In un panorama finanziario globale segnato dalla volatilità dei tassi e da valutazioni del credito societario sempre più care, gli investitori istituzionali stanno rivolgendo lo sguardo verso soluzioni meno convenzionali per garantire stabilità ai propri portafogli. In prima linea troviamo i CLO europei, gli strumenti finanziari con sottostanti i crediti bancari. Secondo l’analisi di Denis Struc, gestore di portafoglio presso Janus Henderson Investors, i CLO sono destinati a fungere da vera e propria “ancora difensiva” per tutto il 2026.
La rivincita della duration breve
Con la Federal Reserve e le principali banche centrali impegnate nel taglio dei tassi, la strategia obbligazionaria tradizionale deve fare i conti con una curva dei rendimenti che offre premi minimi per chi decide di allungare le scadenze. “Assumersi un rischio di duration ulteriore oggi non paga,” osserva Struc, evidenziando come gli spread tra i titoli a 2 e 10 anni siano estremamente compressi sia negli USA che in Europa.
In questo scenario, i CLO di alta qualità (tranche AAA) si distinguono per una bassa sensibilità ai movimenti dei tassi e spread decisamente più interessanti rispetto al credito Investment Grade (IG) tradizionale. Se quest’ultimo viaggia su valutazioni storicamente costose, i CLO offrono ancora un valore relativo che permette di preservare il rendimento senza esporsi a eccessivi rischi di prezzo.
L’incertezza legata ai tassi inoltre, negli ultimi 12 mesi, ha condotto ad una conseguente volatilità del credito Investment Grade in EUR del 2,2%, valore significativamente più alto rispetto alla volatilità dello 0,7% registrata dai CLO.
Un mercato da record: oltre 51 miliardi di emissioni
Il 2025 sta per chiudersi come un anno senza precedenti per il mercato europeo dei CLO, con emissioni che hanno già superato i 51 miliardi di euro. Ma il dato più significativo non è il volume, quanto la capacità del mercato di assorbirlo: “L’impennata dell’offerta è stata accolta da una domanda robustissima,” spiega Struc. Gli spread dei titoli con rating massimo sono rimasti stabili intorno ai 120 punti base (secondo i dati di JP Morgan e Bloomberg al 31 ottobre 2025), segno che la base degli investitori si sta allargando ben oltre le nicchie tradizionali.
La spinta di Bruxelles e le riforme Solvency II
Il vento favorevole per i CLO non è solo economico, ma anche politico. La Commissione Europea ha identificato nelle cartolarizzazioni un motore fondamentale per la crescita, con l’obiettivo di semplificare l’impianto normativo dell’UE.
Un cambio di passo decisivo è atteso dal settore assicurativo: le imminenti riforme di Solvency II ridurranno significativamente i requisiti patrimoniali per le tranche senior dei CLO, allineandole al credito societario standard. “Questo è un punto di svolta,” sottolinea l’esperto. “Gli assicuratori europei si stanno già riposizionando per cogliere il valore di questi asset di alta qualità ora che le barriere normative si stanno allentando.”
Selezione e disciplina: non tutti i CLO sono uguali
Nonostante l’ottimismo, Struc invita alla prudenza e alla massima selettività. In un mercato frammentato, che conta oltre 70 gestori e 700 operazioni attive, la dispersione delle performance è un fattore da non sottovalutare.
“La resilienza strutturale dei CLO, che spaziano in oltre 25 settori come sanità e servizi, offre isolamento dai rischi sistemici,” conclude Struc. Tuttavia, default isolati avvenuti recentemente ricordano che una rigorosa analisi del credito sottostante e la scelta di gestori con una comprovata esperienza nel controllo del rischio rimangono i pilastri per navigare con successo il 2026.

