Rischio inflazione? Attenzione alla trappola dei prestiti

In un mercato dove la qualità del credito cala, il rischio di inflazione e di tassi è destinato a salire. Un fattore chiave per la gestione di portafoglio diventa quindi la duration, con titoli a scadenza più breve tendenzialmente più attraenti

Dopo le iniezioni di liquidità, ecco la resa dei conti. Con rendimenti a breve termine ultra bassi (o negativi) e una curva dei rendimenti Usa che tenderà ad irripidirsi col rilancio della crescita economica, “il rischio tassi potrebbe diventare un problema critico”. E, prima di esso, quello di inflazione.

Rischio inflazione, non il solo sul mercato

Per gli investitori del credito, l’enorme ammontare di nuove emissioni societarie denominate in dollari osservata nel 2020 (circa 2 mila miliardi di dollari in titoli investment grade e oltre 500 miliardi di dollari in debito high yield) “può offrire sia potenziali opportunità che rischi aggiuntivi” ha sottolineato Mark Vaselkiv, Chief Investment Officer, Fixed Income di T. Rowe Price.
Nel corso del 2020, molte aziende sono riuscite ad aumentare il proprio indebitamento, migliorando il rapporto con la liquidità e aiutando imprese di settori ciclici come l’energia, le compagnie aeree e l’hospitality a evitare default.
Tuttavia, ha aggiunto Vaselkiv, “un maggiore ricorso agli strumenti di finanziamento potrebbe essere utilizzato per sopravvivere anche dalle imprese strutturalmente deboli, pur con prospettive di redditività a lungo termine meno solide”. Secondo Vaselik, “potremmo ritrovarci nei prossimi cinque o sette anni con un universo di titoli emessi da aziende in difficoltà, tenute a galla solo dai mercati del credito“.
In tale contesto, la duration, misura chiave del rischio tassi, potrebbe ricoprire nel 2021 un ruolo essenziale. Il rischio tassi rende infatti tendenzialmente più attraenti gli asset con una duration più breve.

L’opzione prestiti bancari a tasso variabile

I bank loan a tasso variabile, prestiti concessi alle società, venduti poi a fondi comuni di investimento e ad altri investitori istituzionali “appaiono offrire vantaggi interessanti in questo contesto, poiché più alti nella struttura del capitale del mutuatario rispetto alle obbligazioni ad alto rendimento”. La caratteristica del tasso variabile conferisce ai bank loan anche “un profilo di duration estremamente basso, paragonabile ai Treasury Usa e ad altri strumenti a breve termine, ma con rendimenti sostanzialmente più elevati”.

Strumenti di mercato, divisione per duration

Storicamente, ha aggiunto l’esperto di T. Rowe Price, i prestiti bancari a tasso variabile sono stati l’unico settore a reddito fisso che ha avuto la tendenza ad apprezzarsi con i tassi di interesse in aumento.

Fonte: T. Rowe Price. Clicca sull’immagine per vederla ingrandita

Tra i titoli a duration più breve, fatti salvi i prestiti bancari a tasso variabile, con una duration attorno ai quattro anni (ed il miglior rapporto rendimento/rischio tassi) si trovano le obbligazioni globali high yield, seguite da bond emergenti (in valuta locale), obbligazionario globale e corporate bond investment grade (non Usa) globale. Sulla scala del tempo seguono obbligazionario emergente (in dollari), corporate bond IG Usa e Treasury Usa a 10 anni. Fanalini di coda, bund tedesco a 10 anni e titoli governativi del Giappone a 10 anni.
Come sottolineato da Vaselkiv, “una fuga verso titoli di qualità in tempi di pandemia ha spinto ancora più in basso i già modesti rendimenti dei titoli di Stato, con ritorni fortemente positivi nella maggior parte dei settori del reddito fisso corporate”. A quasi un anno dall’inizio della crisi sanitaria, tuttavia, gli spread creditizi tra titoli più solidi investment grade (IG) e titoli rischiosi high yield sono tornati più vicini ai loro livelli storici.
In un mercato così compresso, “gestione attiva e selezione di portafoglio saranno quindi, presumibilmente, le vere leve di rendimento e gestione del rischio nel 2021″.

Domande frequenti su Rischio inflazione? Attenzione alla trappola dei prestiti

Qual è il principale rischio finanziario che gli investitori potrebbero affrontare dopo le iniezioni di liquidità?

Dopo le iniezioni di liquidità, il rischio critico per gli investitori potrebbe essere legato ai tassi, in particolare con una curva dei rendimenti USA che tende ad irripidirsi con il rilancio della crescita economica. Prima di questo, il rischio di inflazione è considerato un problema imminente.

In che modo la curva dei rendimenti USA potrebbe influenzare il rischio tassi?

L'articolo suggerisce che una curva dei rendimenti USA che tende ad irripidirsi, a seguito del rilancio della crescita economica, potrebbe trasformare il rischio tassi in un problema critico per gli investitori.

Quali sono le opzioni di prestito menzionate nell'articolo e quale rischio comportano?

L'articolo menziona l'opzione dei prestiti bancari a tasso variabile, suggerendo che questi potrebbero rappresentare un rischio in un contesto di potenziali aumenti dei tassi.

Qual è stato l'ammontare delle nuove emissioni societarie denominate in dollari nel 2020 e a chi si rivolge questo dato?

Nel 2020, si è osservato un'enorme quantità di nuove emissioni societarie denominate in dollari, pari a circa 2 mila miliardi. Questo dato è particolarmente rilevante per gli investitori del credito.

Quali strumenti di mercato vengono menzionati in relazione alla divisione per duration?

L'articolo fa riferimento agli strumenti di mercato e alla loro divisione per duration, suggerendo che questa classificazione è importante per comprendere le dinamiche di rischio in relazione ai tassi e all'inflazione.

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