Fondi immobiliari Uk sospesi per paura di una crisi di liquidità

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L’arresto dell’attività economica, indotto dal coronavirus, ha reso difficile valutare gli immobili. Sospesi fondi immobiliari per circa 22 miliardi di sterline di denaro

Prosegue la sospensione delle negoziazioni dei grandi fondi immobiliari britannici. I timori che le scarse riserve di liquidità e l’incertezza normativa possano innescare una corsa degli investitori al riscatto continua a bloccare il mondo dei fondi immobiliari, molti dei quali si stanno confrontando con gli investitori per discutere le prospettive e le loro intenzioni.
A segnalarlo è un articolo dell’FT, che spiega che attualmente sono “intrappolati” circa 22 miliardi di sterline di denaro degli investitori, dopo che l’arresto dell’attività economica, indotto dal coronavirus, ha reso difficile valutare gli immobili. Un ammontare doppio rispetto all’inizio della pandemia. Già a marzo, infatti, alcuni fondi immobiliari commerciali del Regno Unito avevano sospeso le negoziazioni
Tuttavia, mentre tre gestori di investimenti – St James’s Place, Columbia Threadneedle e più recentemente L&G – hanno annunciato che riapriranno i loro fondi immobiliari, la maggior parte degli altri è rimasta e rimarrà sospesa. I gruppi stanno infatti valutano se saranno in grado di far fronte alle richieste di rimborso alla riapertura.  Alcuni, come Janus Henderson, M&G e Aviva Investors hanno dichiarato che si concentreranno sull’aumento della liquidità per soddisfare potenziali deflussi.

Una delle principali preoccupazioni è che le proposte normative del Regno Unito, che sono progettate per prevenire disallineamenti di liquidità dei fondi, introducendo dei periodi di preavviso di rimborso più lunghi, potrebbero avere l’effetto opposto, incoraggiando gli investitori a ritirarsi in massa prima che le regole entrino in vigore, si legge nell’articolo del Financial Time.

Il giornale inglese spiega che questo rischio è aggravato dai bassi saldi di cassa di alcune realtà immobiliari. Il fondo di Aegon Asset Management detiene, per esempio, liquidità equivalente al 7,3% del suo portafoglio, mentre M&G ne detiene l’8,2%. Ciò si confronta con il 24,4% e il 18,5% posseduti rispettivamente dai fondi di L&G e Columbia Threadneedle.

Un  esodo degli investitori potrebbe portare a una “spirale mortale della liquidità” poiché i gestori cercano di vendere attività in un mercato incerto.

di Stefania Pescarmona

Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Giornalista professionista, è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Torino. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor

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