Un frammento della Dolce Vita di Roma, pronto a lasciare lo scrigno di famiglia in cui è stato riposto gelosamente per più di settant’anni. È The Bulgari Pink, un diamante rosa di quelli introvabili: 24 carati, montato su anello dalla maison romana. Il dipartimento gioielli di Christie’s non se lo è lasciato sfuggire: lo metterà in asta il 10 novembre 2026 a Ginevra come lotto di punta della vendita Magnificent Jewels, cuore della settimana del lusso autunnale della casa d’aste. La stima è di 10-15 milioni di franchi svizzeri, pari a 12-18 milioni di dollari.
La pietra proviene dalla collezione di una “famiglia nobile europea”, il cui nome rimane riservato, ed è la prima volta che viene messa in vendita. La sua provenienza ininterrotta e il suo essere fresca sul mercato ne fanno il perfetto trofeo da agguantare.
- Peso: 24 carati
- Colore: Fancy Intense Pink (Tipo IIa, chimicamente purissimo)
- Stima: 10-15 milioni di franchi svizzeri (12-18 milioni di dollari)
- Origine: Miniere dell’India, grezzo acquistato negli anni ’50
Dal grezzo delle Indie alla vetrina di via Condotti: storia del diamante Bulgari Pink in asta
La storia comincia negli anni Cinquanta, quando il bisnonno dell’attuale proprietario acquistò in India il diamante grezzo che poi sarebbe diventato il Bulgari Pink fra poco in asta. Solo in un secondo momento la pietra fu affidata a Bulgari, che la trasformò nell’anello oggi in catalogo: un solitario rettangolare (taglio smeraldo) affiancato da due baguette. La scelta, sottolinea Christie’s, non fu casuale. In quel decennio il gioielliere romano stava diventando una meta obbligata per i collezionisti e i mecenati più esigenti del mondo, e dunque un interlocutore naturale per una gemma di tale rarità.
Dalle star di Hollywood alla nobiltà europea: il fascino di via Condotti
Gli anni Cinquanta sono anche quelli in cui Roma si impone come capitale del glamour del dopoguerra. Le grandi produzioni americane girano a Cinecittà, le star internazionali affollano la città e nasce quella che passerà alla storia come “Hollywood sul Tevere”. La boutique Bulgari di via Condotti diventa un crocevia mondano e culturale, frequentato da molte delle celebrità più note del tempo. Christie’s ne ricorda due coppie su tutte: Elizabeth Taylor e Richard Burton, Audrey Hepburn e Mel Ferrer.
Il riferimento non è soltanto evocativo. Il sodalizio fra Taylor e la maison romana è uno dei capitoli più celebri della gioielleria del Novecento, e fu proprio Christie’s a disperdere a New York, nel dicembre 2011, la collezione di gioielli dell’attrice. Per la casa d’aste, quella di via Condotti è una storia di famiglia anche dal proprio punto di vista.

The Bulgari Pink, diamante Fancy Intense Pink di 24 carati montato su anello da Bulgari. Stima: 10-15 milioni di franchi svizzeri. Courtesy Christie's
Un diamante rosa ai vertici delle classificazioni
Sul piano tecnico, il diamante ha ricevuto il grado di colore Fancy Intense Pink. Nella scala con cui il Gemological Institute of America classifica i diamanti colorati, l’intensità sale da Faint a Fancy Vivid: Fancy Intense è il gradino immediatamente inferiore al vertice, e su una pietra di 24 carati rappresenta una combinazione rarissima. Diversamente da gialli e blu, il cui colore dipende da tracce di azoto o boro, i diamanti rosa devono la loro tinta a una deformazione del reticolo cristallino avvenuta in profondità, un’origine che ancora oggi la scienza non ha chiarito del tutto.
Altrettanto significativo è il taglio a smeraldo rettangolare. Una geometria che privilegia la limpidezza e l’eleganza delle linee rispetto ai riflessi, e che non perdona: lascia vedere l’interno della pietra senza “filtri”. Per questo nei diamanti colorati si ricorre spesso a tagli misti, capaci di concentrare la saturazione. Sceglierlo su un rosa di queste dimensioni significa puntare sulla qualità intrinseca della gemma.
Il diamante Bulgari Pink in asta appartiene al club ristretto del “Tipo IIa”
C’è poi una caratteristica che i collezionisti guardano con attenzione crescente. The Bulgari Pink appartiene ai diamanti di Tipo IIa, una categoria che secondo Christie’s rappresenta meno del 2% dei diamanti di qualità gemmologica. Sono pietre chimicamente quasi pure, prive o quasi di azoto, e per questo dotate di una trasparenza eccezionale.
È la stessa famiglia a cui appartengono molti dei diamanti storici più celebri, a partire proprio da quelli provenienti dalla mitica Golconda, l’antico distretto dell’India meridionale che per secoli lasciò affiorare le gemme più preziose del mondo. Quelle miniere sono ormai esaurite da circa due secoli.
Perché un solo gradino di colore può valere decine di milioni
Diviso per il peso, il valore stimato oscilla fra circa 417mila e 625mila franchi svizzeri per carato. Cifre importanti, ma lontane dai vertici toccati dai rosa Fancy Vivid, il grado superiore. Il termine di paragone più immediato si trova proprio nelle sale ginevrine di Christie’s: nel novembre 2018 il Pink Legacy, 18,96 carati Fancy Vivid proveniente dalla famiglia Oppenheimer, fu aggiudicato per circa 50,4 milioni di franchi, oltre 2,6 milioni a carato, e passò poi a Harry Winston. Nel novembre 2022, sempre a Ginevra, il Fortune Pink, 18,18 carati Fancy Vivid a goccia, superò i 28 milioni di franchi.
Il confronto dice molto su come il mercato misuri la rarità: un solo gradino di saturazione può moltiplicare il prezzo per carato. Ma dice anche che, a parità di colore, provenienza e taglio d’autore restano variabili capaci di spostare l’asticella.
Settant’anni nella stessa famiglia
Dai giacimenti indiani agli atelier Bulgari, passando per più generazioni della stessa casata, il percorso della pietra non presenta interruzioni nella catena di proprietà. L’anello sarà esposto al pubblico dal 5 al 10 novembre e andrà all’incanto il 10 novembre al Four Seasons Hotel des Bergues di Ginevra, nel corso della vendita dal vivo Magnificent Jewels.
Una pietra, conclude Christie’s, di «eccezionale rarità e durevole eleganza».

