Gestione attiva, l’asso nella manica contro l’incertezza dei mercati

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È una delle questioni più dibattute nel mondo del risparmio gestito: meglio scegliere una gestione attiva o passiva per il proprio patrimonio? Carmignac spiega perché la scelta migliore in questo complesso momento di mercato sia affidarsi a un gestore

Per i propri risparmi è meglio affidarsi a una gestione attiva o passiva? Ovvero a un esperto che selezioni le migliori soluzioni di investimento o a una soluzione che replica un indice di Borsa? Non c’è una risposta univoca a questa domanda, ma Carmignac spiega perché proprio in questo momento la gestione attiva potrebbe essere l’asso nella manica contro l’incertezza e la paura.

Quale differenza?

Innanzitutto, chiariamo che la gestione attiva prevede la figura di un gestore, che grazie alle sue conoscenze dei mercati e capacità seleziona gli strumenti da mettere in portafoglio, con l’obiettivo di aggiungere valore. La gestione passiva, invece, ha come finalità l’esatta replica del benchmark, di solito un indice di Borsa. Per questa ragione la possibilità di scelta dei titoli e di personalizzazione del portafoglio è piuttosto limitata se non addirittura assente.

La complessità richiede conoscenza

Mai come in questo momento la discussione sullo stile di gestione è aperta. Il gruppo Carmignac si schiera a favore di quella attiva, spiegandone il motivo. Per la società francese del risparmio gestito, infatti, in un periodo come quello che stiamo vivendo caratterizzato dall’impennata dell’inflazione, dalla guerra in Ucraina e dalla coda della pandemia di Covid può essere difficile per un investitore decidere quando e come investire. Per un professionista che pratica la gestione attiva del portafoglio, invece, queste fasi possono offrire interessanti opportunità.
Nella gestione attiva il gestore investe in base alle proprie convinzioni, che possono essere molto diverse dai titoli che compongono gli indici di Borsa assunti come riferimento. Questo approccio richiede un lavoro approfondito per formarsi le opinioni, una forte dose di coraggio per mettere in atto la strategia e assumersene la responsabilità, e indipendenza per avere piena libertà di azione.
Per riuscire a farlo il gestore deve formarsi delle “convinzioni”, partendo da analisi che lo portano a privilegiare determinati paesi e settori di attività e a selezionare le categorie di investimento in grado di generare il risultato migliore. Per farlo deve comprare o vendere nel momento che giudica più opportuno. Può anche decidere di attuare strategie di copertura dei rischi. Per costituirsi un’opinione sulla strategia da seguire, e investire di conseguenza, il gestore attivo si basa in generale su un approccio macroeconomico solido.

Anticipare il ciclo economico

La performance della gestione attiva praticata da Carmignac si basa proprio sulla capacità del gestore di anticipare correttamente i cambiamenti di rotta del ciclo economico (espansione, recessione o depressione, ripresa). Nelle diverse strategie di investimento sviluppate da Carmignac, la gestione attiva ha dimostrato tutta la sua forza durante le crisi del 2002 e del 2008 e più recentemente nel 2020, tre periodi durante i quali i suoi fondi hanno resistito al crollo dei mercati finanziari. Al di là delle performance, questi episodi hanno messo in luce anche la capacità del gruppo del risparmio gestito francese di sostenere i clienti proteggendoli dallo stress di un tracollo in Borsa e dalla svendita dei titoli e consentendo loro di intercettare il rimbalzo dei mercati finanziari appena si è verificato.

La selezione delle migliori opportunità

Per Carmignac, infatti, la gestione attiva è basata sul lavoro costante di un team di gestione altamente competente e qualificato con una visione globale del contesto economico, per consentire ai gestori di formarsi le proprie convinzioni e individuare le opportunità, ma anche sul coraggio di attuare strategie che possono essere contrarie a quelle degli altri investitori e, infine, sull’indipendenza nel prendere decisioni.
Per il gruppo francese, infatti, lo stile di gestione attiva non si limita alla sola selezione degli asset finanziari. In qualità di azionisti attivi, i professionisti di Carmignac possono intervenire anche nei confronti delle imprese se la politica seguita dal management
in materia di ambiente, progressi sociali o governance (Esg) non corrisponde ai valori del gruppo o agli impegni assunti.

Domande frequenti su Gestione attiva, l’asso nella manica contro l’incertezza dei mercati

Qual è la differenza fondamentale tra gestione attiva e gestione passiva degli investimenti?

La gestione attiva si basa su un gestore esperto che seleziona attivamente le migliori soluzioni di investimento. La gestione passiva, invece, replica un indice di Borsa senza interventi discrezionali.

Perché la gestione attiva potrebbe essere particolarmente vantaggiosa in periodi di incertezza di mercato?

In momenti di incertezza e paura, la gestione attiva può rappresentare un 'asso nella manica' grazie alla capacità di un gestore esperto di navigare le complessità e selezionare le opportunità più promettenti.

Cosa implica la 'complessità' nel contesto della gestione degli investimenti menzionata nell'articolo?

La complessità suggerisce che i mercati finanziari presentano sfide che richiedono una profonda conoscenza per essere affrontate efficacemente. Questo sottolinea il valore dell'expertise nella selezione degli investimenti.

In che modo la gestione attiva mira ad 'anticipare il ciclo economico'?

La gestione attiva, attraverso la conoscenza e l'analisi, cerca di prevedere le fasi del ciclo economico per posizionare gli investimenti in modo strategico, cogliendo le opportunità emergenti in ogni fase.

Qual è il ruolo del gestore nella 'selezione delle migliori opportunità' secondo l'articolo?

Il gestore nella gestione attiva ha il compito di identificare e selezionare attivamente le opportunità di investimento che ritiene più vantaggiose, distinguendosi dalla semplice replica di un indice.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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