Pmi familiari, la quotazione come chiave del passaggio generazionale

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Chiave d'oro che sblocca un tassello di un puzzle metallico, metafora della liquidità e protezione degli hedge fund per i portafogli dei family office nel 2026.

Pmi familiari e quotazione: come la Borsa può favorire il passaggio generazionale, diversificare il patrimonio e preservare il controllo della famiglia

Indice

Nel wealth management un principio è universalmente condiviso: concentrare la quasi totalità del patrimonio in un unico investimento illiquido rappresenta il massimo livello di rischio.
Eppure è esattamente ciò che accade nella maggior parte delle famiglie imprenditoriali italiane.

L’impresa costituisce spesso oltre l’80% del patrimonio familiare. Un asset non diversificato, illiquido, esposto ai rischi del mercato, del settore, della governance e, soprattutto, del passaggio generazionale. Se fosse un prodotto finanziario, difficilmente un consulente lo proporrebbe a un cliente con un simile grado di concentrazione.

Eppure, quando quell’asset coincide con l’azienda di famiglia, la percezione cambia radicalmente. L’impresa viene vissuta come il patrimonio da preservare ad ogni costo, mentre raramente viene analizzata con gli stessi criteri di valutazione del rischio che applichiamo a qualsiasi altro investimento.

Quotazione e passaggio generazionale: il ruolo del mercato dei capitali

È proprio qui che il mercato dei capitali può assumere un ruolo strategico.
La quotazione non dovrebbe essere letta esclusivamente come uno strumento per raccogliere risorse finanziarie, ma come una sofisticata operazione di pianificazione patrimoniale e di governo del passaggio generazionale.

Per molte imprese familiari il vero problema non è infatti trovare capitali, ma garantire continuità all’azienda quando la generazione fondatrice lascia progressivamente la guida dell’impresa.
Le statistiche confermano che il passaggio generazionale rappresenta uno dei principali fattori di mortalità delle aziende familiari. Gli eredi hanno spesso competenze differenti, aspettative diverse e, non di rado, livelli di coinvolgimento profondamente eterogenei. Alcuni desiderano assumere ruoli manageriali, altri preferiscono rimanere semplici investitori, altri ancora aspirano a monetizzare il valore della propria partecipazione.

È in questo contesto che il mercato Euronext Growth Milan (Egm), dedicato in particolare al mondo delle pmi, offre una soluzione troppo spesso sottovalutata.

Imprese familiari: quotarsi senza perdere il controllo

Contrariamente a un luogo comune ancora molto diffuso, quotarsi non significa perdere il controllo della propria impresa.
Le operazioni realizzate sul mercato Egm dimostrano esattamente il contrario. Nella maggior parte dei casi il flottante rappresenta una quota contenuta del capitale, normalmente compresa tra il 20% e il 35%, mentre la famiglia mantiene una partecipazione largamente maggioritaria, continuando a determinare la strategia industriale della società.

La quotazione consente quindi di aprire il capitale senza rinunciare al controllo. È una differenza sostanziale.
L’ingresso di investitori istituzionali e professionali non sostituisce la famiglia imprenditoriale, ma ne rafforza il progetto di sviluppo, apportando risorse finanziarie, maggiore credibilità sul mercato e un significativo miglioramento della governance.

Quotazione e governance: come cambia l’impresa familiare

Per banker e family office questo dovrebbe rappresentare un cambio di paradigma.
L’azienda non è più soltanto un bene illiquido destinato ad essere trasmesso agli eredi, ma diventa un patrimonio capace di evolvere, acquisire un valore di mercato trasparente e offrire nel tempo opportunità di liquidità senza compromettere la continuità aziendale.
La quotazione introduce inoltre una disciplina gestionale che costituisce uno dei più efficaci antidoti ai conflitti familiari.

L’adozione di procedure di governance più evolute, il confronto costante con il mercato, la presenza di amministratori indipendenti, la trasparenza informativa e sistemi di controllo più strutturati favoriscono quella progressiva separazione tra proprietà e gestione che rappresenta uno degli elementi chiave per il successo delle successioni imprenditoriali.
L’impresa smette così di dipendere esclusivamente dalla figura del fondatore e diventa un’organizzazione capace di sopravvivere alle persone.

