Il motore della crescita globale, prima economia al mondo, negli ultimi mesi sta dimostrando una resilienza inaspettata, consumi solidi e un buon mercato del lavoro. Non ci sono molti dubbi sul fatto che si stia parlando degli Stati Uniti. Mentre l’Europa e la Cina si trovano ancora a fronteggiare la debolezza delle loro attività economiche, gli States – insieme a India e Giappone – continuano a crescere.

Lo scorso anno erano molti gli esperti che temevano l’arrivo di una recessione sugli Stati Uniti, eppure nonostante l’aumento dei tassi di interesse e dell’inflazione, il mercato statunitense non si è fermato. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, infatti, l’economia a stelle e strisce si espanderà a un tasso più che doppio rispetto a quello degli altri Paesi sviluppati, arrivando al 2,7% contro lo 0,8% europeo.
Europa taglia i tassi, quando tocca alla Fed?
Nonostante l’inflazione elevata, l’economia statunitense ha continuato a crescere e anzi, si è adattata rapidamente a questo nuovo contesto di tassi. Non ci sono dubbi sul fatto che la battaglia della Federal Reserve contro l’inflazione abbia compiuto progressi significativi, contribuendo a far scendere i prezzi al consumo dal 9,1% di giugno 2022 a una forbice tra il 3% e il 4% negli ultimi mesi. Ma dalle parole di Powell, è chiaro che questo non bassa per tagliare i tassi. Pramod Atluri, portfolio manager di Capital Group spiega infatti che il presidente della Fed ha immaginato solo due strade che porteranno al taglio dei tassi: “Una debolezza inattesa del mercato del lavoro – che per ora non si è ancora concretizzata – o un’inflazione che scenda in modo sostenibile al 2%”.
In quest’ottica, è difficile immaginarsi un cambiamento di rotta a breve, è anzi in dubbio se la banca centrale americana taglierà i tassi quest’anno o aspetterà l’inizio del prossimo.
Non solo Stati Uniti: la forza dell’India
Come visto all’inizio, non sono solo gli Stati Uniti a mantenere una performance e una crescita resiliente, ma negli ultimi mesi l’India si è dimostrata la stella più luminosa nell’universo dei mercati emergenti.
La Tigre rappresenta oggi una delle economie a più rapida crescita, secondo le proiezioni del Fondo Monetario Internazionale il tasso di crescita dell’economia indiana dovrebbe essere del 6,8% quest’anno. Inoltre, il suo mercato azionario ha offerto alcuni tra i rendimenti migliori al mondo negli ultimi anni.
Ma a cosa è dovuta la forza dell’India? Secondo Brad Freer, gestore di portafoglio di Capital Group, “mentre il mondo post-pandemia adotta catene di approvvigionamento nuove e diversificate, molte aziende guardano all’India come a un’ulteriore fonte di capacità produttiva, mentre l’economia cinese matura”. Insomma, dai cellulari agli elettrodomestici, dai prodotti farmaceutici alle infrastrutture, è forse arrivato il momento per l’India di diventare la nuova fabbrica del mondo?
In generale, il profondo crollo dell’economia cinese negli ultimi anni ha creato opportunità per altri paesi emergenti che, in passato, gli investitori evitavano. L’india è solo un esempio, ma simili a lei ci sono anche il Messico e l’Indonesia.

