Il petrolio resta caro, le tensioni geopolitiche non si attenuano e in Europa torna l’attenzione sugli spread. Eppure, dai dati economici arrivano anche segnali che aiutano i mercati a ridimensionare le preoccupazioni. Gli investimenti in tecnologia, difesa e infrastrutture sostengono ancora il ciclo economico e il dato americano sull’inflazione di settembre ha mostrato un aumento dei prezzi inferiore alle attese, segno di ricadute ancora contenute dell’energia sulle altre componenti.
L’obbligazionario beneficia di un po’ di sollievo dopo la risalita estiva dei rendimenti; si apre così una fase in cui tornano a contare le differenze tra emittenti: se in Francia l’incertezza sulla politica fiscale e l’avvicinarsi delle presidenziali del 2027 alimentano tensioni che si trasmettono anche agli altri Paesi periferici, i rendimenti tedeschi scendono riportando al centro il ruolo della diversificazione fra asset class all’interno della stessa area valutaria.
Sui mercati azionari, invece, prezzi e utili hanno preso strade diverse. Da metà agosto i listini hanno sospeso il rialzo, mentre i profitti delle imprese hanno continuato a crescere, sostenuti dagli investimenti in tecnologia, infrastrutture e difesa. Il risultato sono valutazioni meno care rispetto a qualche mese fa. Resta da capire che cosa possa consentire alle Borse di ritrovare una direzione, tra tensioni internazionali e appuntamenti elettorali. È su questo equilibrio tra incertezza e tenuta dell’economia che si concentra la puntata di novembre di The Globe: al centro, le prospettive dei governativi dopo i massimi estivi dei rendimenti, il sostegno degli utili all’azionario e il contributo del dollaro alla diversificazione. Quali indicazioni per la costruzione dei portafogli?
Guarda la nuova puntata di The Globe, la view di investimento di Eurizon.

