Il 2 giugno 2026, le azioni di Marvell Technology hanno registrato un rialzo di circa il 33%¹ in una sola seduta, dopo che Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha definito la società una potenziale “prossima azienda da mille miliardi di dollari”. Un episodio che può sembrare un semplice aneddoto ma che, secondo Carmignac, è indicativo dell’attuale mercato tecnologico guidato dal momentum. Una singola narrativa, una dichiarazione favorevole o un dato possono infatti innescare movimenti sproporzionati dei prezzi azionari.
Tecnologia: investire in un mercato guidato dal momentum
Il rialzo del settore dei semiconduttori è diventato sempre più instabile sotto la superficie. Alcune società, come Micron, Intel, Arm e Marvell, hanno registrato rialzi di diverse centinaia di punti percentuali nel secondo trimestre del 2026, mentre titoli come Nvidia hanno sottoperformato gli indici. Una dinamica che mette in luce sia la forza sia la fragilità dell’attuale contesto di mercato. Il rialzo resta fortemente concentrato sui temi legati all’intelligenza artificiale, ma la leadership può cambiare rapidamente. Di conseguenza, la disciplina nelle valutazioni assume un’importanza crescente.
La risposta di Carmignac Portfolio Tech Solutions a un mercato dominato dal momentum consiste nell’investire nei vincitori del settore tecnologico senza diventarne ostaggio. Per raggiungere questo obiettivo, una quota significativa del portafoglio viene investita al di fuori dei principali indici globali: circa il 50%² delle posizioni non appartiene all’indice MSCI ACWI Information Technology. Una scelta che riflette la volontà di guardare oltre i nomi tecnologici dominanti, alla ricerca di fonti di rendimento differenziate.
Diversificare oltre i grandi indici tecnologici
Un altro elemento distintivo della strategia è l’esposizione ai mercati emergenti, pari al 36%³ alla fine di giugno 2026. Secondo Carmignac, questo approccio consente di ampliare l’universo delle opportunità e di ridurre la dipendenza dai leader dei mercati sviluppati, ormai molto affollati. Permette inoltre di accedere a motori di crescita influenzati da dinamiche macroeconomiche, geopolitiche e specifiche delle singole società.
In un mercato sempre più dominato dai titoli tecnologici a mega capitalizzazione, la società ritiene inoltre che le aziende a piccola e media capitalizzazione possano rappresentare un terreno fertile per la gestione attiva. Si tratta infatti di società generalmente meno seguite dagli analisti e meno presenti nei portafogli degli investitori. Concentrandosi su aziende caratterizzate da un vantaggio competitivo duraturo, prospettive di crescita interessanti e una rigorosa disciplina nell’allocazione del capitale, l’obiettivo è costruire un portafoglio al tempo stesso agile e diversificato.
La costruzione del portafoglio viene infine gestita attivamente anche attraverso l’esposizione ai fattori. In particolare, Carmignac punta a mantenere un orientamento verso titoli con valutazioni inferiori rispetto a quelle dell’indice di riferimento⁴. L’obiettivo è partecipare alla crescita di lungo periodo del settore tecnologico, limitando al contempo l’esposizione alle aree più speculative del mercato.
L’esperienza del gestore in un settore in evoluzione
Prima di entrare in Carmignac nell’aprile 2024, Kristofer Barrett, gestore della strategia, ha trascorso quasi 18 anni in Swedbank Robur, dove ha gestito fondi azionari dei mercati sviluppati ed emergenti. Nel 2020 ha assunto la gestione del fondo tecnologico di Swedbank Robur che, al momento della sua uscita, amministrava un patrimonio di 12,8 miliardi di euro⁵.
Per valorizzare l’esperienza di Kristofer nel settore tecnologico, Carmignac ha lanciato nel giugno 2024 una strategia dedicata alla tecnologia. Oggi Kristofer è affiancato da tre analisti: Somesh Batra, specialista del settore tecnologico, Yunfan Bao, che segue la catena del valore della tecnologia asiatica ed Eirik Fladmark, specializzato nel software.
