I mercati emergenti stanno attirando un’attenzione sempre maggiore da parte degli investitori. Ma che cos’è precisamente il debito dei mercati emergenti? Quali sono i rischi a esso associati? E perché oggi può rappresentare un’opportunità? Vontobel risponde a queste domande, offrendo una panoramica del segmento.
Cos’è il debito dei mercati emergenti?
Il debito dei mercati emergenti è il segmento di mercato che comprende le obbligazioni emesse da governi o società di economie emergenti, come Messico, Sudafrica, Polonia o Indonesia. Si distingue dal debito emesso dai mercati sviluppati, come gli Stati Uniti o la Germania.
Esistono tre principali categorie di EMD: il debito sovrano, il debito societario e il debito in valuta locale. Il primo è il debito emesso dai governi dei Paesi emergenti in valuta forte, tipicamente dollari statunitensi, per finanziare il proprio sviluppo. Il debito societario, a sua volta, è emesso dalle aziende con sede nei mercati emergenti, generalmente in valuta forte, per sostenere crescita e investimenti. Infine, il debito in valuta locale è emesso e rimborsato nella valuta domestica, invece che in valute forti come il dollaro o l’euro.
Quali sono i rischi?
Il debito dei mercati emergenti non è privo di rischi. Da una parte, esistono fattori globali a cui l’EMD è sensibile, sia per la sua natura obbligazionaria sia per le caratteristiche delle economie emittenti. Dall’altra, vi sono rischi specifici dei singoli Paesi e degli emittenti.
Fattori globali a cui è sensibile il debito dei mercati emergenti
Il primo fattore, comune alle obbligazioni a tasso fisso, è la sensibilità ai tassi di interesse. Esiste infatti una relazione inversa tra il prezzo delle obbligazioni e l’andamento dei tassi. Il contesto tende quindi a essere più favorevole quando ci si aspetta che i tassi possano mantenersi stabili o ridursi.
L’EMD, come anticipato, può essere denominato sia in valuta forte sia in valuta locale. Se un Paese decide di contrarre debito in dollari e il dollaro si rafforza rispetto alla valuta nazionale, il rimborso di tale debito risulta più costoso. È quindi importante monitorare il ciclo del dollaro quando si decide di investire nell’EMD.
Infine, gli attivi dei mercati emergenti tendono a performare bene quando gli investitori sono fiduciosi e alla ricerca di rendimento, mentre possono essere penalizzati durante le fasi di avversione globale al rischio.
Rischi specifici
I rischi specifici dei singoli Stati o emittenti sono riconducibili al rischio politico, al rischio di liquidità e al rischio di credito.
È molto importante considerare il rischio politico nei Paesi emergenti, perché questi possono essere soggetti a instabilità e cambiamenti inattesi. Per questo motivo, una conoscenza approfondita del contesto politico e regionale è essenziale per una gestione efficace dell’esposizione.
Anche il rischio di liquidità richiede una particolare attenzione, perché le obbligazioni dei mercati emergenti sono spesso meno scambiate rispetto a quelle dei mercati sviluppati.
Infine, il rischio di credito varia notevolmente da Paese a Paese. Molti governi e aziende presentano rating investment grade, indicativi di una buona qualità creditizia. Altri, invece, hanno rating high yield e sono quindi considerati più rischiosi, ma offrono generalmente rendimenti potenziali più elevati come compensazione per il rischio assunto.
| Rischio | Descrizione |
| Tassi di interesse | Tassi in aumento tendono a penalizzare i prezzi delle obbligazioni. |
| Dollaro USA | Un dollaro forte rende più oneroso il rimborso dei debiti in valuta estera. |
| Propensione al rischio globale | Nei periodi di avversione al rischio gli asset emergenti possono subire forti pressioni. |
| Rischio politico | Instabilità politica, elezioni, sanzioni o cambi di regime possono influenzare i rimborsi. |
| Rischio di liquidità | Mercati meno liquidi e spread più ampi rispetto ai Paesi sviluppati. |
| Rischio di credito | Possibilità che governi o aziende non riescano a onorare i propri debiti. |
Quali sono le opportunità?
Poiché spesso comporta rischi più elevati rispetto al debito dei Paesi sviluppati, il debito dei mercati emergenti ha anche il potenziale di offrire rendimenti più interessanti. Inoltre, le economie emergenti presentano opportunità legate alle loro dimensioni, alla demografia e ai cambiamenti strutturali in corso.
Le economie classificate come avanzate dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) rappresentano circa 1,1 miliardi di persone, mentre quelle emergenti e in via di sviluppo ne comprendono intorno a 6,9 miliardi, pari a circa l’85% della popolazione mondiale. Non solo: le popolazioni dei mercati emergenti sono mediamente più giovani, con un’età mediana di 28 anni, contro i 41 dei mercati sviluppati.
La combinazione di questi due fattori, unita a cambiamenti strutturali che comprendono processi di urbanizzazione, digitalizzazione e transizione energetica, sostiene il potenziale di crescita delle economie emergenti. All’inizio degli anni Duemila costituivano circa un quarto del PIL globale; oggi rappresentano quasi la metà dell’economia mondiale.
L’EMD rappresenta una quota sempre più rilevante del mercato obbligazionario globale: è passato da circa l’8% nel 2003 a una quota vicina al 30% oggi. Tuttavia, continua a essere sottorappresentato nei principali indici obbligazionari, molti dei quali allocano soltanto circa il 10% al debito emergente.
Secondo Vontobel, la combinazione tra sottoinvestimento, sottorappresentazione negli indici e ampiezza dell’universo investibile rende l’EMD soggetto a inefficienze di mercato. Queste inefficienze possono offrire ai gestori attivi l’opportunità di generare alpha, cioè un rendimento superiore al benchmark, oltre a quello derivante dalla semplice esposizione alla classe di attivi.
Non tutto il debito dei mercati emergenti, infatti, è uguale: una gestione attiva può puntare a ottimizzare il rapporto tra rischio e rendimento attraverso un’attenta selezione di Paesi, emittenti e valute. Questa complessità può tradursi in un’interessante opportunità per gli investitori, a fronte di rischi da gestire e monitorare.

