Intelligenza artificiale: 4 rischi che rallentano la trasformazione

Una mano robotica indica un testo luminoso con la scritta "AI" (intelligenza artificiale) in stile circuito sullo sfondo di uno skyline cittadino sfocato, a simboleggiare il potenziale all'avanguardia dell'intelligenza artificiale e della tecnologia avanzata.

L’intelligenza artificiale è al centro del dibattito economico da più di un anno, ma negli ultimi mesi il rally sta iniziando a rallentare. Gli ingenti investimenti avranno un effetto reale nel breve termine? Forse l’AI prima di portare ottimi risultati, deve ancora affrontare diverse problematiche

Dopo un rally senza precedenti, il ciclo dell’intelligenza artificiale sembra essere entrata in una seconda fase di rallentamento. L’entusiasmo per il potenziale aumento della produttività e per la trasformazione dell’economia a partire dall’AI ha spinto molto questo settore, ma ora gli investitori iniziano a chiedersi quanto tempo ci vorrà per gli investimenti multimiliardari di trasformarsi in una effettiva crescita degli utili.

Ma quali sono i vincoli che potrebbero effettivamente rallentare la crescita legata al mercato dell’intelligenza artificiale? Jared Franz, economist di Capital Group, ne ha selezionati quattro:

1. Rivoluzione AI passa per la corsa al rame

Enormi centri dati, sistemi di raffreddamento, server all’avanguardia e una complessa infrastruttura di alimentazione composta da trasformatori, generatori e linee di trasmissione. Non si tratta di un elenco casuale, ma di tutte le parti che sono necessarie per gli strumenti di intelligenza artificiale generativa – come ChatGpt – per funzionare. Tutti questi elementi hanno un punto in comune: il rame è un ingrediente indispensabile.
Ad esempio, per la costruzione di un centro dati Microsoft da 500milioni di dollari vicino a Chicago sono state necessarie 2.177tonnellate di rame.

    In generale, spiega l’esperto, “i centri dati costruiti nei prossimi otto anni richiederanno un milione di tonnellate di rame solo negli Stati Uniti”. Secondo i dati di JPMorgan, la prevista costruzione di centri di elaborazione dati per l’intelligenza artificiale farà salire il deficit a più di 6milioni di tonnellate entro il 2030. E, se a questi aggiungiamo anche la crescita della domanda per la produzione di veicoli elettrici, energia pulita e modernizzazione della rete elettrica, è chiaro che il settore cadrà in un deficit crescente.
    Insomma, la domanda da farsi è se i minatori saranno in grado di estrarre abbastanza rame dalla terra in tempi così brevi per soddisfare tutte le aspettative di espansione.

    2. Domanda di energia alle stelle, tra intelligenza artificiale e sostenibilità

    Si sa, l’intelligenza artificiale ha bisogno di energia, molta energia. Basti pensare che secondo l’Electric Power Research Institute, entro il 2030 i data center potrebbero consumare il 9% della produzione totale di energia degli Stati Uniti, ovvero più del doppio dell’uso attuale. Se la traiettoria di richiesta dovesse aumentare, l’introduzione di nuova capacità in tempo brevi sarebbe molto impegnativa. E, se questo non fosse sufficiente, molti dei giganti tecnologici si sono impegnati a raggiungere il NetZero entro il 2030. In una simile situazione, secondo l’esperto, “sarà difficile soddisfare questi impegni e la domanda di energia nel breve termine, ci sarà bisogno di molto più eolico, molto più solare e gas naturale”.

    3. Transizione in ritardo o forse troppo veloce

    La rivoluzione legata all’intelligenza artificiale e quella sostenibile sono, in realtà, strettamente collegate. In entrambi i casi, la produzione di energia elettrica è fondamentale e sta spingendo la domanda di una serie di aziende industriali, in alcuni casi provocando anche carenze. Franz ha analizzato il caso di GE Vernova, il produttore apparecchiature energetiche che prevede un arretrato di 6,4miliardi di dollari di turbine a gas necessarie per i generatori di backup e altre apparecchiature elettriche triplicherà entro la fine del 2024.
    Per fare un altro esempio, i chip generano una grande quantità di calore, quindi sono fondamentali sistemi avanzati di raffreddamento.

      Ovunque si guardi è chiaro, il lavoro da fare è ancora tanto, riusciranno le aziende a tenere il ritmo?

      4. Intelligenza artificiale, ma mani umane

      Mentre sono moltissime le persone, anche convinte dai giornali, preoccupatissime di perdere il lavoro a causa dell’implementazione dell’AI, ma la realtà è molto diversa. “Secondo una recente indagine di Salesforce – spiega l’esperto – il 60% dei professionisti IT del settore pubblico ha individuato nella carenza di competenze in materia di AI e manodopera la sfida principale per l’implementazione dell’intelligenza artificiale”.

        Compito delle grandi imprese non è solo quello di investire in software legati alle nuove tecnologie, ma investire anche in lavoratori capaci e nel loro aggiornamento.

        In conclusione

        Ovunque si guardi, non ci sono dubbi sul fatto che le tecnologie legate all’intelligenza artificiale hanno un potenziale enorme di generare produttività e di trasformare l’economia nel lungo periodo. Chiaramente questo non le rende esenti da rischi: la costruzione e l’adozione dell’AI richiede tempo, gli investimenti potrebbero non bastare.

        di Matilde Sperlinga

        Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

        Domande frequenti su Intelligenza artificiale: 4 rischi che rallentano la trasformazione

        Qual è la fase attuale del ciclo dell'intelligenza artificiale e quali sono le preoccupazioni degli investitori?

        Il ciclo dell'intelligenza artificiale sembra essere entrato in una seconda fase di rallentamento dopo un rally senza precedenti. Gli investitori si interrogano ora su quanto tempo impiegheranno gli ingenti investimenti nel settore per tradursi in una crescita effettiva degli utili.

        Quali sono i principali vincoli che potrebbero rallentare la trasformazione guidata dall'AI?

        L'articolo suggerisce che ci sono vincoli significativi che potrebbero rallentare la trasformazione guidata dall'AI. Questi includono la necessità di una rivoluzione che passa per la corsa al rame e l'elevata domanda di energia.

        Come influisce la domanda di energia sulla transizione verso l'intelligenza artificiale e la sostenibilità?

        La domanda di energia è in aumento a causa dell'intelligenza artificiale, creando una tensione con gli obiettivi di sostenibilità. Questo aspetto potrebbe influenzare la velocità e la fattibilità della transizione energetica e tecnologica.

        Qual è il rischio legato alla velocità della transizione verso l'intelligenza artificiale?

        La transizione verso l'intelligenza artificiale potrebbe essere in ritardo o, al contrario, procedere troppo velocemente. Entrambi gli scenari presentano sfide e rischi che devono essere gestiti attentamente per garantire una trasformazione efficace.

        Qual è il ruolo delle mani umane nel contesto dell'intelligenza artificiale secondo l'articolo?

        Nonostante l'avanzamento dell'intelligenza artificiale, l'articolo sottolinea l'importanza delle mani umane. Questo suggerisce che l'integrazione dell'AI richiederà ancora un coinvolgimento umano significativo per la sua piena realizzazione e gestione.

        FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

        Si tratta ancora di un buon momento per investire in intelligenza artificiale?

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