I gestori di portafoglio Greg Wilensky e Jeremiah Buckley presso Janus Henderson Investors illustrano le caratteristiche di un portafoglio bilanciato e perchè la sua struttura può portare benefici nello scenario dell’economia statunitense. Per fornire un dato concreto: una semplice ripartizione del 60%/40% tra l’indice S&P 500 e l’indice Bloomberg US Aggregate Bond avrebbe prodotto un rendimento del 13,7% nel 2025.
L’analisi ripercorre gli elementi chiave che compongono un portafoglio bilanciato: azionario, obbligazionario e un mandato di asset allocation flessibile.
1. Azionario: apprezzamento del capitale
La funzione principale dell’azionario in un portafoglio bilanciato è quella di fare crescere il capitale nel tempo. Questo richiede un posizionamento che sappia cogliere le opportunità di mercato.
Cosa guardare dunque nel 2026 per il settore azionario? Gli esperti si focalizzano sul trend dell’intelligenza artificiale, sostenendo che possa rappresentare il motore principale della crescita statunitense. Questo grazie alla sua crescente implementazione da parte delle aziende e a una spesa in conto capitale robusta.
Tuttavia, gli esperti invitano alla prudenza: un approccio flessibile si rivela adatto di fronte alle circostanze incerte circa la futura evoluzione del trend e il suo impatto sui mercati.
2. Obbligazionario: generazione di reddito e protezione
Il comparto obbligazionario dà la possibilità di generare un reddito significativo e svolge un ruolo di protezione nel portafoglio, mitigando i ribassi durante i periodi di stress del mercato azionario.
Le obbligazioni High Yield sono pensate per assolvere principalmente la prima funzione, i Treasury USA la seconda. Un equilibrato bilanciamento di tali comparti si rivela costruttivo per il raggiungimento di entrambi gli obiettivi.
Le prospettive per il 2026 possono essere lette alla luce della curva dei rendimenti: quello che si aspettano gli esperti è un potenziale irripidimento della curva. Questo considerando il fatto che la Fed ha ampi margini di manovra e le scadenze brevi sono le prime a essere impattate dagli interventi di politica monetaria.
Analizzando l’asset class obbligazionaria dall’interno, secondo gli esperti le valutazioni interessanti e la qualità del credito favoriscono i settori cartolarizzati, meno correlati all’andamento del mercato azionario.
3. Asset allocation: flessibilità del mandato
Un mandato flessibile permette di adeguare il bilanciamento tra mercato azionario e obbligazionario a seconda della situazione. In questo modo è possibile sfruttare nella maniera più efficiente le caratteristiche e funzioni delle due asset class. Si riduce per esempio il rischio che un’esposizione eccessiva al mercato azionario possa produrre maggiori rendimenti in scenari positivi ma perdite evitabili in scenari di stress. Una corretta allocazione tra le due asset class, regolarmente riaggiustata, permette di bilanciare in maniera ottimale il rapporto rischio-rendimento all’interno del portafoglio.

