Giappone dichiara lo stato d’emergenza: in campo 900 miliardi

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Una maximanovra da 900 miliardi, pari al 20% del Pil: è la risposta del governo giapponese al dilagare del numero di contagi in alcune aree urbane del Paese. Proclamato lo stato d’emergenza in sette prefetture, da Tokyo a Osaka. “Non abbiamo il lusso del tempo”, dichiara il primo ministro Shinzo Abe

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Lo stato d’emergenza della durata di un mese coinvolgerà Tokyo, Kanagawa, Saitama, Chiba, Osaka, Hyogo e Fukuoka

Il pacchetto di misure dispiegate prevede l’erogazione di 300mila yen per le famiglie che hanno conosciuto una riduzione dei ricavi a causa della pandemia

Secondo lo Statistics Bureau of Japan, i consumi familiari sono scesi dello 0,3% in termini reali nel mese di marzo

Di fronte all’aumento del numero di contagi che ha coinvolto negli ultimi giorni alcune aree urbane del Giappone, la risposta del governo non si è fatta attendere. In una conferenza stampa al Kantei, il complesso che ospita gli uffici e la residenza dei primo ministro, Shinzo Abe ha proclamato lo stato d’emergenza della durata di un mese in sette prefetture (Tokyo, Kanagawa, Saitama, Chiba, Osaka, Hyogo e Fukuoka), preparandosi a dispiegare una maximanovra “senza precedenti”.
Si tratta in realtà di un lockdown solo parziale: trasporti pubblici, supermercati e altre imprese resteranno operativi, ma è richiesta la massima collaborazione da parte della popolazione per ridurre le possibilità di contagio. “La cosa più importante è che ogni cittadino modifichi il proprio comportamento – ha dichiarato il primo ministro – Se ognuno di noi ridurrà i contatti con le altre persone di almeno il 70%, e idealmente intorno all’80%, dovremmo vedere un picco nel numero di contagi in due settimane”. Secondo Abe, sebbene il Giappone non stia attualmente attraversando una fase di diffusione della pandemia a livello nazionale, alcune aree risultano sotto pressione e il tempo non è “un lusso”, spiega, da potersi permettere in queste circostanze.

Una manovra pari al 20% del Pil

Per rispondere all’impatto dell’emergenza epidemiologica sull’economia del Paese, il primo ministro ha poi annunciato l’introduzione di un pacchetto di misure fiscali pari a 108 trilioni di yen (oltre 900 miliardi di euro), equivalenti al 20% del prodotto interno lordo. Una misura che si va ad aggiungere ai 430 miliardi di yen messi in campo dal primo ministro giapponese lo scorso mese che, come analizzato dal Global equity strategy – The outlook for equities di Credit Suisse, equivalevano allo 0,1% del Pil.

Fonte: Refinitiv, Credit Suisse research
Come riportano fonti governative, il pacchetto di misure prevederebbe l’erogazione in contanti di 300mila yen per le famiglie bisognose che hanno conosciuto una riduzione dei ricavi a causa della pandemia. Inoltre, sono previsti due milioni di yen per le piccole e medie imprese in difficoltà, e sei trilioni a sostegno “della continuità aziendale e della vita quotidiana”, spiega Shizo Abe. “Garantiremo la tutela dell’occupazione sostenendo la continuità aziendale rendendo disponibili prestiti senza interessi presso le istituzioni finanziarie private e un periodo di tolleranza per il pagamento delle tasse nazionali”, continua il primo ministro.

Consumi  familiari scesi dello 0,3%

Intanto, lo Statistics Bureau of Japan ha comunicato i dati relativi ai consumi familiari del mese di marzo. Secondo l’Ufficio statistico nazionale nipponico, sono scesi dello 0,3% in termini reali rispetto allo scorso anno, per una media di 271.735 yen. Su base mensile, invece, le spese hanno registrato una crescita dello 0,8% in termini reali, contro il calo dell’1,6% del mese precedente.

di Rita Annunziata

Responsabile dell’Osservatorio sul wealth management al femminile di We Wealth. Giornalista professionista, è laureata in Politiche europee e internazionali. Precedentemente videoreporter per Class Editori e ricercatrice per il Centro di ricerca sulle mafie e la corruzione dell’Università Suor Orsola Benincasa. Collabora anche con La Repubblica.

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