Richard Bernstein, responsabile globale della macroeconomia e degli investimenti personalizzati di Janus Henderson Investors, illustra la view della società sulla seconda metà del 2026. Nello scenario attuale, viene confermata l’impostazione espressa all’inizio dell’anno, secondo cui “Boring is Beautiful”. L’esperto invita infatti alla cautela in un contesto caratterizzato da un aumento della speculazione. L’asset allocation privilegia l’obbligazionario di qualità a breve termine e segmenti del mercato azionario come i titoli a dividendo e le azioni non statunitensi.
Investire non è speculare
Per quanto la speculazione sia in aumento, come suggeriscono i dati relativi al volume delle opzioni, investimento e speculazione restano concetti molto diversi. I mercati finanziari contribuiscono infatti alla formazione del capitale: gli investitori acquistano partecipazioni nelle società o concedono loro finanziamenti, contribuendo a ridurne il costo del capitale e ad alimentarne gli investimenti. La speculazione, al contrario, consiste essenzialmente in una scommessa sull’andamento dei mercati e non svolge la stessa funzione economica.
Asset allocation obbligazionaria
La crescita economica nominale degli Stati Uniti negli ultimi trimestri è stata particolarmente robusta. Il Pil nominale nel terzo trimestre del 2025 ha superato l’8%. Il quarto trimestre è stato più debole a causa della chiusura del governo, ma nel primo trimestre del 2026 il Pil nominale è cresciuto di oltre il 5,5%.
In questo scenario, Bernstein afferma: “Continuiamo a credere che una crescita nominale così robusta limiterà la flessibilità della Fed, che gradualmente assumerà un orientamento più restrittivo e potrebbe effettivamente aumentare i tassi”.
Il posizionamento privilegia quindi una duration contenuta e fondamentali solidi. Il comparto high yield dovrebbe offrire rendimenti più elevati per compensare il maggiore rischio a cui un investitore si espone. Ma se gli spread – ossia la differenza di rendimento rispetto ai titoli considerati privi di rischio – sono molto compressi, come avviene oggi, potrebbero non remunerare pienamente il rischio assunto.
La società si concentra pertanto maggiormente sull’obbligazionario di qualità superiore, come i titoli municipali, i Treasury e i titoli garantiti da mutui selezionati.
Asset allocation azionaria
Sul fronte azionario, “segmenti del mercato come i titoli a dividendo e le azioni non statunitensi appaiono più interessanti rispetto ai titoli favoriti dal consensus, i cosiddetti Magnifici 7, o al più ampio settore tecnologico”.
Questo perché la storia insegna che i periodi altamente speculativi tendono a terminare quando la Fed aumenta i tassi e che, quando la liquidità si riduce, gli investitori tornano a concentrarsi maggiormente sui fondamentali.
Guardando al rendimento totale atteso – definito come crescita degli utili più rendimento da dividendi – rispetto alle valutazioni, i titoli a dividendo e le azioni non statunitensi appaiono quindi più interessanti.
In conclusione: la noia rimane bella
In conclusione, l’esperto invita a evitare le speculazioni in un contesto in cui “i confini tra i mercati dei capitali e i mercati delle previsioni sono sfumati”.
“Anziché seguire la massa che ama il rischio, noi restiamo fedeli ai fondamentali, che continuano a indicare che gli investimenti ‘noiosi’ sono in realtà piuttosto interessanti”, conclude Bernstein.

