In queste prime settimane del 2026 i mercati sembrano muoversi in un equilibrio più ordinato del previsto, nonostante gli shock – perlopiù geopolitici – che hanno caratterizzato l’inizio del nuovo anno. Sotto la superficie, però, restano diversi punti di tensione, dall’inflazione ancora elevata a un quadro geopolitico che cambia sempre più velocemente. Un contesto che spinge maggiormente gli investitori verso una costruzione di portafoglio più disciplinata e soluzioni capaci di combinare rendimento e visibilità dei flussi. È proprio in risposta a questa esigenza che si inserisce la seconda emissione obbligazionaria di UniCredit del 2026.
Caratteristiche della nuova emissione
Le nuove obbligazioni a tasso fisso Step-Down con opzione callable (ISIN IT0005694564) sono negoziabili direttamente su MOT (Borsa Italiana) e su Bond-X (EuroTLX) e hanno una durata di 15 anni. La struttura step-down permette all’investitore di ottenere cedole annuali a tasso fisso decrescente, sino alla scadenza dell’obbligazione, fissata al 9 febbraio 2041.
L’opzione callable, inoltre, permette all’emittente, a partire dal quinto anno – a febbraio di ogni anno, dal 2031 al 2040 – di terminare in anticipo le obbligazioni con un preavviso di 15 giorni e rimborsare l’investitore del 100% del valore nominale. In caso di mancato rimborso anticipato, alla scadenza dell’obbligazione, l’importo rimborsato all’investitore sarà pari al 100% del valore nominale (e pari all’investimento minimo: 1.000 €).
In più, dal 9 al 27 febbraio, la quotazione dell’obbligazione equivale al 100% del prezzo di emissione; successivamente il prezzo varierà in base alle condizioni di mercato.
Scenari e punti di attenzione
La combinazione tra struttura step-down e callability rende l’emissione particolarmente sensibile allo scenario tassi.
Nei primi due anni, le nuove obbligazioni UniCredit garantiscono all’investitore un rendimento dell’8% lordo. La cedola annua scende poi al 5% al 3° e 4° anno, al 4% nel 5° e 6° anno, al 3% al 7°-8°, al 2,5% al 9°-10°, fino ad arrivare al 2% lordo negli ultimi anni di vita dell’obbligazione (dal 2036 al 2041). Un andamento decrescente che riflette le previsioni di un atteggiamento più accomodante da parte della Bce nei prossimi mesi.
La facoltà di rimborso anticipato da parte dell’emittente inizia dal 2031: se esercitata, l’investitore riceve il 100% del nominale più gli interessi maturati nel periodo di riferimento; se non esercitata, il titolo prosegue fino alla successiva finestra annuale o fino a scadenza.

Va sottolineato che i prezzi delle obbligazioni sono soggetti alle variazioni dell’andamento dei tassi di interesse, così come al mercato del credito dell’emittente e al suo livello di liquidità. Resta inoltre il rischio emittente (incluso bail-in) e va ricordato che la restituzione del nominale a scadenza non elimina il rischio di erosione del potere d’acquisto legato all’inflazione.
Tutte le informazioni complete sono disponibili sul sito di UniCredit.

