La ricchezza globale guarda al private insurance

Globo di vetro con mappa del mondo illuminata e connessioni, su un tavolo di marmo.

La ricchezza cresce, ma cambiano anche i bisogni di chi la detiene. Protezione, governance e passaggio generazionale rendono il private insurance sempre più centrale nella pianificazione dei grandi patrimoni

La ricchezza globale continua a crescere. A cambiare, però, è anche il modo in cui gli High Net Worth Individuals gestiscono e proteggono il proprio patrimonio. È uno dei trend più evidenti del Global Wealth Report 2025 di UBS, che mostra un’evoluzione interessante: in alcuni mercati la quota di ricchezza finanziaria destinata a strumenti assicurativi e pensionistici è in crescita, arrivando in certi casi a superare quella destinata a strumenti finanziari più tradizionali.

Partendo dai numeri, insieme a Fabrizio Palumbo, Group Country Head per l’Italia di Octium, analizziamo le ragioni alla base di questa evoluzione e il ruolo crescente del private insurance nella gestione dei grandi patrimoni.

Dalla crescita alla pianificazione di lungo periodo

La ricerca condotta da UBS delinea una distribuzione della ricchezza finanziaria che cambia in base al Paese di provenienza. Gli Usa, per esempio, tra i cinque mercati presi in considerazione – insieme a Svizzera, Singapore, Australia e Regno Unito – detengono la più alta percentuale di allocazione in titoli o altri prodotti finanziari. Negli altri quattro mercati, invece, il peso di pensioni e assicurazioni risulta più rilevante. Secondo UBS, Singapore registra la quota più alta pari al 31% della ricchezza finanziaria totale, seguita dal Regno Unito con il 30%, dalla Svizzera con il 27% e dall’Australia con il 26%.

Nell’epoca della longevità, il maggiore interesse della clientela HNWI più sofisticata verso strumenti di gestione patrimoniale orientati al lungo periodo può rappresentare quasi un corso naturale delle cose. Ma perché orientarsi proprio verso soluzioni assicurative?

“L’interesse crescente verso le soluzioni assicurative nasce dal bisogno di strumenti capaci di dare ordine e stabilità a patrimoni sempre più articolati. Pur non operando direttamente in molti dei mercati internazionali analizzati nel Report di UBS, osserviamo come questi trend influenzino profondamente anche la clientela europea e internazionale a cui ci rivolgiamo. Per molti di questi clienti la polizza vita rappresenta un modo efficace per trasformare la crescita della ricchezza in una pianificazione strutturata, che tenga conto della longevità, della complessità familiare e della necessità di coordinare decisioni finanziarie nel tempo”, spiega Palumbo.

Quando la ricchezza cerca protezione

La crescita della ricchezza globale è un trend destinato a proseguire nei prossimi anni. Secondo UBS, entro il 2029 nel mondo ci saranno oltre cinque milioni di nuovi milionari in dollari. Un passaggio che, per l’intero settore del wealth management, si tradurrà in clienti ancor più sofisticati da gestire, nuovi bisogni da intercettare e strategie patrimoniali sempre più articolate.

Un altro dato significativo si lega all’aumento degli EMILLI, gli Everyday Millionaires: una categoria di investitori con una ricchezza compresa tra 1 e 5 milioni di dollari, in progressiva crescita a livello globale.

In un contesto macroeconomico che ha abituato investitori e risparmiatori a convivere con fattori ormai strutturali – come volatilità e incertezza – le priorità del wealth management si sono ampliate. Accanto alla ricerca di rendimento, entrano sempre più spesso in gioco la gestione della regolamentazione, la tutela del patrimonio anche da un punto di vista legale, l’accesso a nuove opportunità di investimento e, soprattutto, la gestione di patrimoni sempre più internazionali.

È una condizione tipica della clientela HNWI contemporanea: famiglie con residenze, asset e interessi distribuiti in diverse giurisdizioni. Un aspetto centrale, anche in ottica di passaggio generazionale, che si lega direttamente al mondo assicurativo e al private insurance, oggi chiamato a offrire strumenti capaci di accompagnare patrimoni cross-border, coordinando pianificazione, fiscalità e governance.

“Per i clienti con interessi internazionali, la polizza vita offre un equilibrio unico tra protezione, integrazione degli asset e una governance chiara, permettendo di adattarsi ai cambiamenti della vita familiare o della residenza fiscale senza dover ripensare l’intera architettura patrimoniale”, sottolinea Palumbo. “In un contesto cross‑border, la compliance resta un tema centrale: le soluzioni assicurative consentono di gestire il patrimonio in modo trasparente e conforme alle normative di diversi Paesi, riducendo i rischi operativi e garantendo un quadro stabile sia per il cliente sia per i suoi consulenti.”

Family office e Next Gen: il patrimonio non è solo capitale

Oggi trasferire ricchezza non significa più soltanto trasferire capitale. Nei grandi patrimoni, ciò che passa da una generazione all’altra include anche metodo, responsabilità, governance e capacità di prendere decisioni in contesti sempre più complessi. È un tema che riguarda da vicino l’intera industria del wealth management e, in modo particolare, i family office chiamati non solo a gestire gli asset della famiglia ma anche a preparare chi dovrà ereditarli e governarli.

UBS nel suo Global Family Office Report 2026 fotografa bene questa evoluzione. Da un lato, il 60% dei family office dichiara di voler modificare la propria asset allocation strategica nei prossimi 12 mesi, segnale di una revisione più attiva dei portafogli in un contesto segnato da incertezza geopolitica, rischio di concentrazione e ricerca di resilienza. Dall’altro, il report evidenzia un nodo ancora più profondo: sebbene aumentino i piani di successione patrimoniale, molte strutture continuano a coinvolgere poco la Next Gen nelle decisioni del family office e nella governance familiare.

È proprio qui che il passaggio generazionale smette di essere solo un tema giuridico o fiscale e diventa una questione di architettura patrimoniale.

“Per le famiglie HNWI e UHNWI, il passaggio generazionale non riguarda solo il trasferimento degli asset, ma la continuità della governance e della visione familiare. In presenza di patrimoni distribuiti in più giurisdizioni, la successione richiede una pianificazione patrimoniale capace di coordinare normative diverse, proteggere gli asset e accompagnare la Next Gen nel proprio ruolo. Le soluzioni assicurative offrono un quadro stabile e trasparente che facilita questo processo continuo, riducendo il rischio di frammentazione e garantendo una trasmissione ordinata e coerente nel tempo”, conclude Palumbo.

In questa prospettiva, il private insurance può essere letto come parte di una pianificazione più ampia, accanto a trust, holding, family office, consulenza legale e fiscale. Il suo valore sta nella capacità di combinare investimento, protezione e trasmissione patrimoniale dentro una struttura flessibile, particolarmente rilevante quando il patrimonio, la famiglia e gli interessi economici non sono più concentrati in un solo Paese.

di Paola Ragno

Giornalista pubblicista e Senior Content Editor di We Wealth, è laureata in Mediazione linguistica e interculturale presso l’Università degli Studi di Bari. In We Wealth cura lo sviluppo di prodotti multimediali e redazionali, per l’online e il cartaceo. Nel passato ha lavorato e collaborato anche con Class CNBC.

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