Crescita, ma non a qualsiasi prezzo
Con il riemergere delle preoccupazioni legate al livello dei tassi di interesse e alla stagflazione, è legittimo che gli investitori si chiedano come una strategia azionaria tecnologica come Carmignac Portfolio Tech Solutions possa comportarsi durante brusche rotazioni settoriali. Fasi di questo tipo possono infatti risultare sfavorevoli ai tradizionali fondi orientati alla crescita, o growth.
Il principale strumento utilizzato per limitare il potenziale impatto di un cambiamento del regime di mercato consiste nel porre le valutazioni al centro del processo di analisi delle opportunità di investimento.
A livello di singoli titoli, l’attenzione si concentra principalmente sul rapporto EV/FCF (Enterprise Value/Free Cash Flow), che offre una prospettiva più completa rispetto ai semplici multipli degli utili. Questo indicatore tiene infatti conto della struttura di bilancio, dei costi di finanziamento e dell’intensità di capitale. Un approccio che riflette la più ampia filosofia d’investimento della società: combinare una tradizionale disciplina value con una strategia orientata alla crescita di qualità.
A livello di portafoglio, questo approccio consente di bilanciare società ad alta crescita, caratterizzate da un rendimento del free cash flow più contenuto, con aziende dai ritmi di crescita più moderati e da un diverso profilo di generazione del free cash flow.
Oltre alla disciplina nelle valutazioni, Carmignac è disposta ad adottare un approccio realmente contrarian quando le aspettative del mercato, riflesse nelle valutazioni, divergono dalla propria stima del valore intrinseco. Assumere una posizione “controcorrente” non rappresenta un orientamento permanente. Si tratta piuttosto di una risposta, legata al contesto, alle distorsioni dei prezzi generate dal sentiment di mercato. Un approccio utile nella costruzione del portafoglio, soprattutto nello scenario attuale, in cui il regime di mercato è fortemente influenzato dal momentum.
Intelligenza artificiale: perché guardare ai prossimi anni
La sfida principale per Carmignac Portfolio Tech Solutions consiste nel sapersi orientare in un mercato in cui la tecnologia è diventata contemporaneamente la principale fonte di ottimismo e uno dei maggiori rischi di concentrazione.
I mercati continuano a essere fortemente guidati dal momentum, con una leadership ristretta e segnali di eccesso in alcuni segmenti legati all’intelligenza artificiale. Sia negli Stati Uniti sia in Asia, gli indici azionari sono stati trainati da un unico tema dominante: i semiconduttori. Quello che era iniziato come entusiasmo per i principali beneficiari dell’intelligenza artificiale si è progressivamente esteso anche a società di semiconduttori di dimensioni più contenute e qualità inferiore. Alcune di queste hanno raddoppiato o triplicato il proprio valore negli ultimi mesi. In diversi casi, le valutazioni sembrano ormai incorporare anni di crescita aggressiva, nonostante una visibilità ancora limitata sui fondamentali.
Nei prossimi mesi è probabile che il dibattito sull’intelligenza artificiale cambi direzione. Gli investitori si interrogano sempre più sulla possibilità che le società dell’hardware stiano catturando una quota eccessiva del valore generato dall’AI. I produttori di semiconduttori e hardware stanno beneficiando dei colli di bottiglia dell’offerta e del proprio potere di determinazione dei prezzi. Nel tempo, però, l’aumento dei costi delle infrastrutture potrebbe pesare sulla domanda.
Anche il tema dell’efficienza sta acquisendo maggiore rilevanza. Cresce infatti l’attenzione verso modelli meno costosi, alternative open source e una migliore distribuzione dei carichi di lavoro dell’AI, con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo dei token e i costi infrastrutturali.
Dal punto di vista tattico, questo scenario ha portato Carmignac a ridurre l’esposizione agli hyperscaler e ad allontanarsi dai titoli più speculativi del settore dei semiconduttori. L’attenzione si concentra invece sui leader di maggiore qualità, le cui valutazioni rimangono più interessanti, come Nvidia.
