mesi, molti leader di imprese hanno dovuto prendere in mano una situazione che avrebbero gestito probabilmente con molta più calma e gradualità. Parlo del passaggio generazionale: in Italia, oltre il 90% delle imprese italiane ha base familiare, ma solo il 15% supera la terza generazione. Ciò avviene a causa di una mancata programmazione e pianificazione sul passaggio del testimone e crea una distruzione di valore e dispersione del patrimonio di cui il nostro paese non ha proprio bisogno. Nel nostro caso, il Life Banker, ad esempio, ha potuto prospettare e realizzare – facendo leva su competenze e professionalità del Gruppo BNP Paribas – operazioni di family/management by out.

A proposito di passaggio generazionale: come evitare che il trasferimento della ricchezza alle generazioni future si trasformi in una cesura della relazione tra il consulente e la famiglia?

Giocando d’anticipo. La pandemia oggi ha (drammaticamente) alzato il velo su molte tematiche tra cui il passaggio generazionale, offrendo ai consulenti patrimoniali l’opportunità di essere un riferimento a tutto tondo per i clienti. Questo consolida il rapporto di fiducia e crea un valore superiore a quello generato dagli investimenti finanziari. È un benessere non tangibile che va oltre al rapporto esclusivo, perché spesso le soluzioni che sono valutate insieme hanno valenza intergenerazionale.
In futuro arriverà semmai il problema di trasferire la professionalità e gli asset relazionali del consulente a qualcuno che dovrà continuare ad occuparsi di ciò che ha costruito nel tempo. Ma questo è un tema a parte del nostro settore che stiamo gestendo proattivamente con inserimenti mirati e continui di giovani talenti (oggi siamo già a circa il 5% della popolazione complessiva) per cominciare a programmare, anche per i nostri Life Banker oltre che per i clienti, il passaggio generazionale.

luca romano bnl life banker

Luca Romano,  Deputy Head BNL Life Banker

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Effetto pandemia sui risparmiatori: incerti ma più maturi per nuove soluzioni

Come hanno reagito i risparmiatori italiani all'incertezza post-pandemia?

Il Terzo Rapporto di Aipb-Censis ha evidenziato che il 67% degli italiani prova ansia a causa della profonda instabilità sociale. Questa preoccupazione è trasversale, influenzando tutte le fasce della popolazione italiana a prescindere da età, professione o condizione socioeconomica.

Qual è il ruolo chiave del consulente patrimoniale nel contesto attuale di incertezza?

Il consulente patrimoniale ha un ruolo cruciale nel guidare i risparmiatori attraverso l'incertezza post-Covid-19. L'articolo esplora come questo professionista possa supportare la ripresa e affrontare le tematiche più importanti emerse dalla pandemia.

Qual è il valore aggiunto specifico di un consulente patrimoniale rispetto a un consulente finanziario?

L'articolo si propone di delineare il valore aggiunto del consulente patrimoniale in confronto al consulente finanziario. Questo approfondimento mira a chiarire le specificità e i benefici distinti offerti dal primo nel contesto attuale.

Quali necessità primarie sono emerse per le imprese durante l'ultimo anno, secondo l'articolo?

L'articolo affronta le necessità specifiche che le imprese hanno manifestato durante l'ultimo anno. Queste esigenze sono state un focus importante per la consulenza, probabilmente in risposta al clima di incertezza e instabilità.

Come si può gestire il passaggio generazionale della ricchezza per mantenere la relazione con il consulente?

Per evitare una cesura nella relazione tra consulente e famiglia, è fondamentale gestire attentamente il trasferimento della ricchezza alle generazioni future. L'articolo esplora strategie su come assicurare continuità e fiducia in questo delicato processo.

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