Il 2025 si è chiuso come un anno di conferme e grandi trasformazioni per le infrastrutture globali, che hanno dimostrato la loro natura resiliente, portando a casa rendimenti a doppia cifra. Tuttavia, non tutti i comparti hanno corso alla stessa velocità.
Cosa aspettarsi nel 2026? La parola a Seraina Benz, Senior Client Portfolio Manager di Vontobel Institutional Clients.
“Riteniamo che oltre all’IA, altri fattori strutturali come il rinnovamento degli asset, la sicurezza energetica, la decarbonizzazione e la crescita dei dati stiano alimentando cicli di investimento duraturi, sostenendo opportunità a lungo termine in tutti i settori” afferma Benz.
Utility e IA: un binomio inscindibile
Il vero motore del 2025 nell’ambito delle infrastrutture è stato il settore delle utility e, secondo Benz, le prospettive per il 2026 sono altrettanto positive.
“Dopo quasi due decenni di crescita contenuta, la domanda di energia elettrica negli Stati Uniti ha registrato una sensibile impennata,” spiega Seraina Benz. “A spingere questo cambiamento sono tre fattori: l’espansione dei data center per l’IA, il reshoring industriale e l’elettrificazione dei consumi.”
Questa fame di energia non riguarda solo la quantità di corrente prodotta, ma richiede un rifacimento totale delle reti. Gli investimenti in trasmissione e potenziamento delle griglie elettriche stanno portando le utility a rivedere al rialzo i loro obiettivi di utile a lungo termine.
“Il dato interessante,” continua Benz, “è che nonostante queste prospettive di crescita superiori alla norma, le valutazioni delle utility rimangono in linea con le medie storiche, a differenza del resto del mercato azionario che scambia a prezzi molto elevati.”
Europa: tra pragmatismo e nuovi investimenti
Spostando lo sguardo sul Vecchio Continente, lo scenario appare altrettanto costruttivo, sebbene con dinamiche diverse. Regolatori in Germania, Spagna e Regno Unito hanno dato il via libera a piani di investimento pluriennali massicci.
“In Europa stiamo assistendo a un approccio più pragmatico,” osserva Benz. “Mentre le rinnovabili restano centrali, si sta passando a una strategia “all-of-the-above” che include diverse fonti per garantire la sicurezza energetica. Questo amplia lo spettro degli investimenti possibili, specialmente per le utility integrate e il settore idrico britannico.”
Trasporti: la sfida della selezione
Se le utility corrono, il settore dei trasporti richiede una mano più cauta e selettiva. Il 2026 si prospetta come un anno di crescita non uniforme.
- Aeroporti: Restano un punto di forza grazie alla voglia di viaggiare che non accenna a diminuire.
- Autostrade: Le strade a pedaggio nordamericane (le cosiddette managed lanes) continuano a macinare ricavi a doppia cifra grazie a un forte potere di determinazione dei prezzi.
- Ferrovie: Qui la situazione è più complessa, con il mercato delle merci ancora in sofferenza. “Nelle ferrovie favoriamo gli operatori che puntano sul miglioramento dei margini tramite l’efficienza,” precisa Benz.
Cautela sul midstream e la comunicazione
Il 2025 è stato un anno complesso per il comparto midstream (trasporto e stoccaggio di energia) e per le comunicazioni. Nel primo caso, l’eccesso di offerta di petrolio ha pesato sui titoli, ma Benz vede una luce all’orizzonte: “Il gas naturale ha solidi fondamentali grazie all’export di GNL. Anche se i prezzi del petrolio dovessero scendere, le società midstream hanno bilanci sani e potrebbero spostare il capitale dalla crescita verso la massimizzazione del flusso di cassa e verso i riacquisti di azioni proprie.”
Per quanto riguarda le torri wireless invece, negli USA pesa l’incertezza legata a dispute legali, mentre in Europa, specialmente in Italia e Francia, il consolidamento tra operatori mobili è il focus principale. Sebbene sia probabile un abbandono di clienti (churn) a breve termine a causa della fusione delle reti, operatori wireless più forti dovrebbero sostenere maggiori investimenti.
Conclusioni: un’opportunità di valore
Nonostante le sfide in alcuni sotto-settori, il messaggio finale di Seraina Benz è ottimistico. Le infrastrutture quotate offrono oggi qualcosa che è diventato raro nel resto del mercato: crescita visibile a prezzi ragionevoli.
“I megatrend come la decarbonizzazione e la rivoluzione digitale non sono mode passeggere, ma cicli di investimento decennali,” conclude Benz. “Con valutazioni che restano a sconto rispetto al mercato globale, crediamo che il settore possa offrire stabilità e rendimenti sostenuti nel 2026.”