Software e AI: un approccio selettivo
Per quanto riguarda il software, l’approccio rimane molto selettivo. Con il passaggio dell’intelligenza artificiale dalla fase di sperimentazione a quella di produzione, il valore potrebbe concentrarsi in alcuni livelli della componente software che ne consentono l’utilizzo su larga scala. Tra questi rientrano orchestrazione, gestione delle autorizzazioni, test, sicurezza, pipeline di rilascio e integrazione nei sistemi aziendali. Questo aspetto assume particolare rilevanza per il software destinato agli sviluppatori. Se gli agenti di programmazione dovessero diventare uno dei primi casi d’uso su larga scala dell’AI agentica nelle imprese, le aziende avranno bisogno di strumenti più avanzati per gestire il codice generato dall’intelligenza artificiale.
Questa prospettiva giustifica un incremento dell’esposizione ad Atlassian e GitLab, società integrate nei flussi di lavoro degli sviluppatori. Entrambe potrebbero beneficiare di un aumento del volume delle modifiche al codice e di maggiori esigenze di governance.
Infrastrutture AI: prospettive ancora solide
Al di là della prudenza nel breve periodo, Carmignac ritiene che le prospettive di medio termine per le infrastrutture legate all’intelligenza artificiale rimangano solide. Il ciclo sembra destinato a prolungarsi, piuttosto che a raggiungere il proprio picco. A sostenerlo sono la continua crescita della spesa in conto capitale legata all’AI da parte delle principali piattaforme cloud e gli impegni infrastrutturali di più lungo periodo assunti dai principali clienti dell’intelligenza artificiale.
Un altro elemento rilevante è l’ampliamento della domanda oltre l’addestramento dei modelli di frontiera. L’AI agentica sta entrando nel software aziendale, mentre l’edge AI, o intelligenza artificiale all’edge, sta creando nuovi punti di accesso per l’inferenza. Allo stesso tempo, l’AI fisica sta aggiungendo un ulteriore livello di domanda di capacità di calcolo attraverso la robotica, la simulazione e l’automazione del mondo reale.
Questo suggerisce che la domanda non si stia semplicemente spostando da una generazione di chip alla successiva. È probabile, infatti, che ogni nuova generazione sia destinata a servire una base più ampia di carichi di lavoro, clienti e ambienti di distribuzione. A titolo di esempio, la domanda per l’attuale piattaforma Blackwell di Nvidia potrebbe rimanere sostenuta più a lungo rispetto a un normale ciclo di prodotto, anche mentre i clienti si preparano alla piattaforma Rubin di nuova generazione. Il punto centrale è che Blackwell e Rubin potrebbero non rappresentare un semplice ciclo di sostituzione. Potrebbero invece costituire livelli successivi di capacità, assorbiti da un mercato delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale in continua espansione.
1Fonte: Bloomberg, 30/06/2026.
2Fonte: Carmignac, 30/06/2026.
3Fonte: Carmignac, 30/06/2026.
4MSCI AC World.
5Fonte: Morningstar, febbraio 2024.
Carmignac Portfolio Tech Solutions F EUR ACC
ISIN: LU2809794576
Periodo minimo di investimento consigliato
5 anni
Livello di rischio*
5/7
Classificazione SFDR**
Articolo 9
*Scala di Rischio del KID (documento contenente le informazioni chiave). Il rischio 1 non significa che l’investimento sia privo di rischio. Questo indicatore può evolvere nel tempo. **Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari) 2019/2088. La classificazione SFDR dei Fondi può evolvere nel tempo.
Principali rischi del Fondo
Azionario: Le variazioni del prezzo delle azioni, la cui portata dipende da fattori economici esterni, dal volume dei titoli scambiati e dal livello di capitalizzazione delle società, possono incidere sulla performance del Fondo.
Cambio: Il rischio di cambio è connesso all’esposizione, mediante investimenti diretti ovvero utilizzando strumenti finanziari derivati, a una valuta diversa da quella di valorizzazione del Fondo.
** Mercati Emergenti:** Le condizioni di funzionamento e di controllo dei mercati “emergenti” possono divergere dagli standard prevalenti nelle grandi borse internazionali e avere implicazioni sulle quotazioni degli strumenti quotati nei quali il Fondo può investire.
Gestione Discrezionale: Le previsioni sull’andamento dei mercati finanziari formulate dalla società di gestione esercitano un impatto diretto sulla performance del Fondo, che dipende dai titoli selezionati
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