Alla fine è arrivata la prima grande banca pronta a tagliare la propria squadra di consulenti finanziari come conseguenza diretta delle nuove potenzialità tecnologiche dell’intelligenza artificiale. Si tratta della britannica HSBC, colosso presente in 56 Paesi e seconda maggiore banca europea per asset.
Nel Regno Unito, ha riferito il Financial Times citando persone a conoscenza dei piani, la banca intende tagliare circa la metà delle posizioni manageriali e specialistiche della divisione wealth management. Fra i consulenti finanziari la falce sarebbe ancora più dura, con una riduzione vicina al 70% secondo una delle fonti raggiunte dal quotidiano britannico. Superata l’attuale “fase di consultazione”, le uscite diventerebbero esecutive già entro la fine di ottobre. Tagli “profondi, estesi e brutali”, li ha definiti una delle fonti.
HSBC, il primo grande taglio dei consulenti legato all’AI
Secondo la ricostruzione del Financial Times, le mosse draconiane di HSBC rientrano in una strategia volta a utilizzare l’intelligenza artificiale per assistere la clientela più facoltosa. Se il piano dovesse essere confermato nelle dimensioni indicate, si tratterebbe del più grande intervento di riduzione dei consulenti finanziari finora esplicitamente collegato alle potenzialità dell’AI.
E segnerebbe anche un ribaltamento rispetto alle prospettive fin qui reiterate da molti manager del settore. La tesi prevalente, infatti, è stata che l’intelligenza artificiale non avrebbe ridotto il bisogno di personale direttamente a contatto con i clienti del wealth management. Al contrario, liberando i professionisti da una parte degli oneri amministrativi, avrebbe consentito loro di dedicare più tempo alla relazione e aumentare la frequenza dei contatti con la clientela.
Nei mesi scorsi, l’intervento sul personale che più ricordava quello di HSBC era stato annunciato da Morgan Stanley nel febbraio 2024. Anche in quel caso era stata interessata la divisione Wealth, ma il collegamento con l’AI non era altrettanto diretto e, soprattutto, l’ordine di grandezza era molto più contenuto: si parlava di un taglio pari a circa l’1% del personale della divisione, ossia fra 300 e 400 uscite.
AI e banche, finora la paura riguardava soprattutto gli sportelli
All’interno del mondo bancario, finora gran parte dei timori occupazionali legati all’automazione si era concentrata soprattutto sugli addetti agli sportelli e sulle funzioni operative, più che sui consulenti finanziari, generalmente considerati più strategici nel lungo periodo.
Il presidente di Assonova Giuliano Xausa, intervenendo a un evento a Verona, aveva richiamato il potenziale impatto negativo dell’AI sull’occupazione bancaria, citando 500mila licenziamenti in Europa e la prospettiva di arrivare ad avere fino al 40% di bancari in meno. Anche Morgan Stanley ha stimato che nelle banche europee potrebbero essere a rischio circa 200mila posti di lavoro entro il 2030, pari a quasi il 10% della forza lavoro del settore.
Il caso HSBC sposta però il bersaglio potenziale dei tagli, visto che la riduzione non riguarderebbe soltanto ruoli amministrativi, operativi o di supporto, ma arriverebbe direttamente a una delle figure che più di altre incarnano il rapporto personale fra banca e cliente: il consulente finanziario.
HSBC aveva promesso un’AI al fianco dei relationship manager
HSBC è da tempo una delle banche più esplicite nel voler integrare l’intelligenza artificiale nella propria strategia. “Stiamo mettendo l’intelligenza artificiale a disposizione dei relationship manager per aiutarli a servire i clienti più rapidamente, personalizzando al tempo stesso l’esperienza attraverso un’assistenza più pertinente”, aveva affermato a luglio il ceo di HSBC, Georges Elhedery.
Lo stesso manager aveva però subito precisato che “quando arriva il momento di agire, quando complessità, rischio e incertezza sono ai massimi livelli, i clienti continuano a volere una relazione basata sulla fiducia: qualcuno che metta in discussione le loro ipotesi, fornisca il giusto contesto ed eserciti il proprio giudizio”. Parole che non lasciavano certo presagire una riduzione vicina al 70% dei consulenti finanziari britannici.
Che HSBC volesse spingere molto più avanti la sperimentazione tecnologica era però già apparso chiaro a giugno, quando la banca aveva annunciato una partnership pluriennale con Google Cloud che, fra i principali casi d’uso, prevedeva l’“hyper-personalised wealth management support”.
L’obiettivo dichiarato era combinare gli insight prodotti dall’intelligenza artificiale con la competenza dei relationship manager, permettendo a migliaia di banker HSBC di offrire un supporto più proattivo e personalizzato e indicazioni in tempo reale lungo l’intero percorso del cliente.
Il piano britannico suggerisce ora che i guadagni di produttività derivanti da quella combinazione potrebbero avere un effetto molto più radicale sulla struttura delle reti di consulenza.

