Inflazione, Fed e mercati: ecco cosa imparare dalla lezione degli anni ’70

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L’inflazione è come quei mostri mitologici che appaiono quasi impossibili da battere e continuano a ripresentarsi. Guardando indietro agli anni ’70 emerge come l’unico modo per bloccarla è portare i tassi di interesse alle stelle e già a fine anno potrebbe palesarsi l’inadeguatezza delle azioni messe in atto dalla Fed

L’inflazione continua a sgonfiarsi di mese in mese. Negli ultimi sette mesi l’inflazione negli Stati Uniti è passata dal 9,1% al 6%, diminuendo di oltre 300 punti base. A questo ritmo, dai modelli di Man Group, sembra che la discesa sia ancora all’inizio; infatti, si aspettano che entro la fine di quest’anno il livello di inflazione statunitense scenda tra il 2-3%.
Wall Street sembra meno ottimista, immaginando un’inflazione intorno al 4% nei prossimi 12 mesi (con un minimo del 2,5% e un massimo del 7,4%).

“Per porre davvero fine alle ondate inflazionistiche […] i tassi dovrebbero raggiungere il picco, non al 5% dove si trovano attualmente i prezzi di mercato, ma più vicini al 9%”, spiega Henry Neville, portfolio manager di Man Group. Realisticamente parlando, però, la Fed non può procedere in tal senso, l’impatto potrebbe infatti essere disastroso su molti fronti. Questo però significa che l’ondata inflazionistica che sta attraversando ora i mercati non sarà l’ultima del decennio, e che gli investitori dovranno essere pronti a riallacciare le cinture di sicurezza.

Torniamo indietro agli anni ’70

Se andiamo ad analizzare gli anni Settanta, questo dovrebbe essere chiaro: nell’arco di oltre dieci anni, tra il 1967 e il 1982, il mercato statunitense è stato scosso da tre ondate inflazionistiche.

Quelli che erano allora i presidenti della Federal Reserve (Burns, seguito da Miller e subito dopo Volcker) reagirono con misure molto forti, decisamente molto di più di quelle che sta mettendo in campo oggi la Fed di Jerome Powell.


di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Inflazione, Fed e mercati: ecco cosa imparare dalla lezione degli anni ’70

Qual è stata l'evoluzione recente dell'inflazione negli Stati Uniti secondo l'articolo?

L'inflazione negli Stati Uniti è diminuita costantemente negli ultimi sette mesi, passando dal 9,1% al 6%. Questa flessione di oltre 300 punti base suggerisce che la discesa potrebbe essere ancora nelle fasi iniziali.

Quali sono le previsioni sull'inflazione statunitense per la fine dell'anno?

Secondo i modelli di Man Group citati nell'articolo, si prevede che l'inflazione statunitense scenderà tra il 2% e il 3% entro la fine dell'anno. Wall Street, tuttavia, mostra un ottimismo leggermente inferiore.

Qual è la prospettiva di Wall Street sull'inflazione nei prossimi 12 mesi?

Wall Street immagina un'inflazione intorno al 4% nei prossimi 12 mesi, con una stima minima del 2,5%. Questa visione è meno ottimista rispetto alle proiezioni di Man Group per la fine dell'anno.

Quale periodo storico viene richiamato dall'articolo per comprendere l'attuale situazione inflazionistica?

L'articolo richiama gli anni '70 come un periodo storico di riferimento per imparare dalla lezione dell'inflazione, della Fed e dei mercati. Questo suggerisce che ci sono parallelismi da trarre da quel contesto.

Qual è il trend generale dell'inflazione negli Stati Uniti menzionato nell'articolo?

Il trend generale dell'inflazione negli Stati Uniti è in fase di 'sgonfiamento', con una diminuzione costante mese dopo mese. Questo calo è considerato significativo, avendo ridotto l'inflazione di oltre 300 punti base negli ultimi sette mesi.

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