Bot e Btp: quali sono le differenze e quali scegliere

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Fra i titoli di Stato italiani Bot e Btp rappresentano le due famiglie più importanti: sono titoli che svolgono scopi molto diversi in portafoglio, nonostante i punti comuni

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Per lungo tempo, i Buoni ordinari del Tesoro (Bot) sono stati trascurati dai risparmiatori italiani. Tuttavia, con la fine dei tassi d’interesse negativi, questi titoli di Stato italiani a breve termine sono diventati nuovamente interessanti per gestire i risparmi. Nel corso degli ultimi 12 mesi, il rendimento dei titoli di Stato a un anno è arrivato a toccare il 4,17%, un livello osservato l’ultima volta durante la fase di crisi del 2011. Ancora a metà febbraio, al momento di pubblicazione di questo articolo, i Bot a un anno offrono un rendimento attorno al 3,5%. 

Prima di vedere le differenze, che cos’hanno in comune Bot e Btp? In primo luogo, sono entrambi titoli emessi dal Tesoro italiano che, a scadenza, garantiscono la restituzione del capitale investito. Lo stato di salute delle finanze pubbliche italiane, pertanto, incide sulla credibilità del rimborso del Bot così come quella del Btp. Per questa ragione, investire un po’ in Bot e un po’ in Btp, senza aggiungere altri titoli di diversa natura, aumenta il rischio che le sorti di un singolo emittente, in questo caso lo Stato italiano, possano colpire una grossa fetta del risparmio.  

Come funzionano Bot e Btp

Il Bot è un titolo a breve scadenza che dura fino a un anno. Aumentando l’orizzonte temporale si trovano i Btp short term, della durata compresa fra i 18 e i 30 mesi. Infine, ci sono i Btp, la cui durata va dai 3 anni fino a raggiungere i 50 anni. 

Come si guadagna dall’acquisto di Bot? Supponendo di acquistare il titolo direttamente in occasione delle regolari aste del Tesoro, il rendimento del titolo sarà determinato dalla differenza fra il prezzo di acquisto e quello di rimborso, che il Tesoro liquiderà a scadenza.

La remunerazione del Btp, invece, è determinata da due elementi. Il primo, come avviene per il Bot, è data dalla differenza fra prezzo di aggiudicazione e di rimborso. Il secondo dalla cedola: una percentuale di rendimento che viene versata tipicamente ogni sei mesi e che viene calcolata sulla base del capitale investito. 

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Quale scegliere fra Bot e Btp

La scelta fra Bot e Btp è dettata innanzitutto dalla durata del titolo. Idealmente, si pianifica l’investimento delle somme immaginando il momento nel quale dovranno rendersi nuovamente disponibili per compiere delle spese o altro. La regola, pertanto, è che si dovrebbe investire in titoli a lunga scadenza una parte del risparmio che si prevede di non utilizzare per anni. 

Se si intende investire la somma per ottenere un rendimento nel breve periodo, invece, il Bot è una scelta più appropriata rispetto al Btp. La valutazione dell’orizzonte temporale dell’investimento dovrebbe precedere le sole considerazioni sul quale dei due titoli renda di più.

In generale, i titoli a lunga scadenza come i Btp offrono rendimenti più elevati. Tuttavia, acquistare un Btp solo perché offre un rendimento superiore al Bot, sarebbe poco saggio. E’ vero: in caso di necessità possono essere venduti sul mercato secondario, ma a quel punto il prezzo di vendita sarà determinato dalle condizioni di domanda e offerta. In altre parole, non ci sarà alcuna garanzia di poter ottenere indietro tutto il capitale investito in origine. 

Di conseguenza, anche se il Btp offre rendimenti annui solitamente superiori al Bot, richiede una maggiore consapevolezza nella pianificazione, perché una vendita anticipata “per necessità” potrebbe avvenire in perdita. Questo è un problema meno rilevante per il Bot. Da un lato, infatti, è più facile immaginare i propri bisogni nell’orizzonte di un solo anno. Inoltre, il suo prezzo tende a essere più stabile sul mercato rispetto al Btp – limitando così eventuali perdite in caso di vendita anticipata. Infatti, tanto è più lunga la scadenza del titolo, tanto più sono ampie le fluttuazioni di prezzo determinate da condizioni di mercato come il rialzo o il taglio dei tassi d’interesse. 

In conclusione:

  • I Bot e i Btp sono entrambi titoli che dipendono dalla garanzia dello Stato italiano
  • I Bot sono una scelta adatta per investire la liquidità che si prevede di dover utilizzare entro un anno, consentendo di ricevere un rendimento superiore a quello del conto corrente
  • I Btp sono un investimento di medio o lungo periodo che comporta rischi superiori e, di norma, offre maggiore rendimento
  • La vendita in anticipo sulla scadenza, in particolare, espone a maggiori rischi di perdita (o profitto) nel caso del Btp, in particolare per le scadenze più lunghe
  • Capire l’orizzonte temporale dell’investimento è l’aspetto determinante nella scelta

di Alberto Battaglia

Alberto Battaglia è giornalista professionista specializzato in macroeconomia, mercati finanziari e assicurazioni. Responsabile dell’area macroeconomica e assicurativa di We Wealth, ha maturato la sua esperienza nelle principali testate economiche italiane: Milano Finanza, Radio24, Wall Street Italia, SkyTg24 e Il Sole 24 Ore Plus24.

Laureato in Linguaggi dei Media all’Università Cattolica di Milano, ha conseguito il Master in Giornalismo alla stessa università, con una esperienza di formazione alla London School of Economics and Political Science (LSE).

Nel 2022 ha vinto il Premio ABI-FEduF-FIABA “Finanza per il Sociale”, riconoscimento patrocinato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, per la capacità di raccontare temi economici complessi con rigore e accessibilità. I suoi reportage sono stati pubblicati su Avvenire, Il Foglio e Il Fatto Quotidiano.

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