First in first out: Cina (e digital) ancora in pole position

Tecnologia, Cina, connessioni e sostenibilità. In un mondo 20 volte più veloce e 100 volte più efficiente grazie al 5G, come investire guardando al futuro? La risposta degli esperti di Fidelity International

Entriamo nell’ultima parte dell’anno con molti punti interrogativi, complici alcune note scadenze. In attesa del voto americano e di un vaccino, i mercati vivono ora una fase laterale rispetto al rimbalzo di marzo, che ha portato i listini ha chiudere il più rapido bear market della storia.
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Con una view di mercato che si conferma relativamente costruttiva, “a livello di portafoglio preferiamo affiancare ai titoli di momentum quei temi più difensivi, rimasti indietro nella fase della pandemia”. Tra questi, ha commentato Natale Borra Head of Distribution Italia di Fidelity International “le realtà value e quelle ad alto dividendo, così come il settore delle utilities o quello delle infrastrutture”.
Nonostante l’elevata crescita registrata dal settore durante la crisi Covid-19, “tech e comunicazione continuano a dominare la scena, sia a livello di economie occidentali, che orientali” ha aggiunto l’esperto.

First in first out: Asia in pole position

Partendo proprio dall’oriente, “da sorgente di pandemia, l’Asia è stata quella che prima di tutti si è ripresa”. In altre parole, first in first out. “La Cina ha dettato un manuale comportamentale su come affrontare una crisi pandemica”, che ha reso la tecnologia ancor più pervasiva e che, grazie all’enorme quantità di dati e alla minore attenzione verso questioni legate alla privacy, “ha permesso di bloccare in modo efficace la fase più acuta della crisi, rispondendo con maggiore immediatezza al contenimento dei contagi e alla ripresa”.
Oltre al fattore tech, “dalla crisi del covid alcuni trend intrinsechi cinesi sono usciti rafforzati”: i consumi interni hanno infatti subito una accelerazione straordinaria nel mondo del post pandemia. “L’aumento degli acquisti verso i brand nazionali e la digitalizzazione di tutti i consumi ha confermato  l’e-commerce cinese come la piazza più florida al mondo”.
Non solo: la Cina risulta anche la regione meglio posizionata per cogliere la rivoluzione legata all’intelligenza artificiale in quanto, pur tenendo conto della numerosità della popolazione e della facilità di gestione delle informazioni personali, “ha il vantaggio di codificare i dati in una sola lingua, qualità unica rispetto al resto del mondo”.

Usa-Cina, scontro oltre le elezioni

A prescindere dal voto americano, “il confronto strategico tra Cina e Stati Uniti è destinato a continuare e a crescere”. Oltre al maggior peso legato a tematiche quali la connettività e la comunicazione, la Cina presenta oggi vantaggi competitivi fondamentali, tra cui una percentuale più elevata di laureati e un numero di brevetti che ha ormai raggiunto quelli statunitensi.
L’avvento di covid ha inoltre decretato la fine di 20 anni di globalizzazione. “Presumibilmente, l’economia mondiale assisterà ad una bi-polarizzazione tra oriente (sotto la guida cinese) ed occidente (dietro la spinta americana)”.

La risposta di Fidelity International

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