Daniel Lyons, gestore di portafoglio presso Janus Henderson Investors, analizza il ruolo secondario che il settore sanitario occupa attualmente nell’S&P 500 rispetto al settore tecnologico, spiegando come questa divergenza possa rappresentare un’opportunità per gli investitori.
I pesi nell’indice statunitense
I dati di metà maggio 2026 di Bloomberg evidenziano un peso del settore tecnologico all’interno dell’S&P 500 superiore al 35%, oltre i livelli visti al culmine dell’era delle dot-com.
A questo dato si aggiunge un ulteriore elemento: alcuni colossi come Meta, Alphabet e Amazon non rientrano in questa percentuale perché, secondo le classificazioni ufficiali del Global Industry Classification Standard (GICS®), non appartengono al settore tecnologico. Meta e Alphabet sono infatti classificate nei servizi di comunicazione, mentre Amazon rientra nei beni voluttuari.
Se fossero considerate anche queste aziende all’interno della categoria, il peso della tecnologia nell’S&P 500 salirebbe a circa il 50%. L’indice, quindi, è ancora più esposto al tech di quanto dica la classificazione ufficiale.
Il peso di un settore nell’indice è guidato dalla capitalizzazione di mercato delle aziende che lo compongono. Nel caso della tecnologia, questa è cresciuta anche per effetto del rally dell’AI e di valutazioni elevate. A metà maggio, il rapporto prezzo/vendite (P/S) dell’S&P 500 si attestava a 3,8x, ben al di sopra della sua media ventennale di 2,0x.
Al contrario, secondo i dati di maggio, il settore sanitario pesa intorno all’8% all’interno dell’S&P 500 e presenta valutazioni a sconto. Questo, Lyons, potrebbe rappresentare un’opportunità per gli investitori di lungo termine. Il P/S del settore sanitario, secondo i dati riportati dal gestore, è infatti intorno a 1,5x, al di sotto della propria media storica, vicina a 1,7x.
Opportunità nel settore sanitario a fronte dell’innovazione
Secondo Lyons, le attuali valutazioni del settore sanitario appaiono scontate rispetto al potenziale guidato dall’innovazione. Questo costituisce un motivo valido affinché gli investitori prestino maggiore attenzione ai titoli healthcare.
“Con l’attenuarsi dei venti contrari causati dalle politiche dell’anno scorso, il settore sanitario si è spostato verso un ambiente operativo più costruttivo”, osserva l’esperto. E aggiunge: “Anche le grandi aziende farmaceutiche se ne sono accorte, stimolando negli ultimi trimestri una raffica di attività di M&A nel settore biotecnologico”.
In un mercato statunitense sempre più concentrato intorno a pochi grandi nomi della tecnologia, il settore sanitario potrebbe quindi offrire una doppia chiave di lettura. Da un lato, un’esposizione a trend strutturali come innovazione, invecchiamento demografico e applicazioni dell’AI, dall’altro, valutazioni ancora distanti dai livelli raggiunti dal mercato nel suo complesso. Per gli investitori di lungo periodo, la vera domanda potrebbe non essere soltanto quanto spazio abbia ancora il tech, ma quanto valore il mercato stia lasciando indietro altrove.

