Big Data e tecnologia al servizio della diversificazione di portafoglio

Investire in maniera bilanciata, per contenere il rischio da una parte e catturare le opportunità dall’altra, è una pratica ormai diffusa. Ma per farlo al meglio e con un occhio al futuro è necessario affidarsi anche alla tecnologia e all’analisi dei dati. Gli esperti di Lazar Fund Managers spiegano come

Nessuno ha la sfera magica che permetta di prevedere il futuro ed è per questo che diversificare un portafoglio è una delle regole base nel mondo degli investimenti. Attraverso settori, aree geografiche e asset class. Ma oggi, grazie all’innovazione tecnologica, è possibile farlo in maniera più appropriata e approfondita, guardando anche al futuro. Una sorta di diversificazione 2.0. Secondo gli esperti di Lazard Fund Managers, è infatti possibile raggiungere un ulteriore livello: incorporare l’esposizione a classi di attività specifiche, o temi di investimento, per sfruttare lo sviluppo futuro dei mercati all’interno di un portafoglio bilanciato.

Questo tipo di investimento sta conoscendo già una vera esplosione. Secondo FactSet, le masse in gestione su fondi tematici sono aumentate del 45% negli ultimi tre anni. Non solo. Se nel 2021, solo il 28% dei portafogli degli investitori intervistati era strutturato su strategie tematiche, quella percentuale si prepara a salire fino al 42% entro il 2024.

Le nuove tecnologie e i big data

Negli investimenti, così come nella vita, talvolta ci sono delle zone d’ombra in cui è difficile anche solo capire cosa non è chiaro. Ed è proprio in momenti simili che analizzare i dati diventa fondamentale. Tuttavia quando si parla di mercato c’è il rischio di perdersi nell’enorme numero di dati a disposizione. In soccorso degli investitori ci sono le nuove tecnologie, come il machine learning, in grado di selezionare, analizzare i dati necessari, così da creare portafogli tematici targettizzati e differenziati in base alle singole esigenze e in breve tempo.

Rimane comunque fondamentale anche la ricerca guidata da gestori esperti. Le macchine di analisi, infatti, potrebbero prendere in considerazione dei cosiddetti “falsi positivi”, ovvero temi e idee che sembrano in linea con il portafoglio del cliente, ma in realtà non lo sono, o al contrario potrebbero omettere soluzioni importanti. Questo, ad esempio, potrebbe accadere con le IPO (Initial Public Offering), ovvero nel caso di società che si quotano per la prima volta e quindi non ancora inserite nei sistemi di analisi.

Insomma, le nuove tecnologie e algoritmi di gestione dei dati “possono dare accesso a tutti i dati, ma non hanno il tipo di discrezione umana e la capacità di valutare le prospettive future – sottolineano da Lazard Fund Managers – un’abilità essenziale per costruire portafogli con convinzione o includere le società migliori”. 

Questo articolo è fornito dalla filiale italiana di Lazard Asset Management (Deutschland) GmbH (“LAM”). Si tratta di un documento pubblicitario a solo scopo informativo e non costituisce una consulenza d’investimento.
Questo articolo si basa su dati e informazioni che LAM considera affidabili. LAM non si assume alcuna responsabilità per la correttezza dei dati. Le dichiarazioni previsionali qui riportate rappresentano il giudizio alla data del presente articolo. Le opinioni espresse in questo articolo sono soggette a modifiche senza preavviso. Né LAM né le sue società associate accettano alcuna responsabilità per l’uso di questo articolo o del suo contenuto. Le dichiarazioni previsionali includono elementi materiali di giudizi e analisi soggettivi ed eventuali modifiche degli stessi e/o la considerazione di vari fattori aggiuntivi che possono avere un effetto materiale sui risultati menzionati. I risultati effettivi possono quindi differire materialmente da quelli contenuti nel presente articolo. Né questo articolo né il suo contenuto né una copia di questo articolo possono essere modificati in alcun modo o distribuiti o trasmessi a terzi senza la previa autorizzazione esplicita di LAM.
Solo per investitori professionali.
Lazard Asset Management (Deutschland) GmbH Milano Office, Via Dell’Orso 2 – 20121 Milano

di Matilde Sperlinga

Giornalista, in We Wealth si occupa di mercati, con un focus su geopolitica e venture capital. Laureata in Scienze Politiche e Filosofia presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Domande frequenti su Big Data e tecnologia al servizio della diversificazione di portafoglio

Qual è la regola base nel mondo degli investimenti menzionata nell'articolo?

La regola base è diversificare il portafoglio. Questo significa distribuire gli investimenti attraverso diversi settori, aree geografiche e asset class per ridurre il rischio.

Cosa permette di fare l'innovazione tecnologica nella diversificazione del portafoglio?

L'innovazione tecnologica, in particolare i big data, permette di diversificare il portafoglio in maniera più appropriata e approfondita, guardando anche al futuro. Questo approccio viene definito 'diversificazione 2.0'.

Chi sono gli esperti citati nell'articolo in relazione alla diversificazione 2.0?

Gli esperti citati sono di Lazard Fund Managers. Secondo loro, è possibile raggiungere un ulteriore livello di diversificazione grazie all'innovazione tecnologica.

Qual è il presupposto fondamentale alla base della necessità di diversificare un portafoglio?

Il presupposto è che nessuno può prevedere il futuro con certezza. La diversificazione serve quindi a mitigare i rischi derivanti dall'incertezza dei mercati.

Quali elementi vengono presi in considerazione nella diversificazione di un portafoglio?

La diversificazione considera settori, aree geografiche e asset class. Distribuire gli investimenti tra questi elementi aiuta a ridurre l'esposizione a rischi specifici.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale

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