La JP Morgan Healthcare Conference è un appuntamento annuale che si svolge a gennaio, della durata di una settimana. Si tratta di un evento di notevole portata per definire le linee guida del settore healthcare per l’anno in corso.
Il team Healthcare di Janus Henderson Investors ha preso parte all’incontro e condivide i principali punti emersi.
Un sentiment più solido e il ritorno dell’innovazione al centro
I gestori di portafoglio Andy Acker e Dan Lyons illustrano il sentiment emerso durante l’incontro, che è apparso migliore rispetto alla scorsa edizione. Il comparto sanitario, in particolare il biotech, ha beneficiato di un rally sostenuto nella seconda metà del 2025, recuperando un avvio d’anno debole e chiudendo con una sovraperformance nell’ultimo trimestre.
Questo rafforzamento trova spiegazione in diversi fattori. In primo luogo, nel corso del 2025 gli investitori hanno ottenuto maggiore chiarezza sulla riforma dei prezzi dei farmaci e sui meccanismi di applicazione delle misure più restrittive, individuando percorsi regolatori gestibili attorno ai dazi sui listini. La Food and Drug Administration (FDA) ha confermato un atteggiamento favorevole a un’industria biofarmaceutica statunitense competitiva, rispettando in larga parte le scadenze di revisione e introducendo programmi volti ad accelerare le approvazioni.
Il contesto di tassi in discesa ha contribuito poi a riattivare il ciclo di fusioni e acquisizioni (M&A): le previsioni concordano sul fatto che il 2026 sarà un anno attivo in tal senso. A questo proposito, nell’ultima giornata di conferenza è stata annunciata l’offerta da 14,5 miliardi di dollari di Boston Scientific su Penumbra.
Pharma: maggiore visibilità regolatoria
Luyi Guo, analista, riassume la view sul mercato farmaceutico. In questo settore il 2026 si apre con una visibilità migliore rispetto all’inizio del 2025.
“I team di gestione sono arrivati alla conference con un quadro politico e regolatorio più chiaro e con un settore complessivamente più solido, sia in termini di crescita sia di marginalità. Il miglioramento delle condizioni di contesto si traduce in una rinnovata disponibilità a investire” afferma l’esperta.
Molti operatori descrivono il 2026 come potenziale “anno della pillola”, alla luce delle formulazioni orali di nuova generazione in sviluppo avanzato.
In ambito immunologico, poi, sono attesi dati di fase II nelle malattie infiammatorie intestinali (IBD) da programmi di società come Johnson & Johnson e AbbVie, che potrebbero contribuire a ridefinire il posizionamento delle terapie di prossima generazione.
In oncologia sono attesi aggiornamenti su nuovi regimi finalizzati ad andare oltre lo standard consolidato rappresentato dall’associazione fra inibitori del checkpoint immunitario e chemioterapia, con implicazioni potenzialmente rilevanti per player globali quali AstraZeneca e Merck & Co.
Le neuroscienze, infine, emergono come la prossima grande frontiera terapeutica, con progetti focalizzati sulla prevenzione dell’Alzheimer e su forme gravi di depressione.
Biotech: i progressi e la qualità delle aziende
Agustin Mohedas, gestore di portafoglio e analista di ricerca, mette in luce i punti chiave emersi lato biotech.
“Nel biotech, la forte attività registrata a fine 2025 ha verosimilmente ridotto il numero di transazioni di grande dimensione pronte per essere annunciate a inizio anno” spiega l’esperto. Il tono dei vertici societari intervenuti alla JPM26 è rimasto comunque costruttivo, con numerose aziende che hanno iniziato il 2026 con bilanci più puliti.
In questo contesto è significativa la dichiarazione del CEO di Merck, che ha evocato la possibilità di transazioni “nell’ordine delle decine di miliardi di dollari”, così come l’impegno del CEO di Bristol Myers Squibb a “gettare una rete ampia” a supporto della crescita futura tramite sviluppo del business.
Parallelamente, il 2026 si preannuncia come un anno denso di traguardi clinici per molte compagnie biotech: progressi nell’ambito delle malattie del sistema nervoso, nei programmi di immunologia orale e per quanto riguarda i programmi respiratori e lemalattie rare e infettive.
Medtech e strumenti per le scienze della vita: fondamentali solidi, selettività sulle valutazioni
Tim McCarty, analista di ricerca, spiega quali sono le implicazioni emerse in ambito Medtech. “L’innovazione rimane solida e molti prodotti e mercati sono nelle prime fasi del ciclo di vita, questo apre la strada a potenzialità di crescita” sostiene l’esperto.
Tuttavia le aziende devono fare i conti con la fine di alcuni sussidi dell’Affordable Care Act e con nuovi requisiti lavorativi per accedere a Medicaid, il programma federale sanitario degli Stati Uniti che fornisce aiuti alle persone a basso reddito. A fronte delle elezioni di medio termine e dell’importanza del tema sanitario, la view resta comunque tendenzialmente positiva.
Per quanto concerne gli strumenti per le scienze della vita, “i mercati sono migliorati negli ultimi sei mesi, ma proprio in virtù di un’ottima performance recente dei corsi azionari è bene mantenere cautela” sostiene McCarty.
Assistenza gestita: tassi bassi ma opportunità selettive
Nel complesso, i vertici del managed care sono arrivati alla conferenza con un cauto ottimismo: si intravedevano segnali di stabilizzazione in Medicare Advantage (sostegno alle fasce più anziane) e nel Managed Medicaid (sostegno alle fasce con reddito basso). Pur in presenza di margini ancora negativi in entrambe le aree, i tagli ai benefici già introdotti per il 2026, le iniziative di gestione più attenta dell’utilizzo e la graduale normalizzazione della dinamica dei costi sanitari lasciavano prevedere un percorso di recupero della redditività, anche alla luce di multipli compressi sull’intero comparto.
Questo quadro è stato però scosso dall’annuncio preliminare dei tassi di rimborso CMS per Medicare Advantage 2027, ben al di sotto delle attese del mercato. Nel breve termine, ciò costringe i piani a spingere ancora di più su leve come riduzioni dei benefici e gestione più stringente dell’utilizzo, con spazi di manovra però limitati. Storicamente, i tassi CMS migliorano tra la versione preliminare e quella definitiva, per cui resta la possibilità di una revisione al rialzo in primavera. Tuttavia, in un settore che rappresenta circa il 18% del PIL statunitense e rimane al centro del dibattito politico sull’accessibilità delle cure, il rischio regolamentare continua a essere un tema trasversale. Proprio per questo, e nonostante la complessità del quadro, le valutazioni depresse e il potenziale di recupero dei margini rendono il managed care un’area dove possono emergere opportunità selettive per gli investitori più pazienti e specializzati.

