Nonostante gli ultimi avvenimenti che hanno pesato sulle performance del reddito fisso, la view di Vontobel sull’obbligazionario in portafoglio è complessivamente costruttiva. L’analisi di Felipe Villarroel – Partner, Portfolio Management – parte da un presupposto: l’aumento dei rendimenti significa anche che i mercati del reddito fisso offrono oggi margini di protezione più elevati rispetto agli ultimi anni.
Shock energetici, effetti inflazionistici e crescita economica
Finora, l’impatto dello shock energetico sulla crescita economica è stato attenuato dalla capacità dei Paesi di attingere alle proprie riserve per proteggere i consumatori. Da notare che l’aumento dell’inflazione è stato determinato quasi esclusivamente dall’energia, rispetto a un aumento dei prezzi più generalizzato osservatosi nel 2022.
Secondo le stime riportate da Vontobel a settembre 2026 la crescita Usa è ancora prevista intorno al 2,1% per l’anno in corso, mentre i tassi di crescita di Regno Unito ed Eurozona si collocano più vicino all’1%.
Scenario geopolitico e selettività
Di fronte alla maggiore incertezza geopolitica, gli investitori potrebbero richiedere una remunerazione aggiuntiva.
La crescente polarizzazione dell’elettorato alimenta il rischio di scenari politici più estremi. I recenti risultati elettorali in Australia e soprattutto in Germania sembrano confermare questa tendenza. In Francia, la possibilità di un ballottaggio tra Le Pen e Mélenchon alle elezioni presidenziali del 2027 lascia presagire il protrarsi delle tensioni politiche. L’eventuale vittoria di uno dei due candidati potrebbe infatti accrescere l’incertezza sulle future scelte di governo, influenzando la percezione degli investitori nei confronti del debito sovrano francese.
In questo contesto, la stabilità politica assume un valore crescente agli occhi degli investitori. È il caso dell’Italia, dove il governo guidato da Giorgia Meloni è recentemente diventato il più longevo dalla Seconda guerra mondiale. Secondo gli esperti, questa continuità politica ha contribuito alla riduzione degli spread, un andamento che ritengono giustificato alla luce della maggiore stabilità del Paese.
L’incertezza e la frammentazione geopolitica richiedono un approccio particolarmente selettivo, considerando le differenze tra i mercati sovrani in termini di stabilità politica, dinamiche del debito, credibilità fiscale e rendimenti.
Come spiega Villarroel, Vontobel attualmente privilegia i Bund tedeschi rispetto ai Treasury statunitensi, a causa di un rapporto debito/PIL Usa significativamente più elevato rispetto a quello tedesco e di un’inflazione statunitense che sembra essere maggiormente trainata dalla domanda.
Emissioni degli hyperscaler e impatto sulla curva
Le ingenti emissioni obbligazionarie da parte degli hyperscaler potrebbero raggiungere i 250 miliardi di dollari quest’anno.
Dal 2025, una quota particolarmente significativa delle emissioni obbligazionarie degli hyperscaler si è concentrata sulle scadenze più lunghe, aumentando l’offerta di titoli su questo segmento della curva. Tali obbligazioni competono con i Treasury statunitensi a lunga scadenza, perché si rivolgono in parte agli stessi investitori istituzionali. Questa concorrenza ha esercitato una pressione al rialzo anche sui rendimenti dei Treasury trentennali.
Secondo Villarroel, tuttavia, l’elevata offerta ha spinto gli spread creditizi di alcuni hyperscaler su livelli insolitamente elevati rispetto ai rispettivi rating, creando potenziali opportunità di valore relativo, soprattutto tra gli emittenti con fondamentali solidi e attività consolidate nel cloud.
I fondamentali societari restano complessivamente solidi
Se l’aumento delle emissioni obbligazionarie degli hyperscaler ha esercitato pressioni al rialzo sui rendimenti a lunga scadenza e sugli spread creditizi di alcuni emittenti, nel mercato corporate più ampio questi ultimi rimangono invece contenuti rispetto alle medie storiche. A sostenerli è soprattutto la solidità dei fondamentali societari, a partire dal settore finanziario europeo.
Il coefficiente Common Equity Tier 1 (CET1) delle banche europee si attesta intorno al 16%, mentre il rapporto dei crediti deteriorati (NPL) rimane vicino al 2%, elementi a sostegno della stabilità bancaria.
Anche i rating creditizi hanno registrato un notevole miglioramento. Nel 2019, circa il 20% del debito Additional Tier 1 (AT1) presentava prevalentemente rating investment grade. Oggi, invece, tale quota si colloca poco al di sotto del 40%.
Tutto ciò ha contribuito a creare un contesto in cui gli strumenti subordinati del settore finanziario hanno sovraperformato il mercato da inizio anno e, secondo l’esperto, questa sovraperformance potrebbe proseguire.
Il discorso si può poi ampliare anche alle società non finanziarie, che presentano fondamentali solidi, con livelli di leva finanziaria e indici di copertura degli interessi sotto controllo. In questo contesto, secondo l’esperto, il fatto che gli spread creditizi siano inferiori alle rispettive medie di lungo periodo non indica necessariamente valutazioni eccessive. La solidità dei fondamentali societari, infatti, contribuisce a giustificare gli attuali livelli degli spread che, pur non risultando particolarmente convenienti, non sembrano nemmeno esposti al rischio di un significativo ampliamento.

