Portafogli difensivi: la chiave in tempi turbolenti

Una vista di onde oceaniche agitate e di un cielo nuvoloso, visti attraverso un oblò metallico rotondo di una nave.

Approccio difensivo, diversificazione geografica e gestione del rischio: come costruire portafogli resilienti in un contesto di volatilità e incertezza

In un’epoca caratterizzata da incertezze geopolitiche, indicatori macroeconomici variabili e valutazioni elevate, l’approccio difensivo agli investimenti sta guadagnando importanza. Secondo Mario Baronci e Becky Qin, gestori di portafogli del Fidelity Global Multi Asset Defensive Fund, il successo per gli investitori attuali potrebbe risiedere più nell’evitare gli errori che nell’inseguire una performance superiore.

Questo concetto trova un parallelo nel mondo del tennis. Simon Ramo, nel suo libro del 1970, osservava che il successo dei tennisti amatoriali, a differenza dei professionisti, non deriva dal vincere il maggior numero di punti, ma dal commettere il minor numero di errori. Questo approccio è stato esteso alla finanza da Charles Ellis nel 1975, il quale sosteneva che, con l’aumento dell’efficienza dei mercati, la strategia vincente non era tanto selezionare i campioni, quanto evitare gli investimenti rischiosi.

Gran parte della nostra attenzione si è spostata su ciò che non si deve fare: le esposizioni da evitare, i rischi che non vale la pena correre e le operazioni di ipercomprato che potrebbero essere liquidate,” affermano Baronci e Qin.

Evitare le trappole del mercato e guardare oltre la tradizione

Attualmente, un portafoglio alla ricerca di stabilità dovrebbe evitare settori di mercato affollati e potenzialmente problematici: mantenersi a distanza da mercati del credito onerosi con spread elevati, segmenti azionari con rapporti prezzo/utili elevati, il dollaro statunitense e operazioni basate su carry o volatilità short. “In un mondo di rischi asimmetrici, il pensiero difensivo non è più un lusso, ma un elemento essenziale,” sottolineano gli esperti.

Sul fronte azionario, la strategia dovrebbe concentrarsi sulla diversificazione. La preferenza va a un’esposizione ripartita tra Europa, America Latina e Asia, piuttosto che alla concentrazione sui mercati statunitensi. “La vera resilienza dei titoli azionari deriva dal possedere asset che non dipendono tutti dalla stessa narrativa macroeconomica,” spiegano i gestori di Fidelity.

Nel segmento obbligazionario, invece l’attenzione è rivolta ai mercati emergenti, con una predilezione per Brasile, Messico, Sudafrica e India, oltre ai titoli sovrani con rating AAA. Secondo gli esperti è arrivato il momento per aumentare l’esposizione alla parte a lungo termine della curva dei rendimenti, vista l’attrattività dei rendimenti, che potrebbero offrire una protezione efficace in caso di rallentamento della crescita economica.

Questo significa che il momento delle strategie tradizionali è ormai finito? No, ma “ in un contesto dominato da algoritmi e flussi passivi, è cruciale essere esposti a segmenti di nicchia o trascurati,” affermano i gestori. Anche l’oro e altre materie prime andrebbero inclusi per fornire diversificazione senza aggiungere rischi direzionali significativi.

Mantenere la rotta nella volatilità

Nonostante il rumore del mercato e le tensioni geopolitiche, molte delle opportunità più redditizie degli ultimi tempi sono state relativamente facili da individuare per chi è disposto a guardare oltre la narrativa dominante.

“Oggi, è più importante che mai scegliere deliberatamente cosa evitare piuttosto che seguire la massa,” concludono Baronci e Qin. L’obiettivo è costruire un portafoglio in grado di funzionare in diversi scenari, bilanciando una componente “offensiva” per cogliere le opportunità e una “difensiva” per resistere durante i periodi di alta volatilità.

Identificare e gestire i rischi già presenti nel proprio portafoglio può essere il modo più sicuro per vincere nel ‘gioco dei perdenti’,” concludono i gestori, riprendendo l’analisi di Ellis.

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Portafogli difensivi: la chiave in tempi turbolenti

Perché l'approccio difensivo agli investimenti sta diventando più importante in questo periodo?

L'approccio difensivo sta guadagnando importanza a causa di un contesto di mercato caratterizzato da incertezze geopolitiche, indicatori macroeconomici variabili e valutazioni elevate. In queste condizioni, evitare errori può essere più cruciale che cercare performance eccezionali.

Qual è il principale consiglio dei gestori di portafogli del Fidelity Global Multi Asset Defensive Fund per gli investitori attuali?

Secondo Mario Baronci e Becky Qin, il successo per gli investitori in questo periodo potrebbe derivare maggiormente dall'evitare errori di investimento piuttosto che dall'inseguire attivamente una performance superiore. L'enfasi è posta sulla gestione del rischio.

Quali fattori esterni rendono necessario un approccio difensivo agli investimenti?

I fattori esterni che rendono necessario un approccio difensivo includono le incertezze geopolitiche, la variabilità degli indicatori macroeconomici e le valutazioni di mercato considerate elevate. Questi elementi creano un ambiente turbolento per gli investimenti.

Cosa si intende per 'evitare le trappole del mercato' in un contesto di investimenti difensivi?

Evitare le trappole del mercato significa concentrarsi sulla protezione del capitale e sulla minimizzazione delle perdite potenziali, piuttosto che sulla ricerca di rendimenti elevati a breve termine. Questo approccio mira a preservare il patrimonio in condizioni di mercato avverse.

Come si collega il concetto di portafogli difensivi al mondo del tennis, secondo l'articolo?

L'articolo fa un parallelo tra l'approccio difensivo negli investimenti e il tennis, suggerendo che in entrambi i campi il successo può derivare più dall'evitare errori che dall'attaccare costantemente. Questo implica una strategia di gestione del rischio e di pazienza.

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