La Federal Reserve è stata, a lungo, la protagonista indiscussa del mercato, ma dal 21 gennaio la situazione è cambiata. Tra azioni politiche e governative implementate in poche ore e senza alcun preavviso, è caduta in secondo piano. Washington DC è stata travolta da una valanga di cambiamenti, dalle tariffe ai licenziamenti federali – che non sono ancora finiti – passando anche per una forte politica anti-immigrazione che sta prendendo forza nelle ultime settimane. Così, nel giro di meno di due mesi, il mercato azionario statunitense è tornato completamente sotto l’ala politica, lasciando le prospettive della Fed completamente in ombra.
In uno scenario così incerto, dove si è passati dal parlare in chiave ottimistica ad avere di nuovo paura dell’inflazione, la Banca centrale americana ha preferito mettere tutto in pausa, ma quanto potrà ancora durare una simile situazione?
Ad oggi i futures considerano ancora la possibilità di due o tre tagli dei tassi, ma ci sono ancora troppi punti di domanda per avere una qualunque certezza.
Ecco allora che Timothy Ng, fixed income portfolio manager di Capital Group, descrive tre possibili scenari per i prossimi mesi:
1. Da pausa temporanea, la Fed passa a un congelamento dei tassi
L’ultimo taglio dei tassi di interesse c’è stato a dicembre 2024, quando la Federal Reserve ha portato il tasso dei federal funds in un intervallo compreso tra 4,25% e 4,50%. Quella che sembrava una pausa solo momentanea però si è presto trasformata in una realtà di lungo termine.
Certo, decidere come muoversi senza aver prima chiarezza sul percorso che avranno le politiche dell’amministrazione Trump e sui loro impatti sull’inflazione e sull’occupazione potrebbe essere molto complesso, quindi meglio aspettare. Anche perché, come aveva affermato il presidente della Fed Jerome Powell, “non dobbiamo avere fretta di modificare il nostro orientamento politico e siamo ben posizionati per attendere chiarezza”.
Anche solo analizzando solo i dazi, ci sono troppi punti di domanda. Quanto dureranno? Quali Paesi saranno coinvolti? Quale sarà l’impatto delle nuove tariffe? In un momento in cui una guerra commerciale totale non è da escludersi, l’incertezza regna.
“Se la Fed dovesse mantenere i tassi fermi, in risposta a questa incertezza, le obbligazioni potrebbero continuare a offrire interessanti opportunità di reddito, visti i rendimenti di partenza storicamente elevati. In tale scenario, ci aspettiamo che i Treasury statunitensi rimangano in un range bound, con rendimenti a 10 anni compresi tra il 4% e il 5%”, spiega Ng.
2. Inizia una nuova stagione dei tagli per la Fed
Rispetto al 2021 e al 2022 la paura per un’inflazione alle stelle è rientrata, anche se questa non si trova ancora sotto la soglia del 2%. In quest’ottica, ci sono segnali incoraggianti che indicano la possibilità di ulteriori tagli dei tassi nel corso dell’anno. Inoltre, se le condizioni economiche dovessero deteriorarsi al punto da minacciare i mercati del lavoro, anche in questo caso si possono prevedere tagli dei tassi più consistenti.
“Ritengo che la Fed potrebbe avere sufficiente chiarezza sui dati economici e sulla politica fiscale per abbassare potenzialmente i tassi nella seconda metà dell’anno, sempre che l’economia non si indebolisca e non spinga la Fed a tagliare ancora prima”, suggerisce l’esperto.
In un simile scenario, le obbligazioni, soprattutto quelle a lunga scadenza che sono più sensibili ai movimenti dei tassi, potrebbero uscirne apprezzate.
3. Inversione di rotta: la Fed torna ad alzare i tassi
In determinate condizioni economiche la Fed potrebbe essere costretta a inasprire nuovamente la politica monetaria. Ad esempio, nel caso in cui l’amministrazione Trump implementi dazi consistenti, sostenuti e duraturi, l’economia potrebbe soffrire molto e subire nuove pressioni inflazionistiche.
Anche nella situazione opposta, ovvero nel caso di un’economia surriscaldata, potenzialmente alimentata da spese in conto capitale, tagli fiscali e deregolamentazione, la Fed potrebbe essere indotta a frenare la crescita se i prezzi al consumo dovessero aumentare in modo significativo.
Conclusione
Insomma, non è solo l’economia globale a trovarsi di fronte a molte più domande che risposte in attesa delle decisioni di Trump, ma anche la stessa Federal Reserve.
In un simile scenario, secondo Gn, “le obbligazioni sembrano ben posizionate per fornire un reddito potenzialmente interessante e una zavorra, un punto di stabilità, nei portafogli degli investitori, dato che i mercati potrebbero rimanere volatili nelle settimane e nei mesi a venire”.