Società e wealth management: dalla successione alla crescita

Quotazione e crescita: il capitale come strumento strategico

Vi è poi un ulteriore aspetto che interessa direttamente il mondo del wealth management.
Una società quotata dispone di uno strumento di crescita che le aziende chiuse non possiedono: il proprio capitale. Le azioni possono essere utilizzate per acquisizioni, aggregazioni industriali, operazioni straordinarie e piani di incentivazione del management. In altre parole, la quotazione rende l’impresa meno dipendente dal patrimonio personale dell’imprenditore e più capace di autofinanziare il proprio sviluppo.

Per questo motivo il tema della quotazione dovrebbe entrare stabilmente nelle discussioni tra imprenditore, private banker, family office e consulenti della pianificazione patrimoniale.
Troppo spesso il passaggio generazionale viene affrontato esclusivamente attraverso strumenti giuridici – holding, trust, patti di famiglia o altri meccanismi di segregazione patrimoniale – certamente fondamentali, ma non sempre sufficienti se l’asset principale della famiglia continua a rimanere un investimento fortemente concentrato e illiquido.

Quotazione e pianificazione patrimoniale

La vera sfida consiste nel coniugare protezione del patrimonio e sviluppo dell’impresa.
Sotto questo profilo il mercato Egm rappresenta una straordinaria opportunità per le pmi italiane. Consente di raccogliere capitale per crescere, preservare il controllo familiare, aumentare il valore dell’azienda, favorire l’ingresso della nuova generazione in una governance più moderna e, soprattutto, evitare che il passaggio generazionale si trasformi nell’anticamera della vendita dell’impresa.

In un Paese nel quale il patrimonio industriale coincide in larga misura con quello delle famiglie imprenditoriali, la quotazione non dovrebbe più essere considerata l’alternativa alla continuità familiare ma, al contrario, uno strumento di garanzia di continuità.

Domande frequenti su Pmi familiari, la quotazione come chiave del passaggio generazionale

Qual è il principale rischio finanziario identificato per la maggior parte delle famiglie imprenditoriali italiane secondo l'articolo?

Il principale rischio finanziario è la concentrazione di quasi la totalità del patrimonio in un unico investimento illiquido, ovvero l'impresa stessa. Questo asset non diversificato espone la famiglia a molteplici rischi di mercato, settoriali e di governance.

In che percentuale l'impresa costituisce tipicamente il patrimonio delle famiglie imprenditoriali italiane?

L'impresa costituisce spesso oltre l'80% del patrimonio familiare. Questa elevata percentuale evidenzia una forte dipendenza dall'andamento e dalla stabilità dell'attività imprenditoriale.

Quali sono i principali rischi a cui è esposta un'impresa che rappresenta la maggior parte del patrimonio familiare?

L'impresa è esposta ai rischi del mercato, del settore specifico in cui opera, della sua governance interna e, in modo particolare, ai rischi legati al passaggio generazionale.

Quale strategia viene suggerita dall'articolo per mitigare il rischio di concentrazione patrimoniale nelle imprese familiari?

L'articolo suggerisce la quotazione in borsa come chiave per affrontare il passaggio generazionale e diversificare il patrimonio. Questo processo può fornire capitale e migliorare la struttura finanziaria.

Come viene descritto il patrimonio di un'impresa familiare che costituisce la maggior parte della ricchezza della famiglia?

Il patrimonio è descritto come un asset non diversificato e illiquido. La sua illiquidità rende difficile la sua liquidazione rapida in caso di necessità, aumentando la vulnerabilità finanziaria della famiglia.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Vignetta dell'avvocato Gianluigi Serafini, partner di GA-Alliance e Adgiunct professor in Bologna Business School - Università degli studi di Bologna.

di Gianluigi Serafini

È partner di GA-Alliance, studio legale internazionale che opera in 73 paesi, attraverso 2.500 professionisti ed è Adgiunct professor in Bologna Business School – Università degli studi di Bologna – dov’è Program director del corso “Family business – governance” e del corso “Cfo in a private equity company”. È esperto in contrattualistica di impresa ed M&A, mercati di capitali, wealth management e gestione di patrimoni aziendali. Inoltre è competente nel settore delle privatizzazioni, quale consulente di primari enti con riferimento alle multi-utility, alle fiere e alle società aeroportuali.

Vuoi capire se la quotazione può diventare uno strumento per gestire il passaggio generazionale?

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