Azionario europeo: opportunità per diversificazione e rendimento

Azionario europeo: opportunità per diversificazione e rendimento

L’azionario europeo si presenta oggi come un’interessante opportunità dal punto di vista della diversificazione, ma anche per la minore concentrazione, le valutazioni interessanti e i venti strutturali favorevoli per settori come sanità, difesa e finanziari

Christophe Braun, investment director presso Capital Group, analizza le opportunità del mercato azionario europeo, caratterizzato da minore concentrazione, valutazioni a sconto e spinte strutturali positive per settori in cui le aziende europee detengono rilevanti quote di mercato.

L’analisi passa in rassegna le diverse declinazioni del potenziale europeo: dal ruolo di fonte di diversificazione – grazie a una significativa esposizione ai ricavi globali – a una combinazione di fattori interessanti.

Fonte di diversificazione: i ricavi non sono solo europei

Le società quotate europee generano ricavi al di fuori dell’Europa in misura significativa: i ricavi dell’indice MSCI Europe sono, in media, allocati per circa il 40% in Europa e per il 60% nel resto del mondo.

Questa dinamica rappresenta un’interessante fonte di diversificazione: investire nell’equity europeo non significa infatti esporsi soltanto all’economia europea, ma anche accedere a flussi di cassa legati a Stati Uniti, Asia-Pacifico e mercati emergenti.

Il settore healthcare, analizzato in maniera approfondita dall’esperto, vede come protagoniste aziende con vendite sempre più rilevanti anche al di fuori del continente europeo.

Opportunità di innovazione e venti favorevoli

Uno stereotipo infondato è quello secondo cui l’Europa non avrebbe una leadership nell’innovazione. In realtà, nel Global Innovation Index 2025, 16 Paesi europei figurano tra i primi 25 innovatori al mondo, con Svizzera e Svezia ai primi due posti. Basti pensare a società quotate come il produttore di apparecchiature per semiconduttori ASML nei Paesi Bassi, lo specialista software SAP in Germania e la multinazionale alimentare Nestlé in Svizzera.

Inoltre, il settore sanitario è oggi profondamente permeato dall’innovazione, oltre a presentare un potenziale di crescita globale elevato. Altri settori particolarmente interessanti dell’equity europeo sono l’industria, in primis la difesa – grazie agli ingenti programmi di spesa – e i finanziari, in virtù delle riforme interne che hanno condotto a una maggiore disciplina.

Sanità e innovazione

Con la rivoluzione dell’AI, il settore sanitario sta vivendo una fase molto importante sul fronte dell’innovazione. L’intelligenza artificiale può avere un ruolo rilevante nel processo di scoperta dei farmaci, in cui il tasso di successo è ridotto, pari a circa il 5%. Anche portarlo al 10% avrebbe un impatto estremamente significativo, accelerando in modo sensibile il processo di scoperta.

L’Europa presenta leader nell’innovazione sanitaria i cui ricavi sono esposti a livello internazionale, come AstraZeneca, Sanofi e Sandoz. La prima presenta anche una significativa esposizione alla Cina: secondo il report finanziario 2024 di AstraZeneca, il Paese rappresenta circa il 12% delle vendite. Il focus principale dell’azienda si basa su oncologia, cardiovascolare e malattie rare. L’azienda interessanti opportunità di crescita nel medio periodo, grazie alla capacità di ricerca.

Sanofi, specializzata in vaccini, immunologia e malattie rare, ha una pipeline in espansione attraverso acquisizioni, tra cui Blueprint e Vigil. A sua volta rappresenta una fonte di diversificazione, grazie a una crescita globale sostenuta da un ingente investimento manifatturiero negli Stati Uniti e dal consolidamento in America Latina.

Anche Sandoz, che produce alternative a basso costo a medicinali consolidati e biologici, mostra un potenziale di espansione oltre Stati Uniti ed Europa, grazie alle registrazioni in corso di alcuni biosimilari in selezionati mercati emergenti.

Rinascimento industriale, con la difesa in prima linea

L’impegno europeo rivolto alla difesa, alla sicurezza energetica e alle infrastrutture è considerevole. A conferma di ciò, si può notare che dal 2022 la spesa per la difesa in Europa è aumentata nettamente, con molti Paesi che si sono portati al di sopra dell’obiettivo NATO del 2% del Pil. Inoltre, storicamente i titoli della difesa hanno reagito positivamente agli shock geopolitici e tendono a essere poco correlati con i cicli economici tradizionali, dinamica che potrebbe favorire il settore nell’attuale contesto.

Ma le implicazioni vanno oltre la difesa: è probabile che ne beneficino la manifattura avanzata, la resilienza delle catene di approvvigionamento, la sicurezza energetica e gli investimenti nelle infrastrutture dati e cyber.

A tal proposito si possono citare alcuni esempi concreti di aziende che potrebbero beneficiare dell’impegno europeo in ambito industriale. Siemens, per quanto riguarda elettrificazione e automazione, ha aree di business focalizzate su infrastrutture intelligenti, automazione e gestione dell’energia. Relativamente alla sicurezza energetica, Schneider Electric fornisce gestione dell’energia e automazione industriale per edifici, data center e industria. Legrand è invece specializzata in infrastrutture per data center, mentre DSV è un grande spedizioniere globale attivo nel trasporto su strada, aereo e marittimo, posizionandosi nell’ambito della riconfigurazione delle catene di approvvigionamento.

Finanziari: qualità e disciplina

Dopo anni di difficoltà, i finanziari europei sono stati oggetto di profonde riforme interne, che hanno portato a una maggiore disciplina dei costi e a una rinnovata attenzione alla remunerazione del capitale.

Dopo la crisi del debito sovrano, molte banche europee hanno dovuto ridurre la leva dei propri bilanci. Superata questa fase, queste banche si trovano a restituire capitale agli azionisti e a detenere crediti di maggiore qualità.

A questo si aggiunge il fatto che per il 2026 il mercato si aspetta almeno un rialzo dei tassi da parte della Bce: questo significa potenziali margini di interesse più elevati per le banche europee.

Infine, i finanziari europei continuano a trattare a un P/E medio inferiore, pari a 9,9x, rispetto a quelli statunitensi, pari a 14,2x, secondo i dati di dicembre 2025.

Combinazione favorevole di minore concentrazione, potenziale di rendimento e valutazioni

L’equity europeo presenta una combinazione di fattori interessanti. In primo luogo, una minore concentrazione: l’indice MSCI Europe non è dominato da un gruppo ristretto di società mega-cap, elemento che rappresenta una fonte di diversificazione interessante rispetto agli Stati Uniti. Inoltre, è rilevante il potenziale di rendimento: dopo l’annuncio dei dazi statunitensi, l’azionario europeo ha sovraperformato le controparti statunitensi nel corso del 2025. A questi due fattori si combinano valutazioni più basse, per cui l’azionario europeo, sulla base dei multipli prezzo/utili a 12 mesi, appare più interessante di quello statunitense nella maggior parte dei settori.

Secondo Braun, l’Europa può quindi rappresentare una componente strategica all’interno dell’asset allocation, come fonte di diversificazione globale, innovazione e rendimento.

Ritratto in bianco e nero di una giovane donna con lunghi capelli scuri, che indossa un blazer su un top scuro, sorride leggermente e guarda l'obiettivo, su uno sfondo chiaro.

di Giulia Morena

Giornalista multimediale di We Wealth, è laureata in Management per l’Impresa presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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