Allerta bias: essere troppo sicuri di sé non paga

Quanto è comune pensare di avere sempre ragione, di saper prendere le migliori decisioni in ogni occasione, o di saper fare le giuste previsioni in anticipo? Attenzione, però: spesso la capacità ottimistica può trasformarsi in presunzione (e in un errore cognitivo)

Si chiama bias dell’ottimismo (overconfidence bias) ed è la tendenza a riporre un’eccessiva fiducia nelle proprie scelte e capacità decisionali. Un errore in cui è facile imbattersi anche nel mondo degli investimenti. Ne abbiamo parlato con Dario Tensini, Wealth Manager di IWBank Private Investments.

 

Possiamo citare un esempio concreto in cui l’eccesso di ottimismo, fiducia e sicurezza di sé ha avuto impatto sulle scelte di investimento di un cliente?

“Sì, e non serve andare troppo nel dettaglio. Questo tipo di bias è infatti un errore molto comune: basti pensare alla facilità con cui le informazioni vengono estrapolate dai contesti e interpretate in modo semplicistico, agendo sulla base di credenze personali che hanno magari avuto successo in passato, ma che potranno non sortire gli stessi risultati in futuro”.
“In un Paese come l’Italia, dove la cultura finanziaria è tuttora a livelli minimi, l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità previsionali mi ha sempre fatto un po’ sorridere. Oggi i dati ci dicono che solo il 30% della popolazione si è (in)formato su tematiche finanziarie: c’è poco terreno per giustificare l’overconfidence”.

 

Perché e come l’eccesso di ottimismo può danneggiare le scelte degli investitori?

“Come accennato, chi si imbatte nel bias dell’ottimismo spesso prende decisioni in maniera frettolosa, dimenticandosi delle variabili in gioco nel momento presente. Si pensi, ad esempio, al caso di un’azienda che opera nel settore petrolifero. Se qualche decina d’anni fa investire in quella società poteva essere un investimento redditizio o stabile, in quanto storicamente queste aziende hanno sempre distribuito ottimi dividendi, non significa che ora sia altrettanto redditizio o che lo sarà in futuro. In passato, infatti, quasi nessuno prestava attenzione a tematiche ambientali; oggi le variabili Esg sono fattori importanti da tenere in considerazione, soprattutto in settori delicati come quello dell’Oil & Gas”.
“Collegati al bias dell’ottimismo vi sono poi una serie di altri errori cognitivi a cui l’investitore deve fare attenzione, come il bias informativo (information bias) e il bias del rischio zero (zero-risk bias). Nel primo si è convinti che tante più informazioni si sarà in grado di raccogliere tanto più la decisione finale sarà corretta e oculata. Nel secondo, invece, si preferisce eliminare del tutto un rischio o una minaccia anche quando le alternative, sebbene comunque meno rischiose, sono più convenienti. Ecco che l’eccesso di ottimismo e sicurezza di sé porta a sopravvalutare le proprie capacità decisionali, sia perché si pensa di aver svolto un ottimo lavoro di ricerca, sia perché si è convinti di aver scampato un rischio importante”.
“Infine, un’ultima cosa a proposito del bias informativo: se estrarre soluzioni a prima vista “semplici” e sintetiche da una mole di informazioni complicate e articolate è nel comportamento umano, vi è differenza tra una risposta “semplice” e una “semplicemente” coerente. In quanto consulenti, il nostro ruolo è quello di rendere tali soluzioni comprensibili ma, ricordiamolo, le soluzioni non sono sempre semplici”.

 

Come ci si può tutelare dall’eccesso di ottimismo/di sicurezza di sé? Quale consiglio dare agli investitori un po’ troppo ottimisti?

“Umiltà prima di tutto. Ai miei clienti mi permetto di dire che metto al loro servizio non soltanto la mia esperienza professionale ma anche una serie di strumenti di controllo del rischio a cui spesso viene data poca importanza. Che, in realtà, si rivelano invece fondamentali quando si tratta di prendere decisioni di investimento senza farsi sopraffare dall’emotività del momento”.
“Se condizionati dal bias dell’ottimismo è facile infatti prendere decisioni limite in quanto a rischiosità. Ecco che particolari strumenti si dimostrano un enorme passo avanti rispetto al passato nel trasformare il rischio da un’incognita ad una eventualità misurabile, come il Var e il Cvar ”.

 

Non solo overconfidence: i bias cognitivi traggono in errore molti investitori in diverse modalità ed è quindi importante farsi guidare dagli esperti. Qual è il ruolo del consulente nel proteggersi dai bias (in generale)?

“Il consulente deve essere quasi come uno psicologo. Deve ascoltare senza giudicare, lanciando spunti di riflessione ai propri clienti in modo che questi possano non commettere più gli stessi errori, anche dal punto di vista cognitivo”.
“Allo stesso tempo, però, il consulente deve offrire delle soluzioni. Quello riguardo al prodotto o strumento finanziario dovrà essere quindi l’ultimo dei temi da affrontare, in modo tale che gli strumenti e i prodotti finanziari diventino non più di una naturale risposta ai propri bisogni, e non il focus dei propri sforzi”.

 


Dario Tensini, Wealth Manager in IWBank Private Investments

di Giulia Bacelle

Laureata in Economia e Gestione dei beni culturali e dello spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano. Per We Wealth scrive di finanza, arte e beni da collezione, e gestisce progetti ed eventi in questi settori

Domande frequenti su Allerta bias: essere troppo sicuri di sé non paga

Cos'è il bias dell'ottimismo e come si manifesta negli investimenti?

Il bias dell'ottimismo, noto anche come overconfidence bias, è la tendenza a credere eccessivamente nelle proprie capacità decisionali e nelle proprie scelte. Nel mondo degli investimenti, questo può portare a sottovalutare i rischi e a prendere decisioni basate su una fiducia non giustificata.

Quali sono le conseguenze dell'eccesso di ottimismo nelle scelte di investimento?

L'eccesso di ottimismo può portare gli investitori a prendere decisioni avventate, a non diversificare adeguatamente il proprio portafoglio e a ignorare segnali di allarme, con conseguenti perdite finanziarie. Questo accade perché si tende a sovrastimare la probabilità di successo delle proprie operazioni.

Come può un investitore proteggersi dall'eccesso di ottimismo?

Per tutelarsi dall'eccesso di ottimismo, è fondamentale sviluppare una maggiore consapevolezza dei propri limiti e dei rischi associati agli investimenti. Un consiglio utile è quello di basare le decisioni su analisi oggettive piuttosto che su sensazioni personali.

Qual è il ruolo di un consulente finanziario nel mitigare i bias cognitivi degli investitori?

Il consulente finanziario gioca un ruolo cruciale nell'aiutare gli investitori a riconoscere e superare i bias cognitivi, incluso l'eccesso di ottimismo. Attraverso una guida esperta, il consulente può fornire una prospettiva obiettiva e supportare decisioni di investimento più razionali.

Oltre all'eccesso di ottimismo, quali altri bias cognitivi possono influenzare negativamente gli investitori?

L'articolo menziona che non solo l'overconfidence, ma anche altri bias cognitivi possono indurre in errore molti investitori. Questi possono manifestarsi in diverse modalità, rendendo importante affidarsi a professionisti per una corretta gestione del patrimonio.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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