La scalata cinese (anche) sull’industria dei fondi

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La Cina a marzo è diventata il quinto più grande domicilio di fondi a livello mondiale. Un balzo rispetto al mese di dicembre, quando si trovava ferma alla decima posizione – secondo la classifica trimestrale della European fund and asset management association. Ecco perché mentre il mondo si è fermato Pechino ha continuato a crescere

Indice

Oggi i fondi registrati in Cina rappresentano il 4,1% delle attività di fondi in tutto il mondo

Alla fine dello scorso anno questa quota era parti al 3,2% delle attività globali – quelle del Regno Unito 3,3% e quella della Francia il 3,7%

Gli Stati Uniti oggi sono il più grande domicilio di fondi al mondo, con il controllo del 47,9% del mercato

La Cina scalza il Regno Unito e la Francia dalla quinta posizione della classifica dei Paesi domicilio del maggior numero di fondi comuni di investimento. Secondo la classifica trimestrale della European fund and asset management association (Efama), realizzata in collaborazione con l’Investment company institute Usa, i fondi cinesi hanno aumentato la loro quota del mercato globale nei primi tre mesi del 2020.
Il paese ha infatti risalito la classifica, dalla decima posizione in cui si trovava a fine 2019.  Il paese ha battuto i mercati di Uk e Francia ma anche quelli del Giappone e australiano: oggi i fondi registrati in Cina rappresentano il 4,1% delle attività di fondi in tutto il mondo. Alla fine dello scorso anno, la Cina rappresentava il 3,2% delle attività globali, il Regno Unito il 3,3% e la Francia il 3,7%.

Un altro frangente su cui competere con gli Stati Uniti, che sono oggi il più grande domicilio di fondi al mondo, controllando il 47,9% del mercato; segue il Lussemburgo con l’8,8%, l’Irlanda (5,8%) e la Germania (4,6%). I dati si riferiscono a fondi regolamentati aperti, compresi fondi del mercato monetario, a livello globale.

Fondi monetari

L’ascesa del gigante asiatico è sorprendente specie considerato il generale scombussolamento che l’industria sta affrontando e ha affrontato specie nei primi mesi del 2020: riscatti, raccolte in calo, volatilità. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il direttore della ricerca Efama Bernard Delbecque, avrebbe dichiarato che la ragione principale della crescita cinese sta nel fatto che i fondi del mercato monetario, che hanno attratto forti flussi durante il sell-off di marzo, rappresentano oltre il 50% dei fondi locali: “La Cina ha sofferto molto meno del forte calo dei mercati azionari di marzo rispetto alla maggior parte degli altri paesi“. Il direttore avrebbe aggiunto che la posizione futura della Cina nella classifica globale dei fondi dipenderà dall’evoluzione dei corsi azionari e dal fatto che gli investitori cinesi siano rimasti investiti in fondi del mercato monetario. Dobbiamo aspettarci una corsa degli asset managers alla conquista del mercato cinese? Forse sì.

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