David Hockney: l’artista più pagato dipinge con l’iPad

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L’ultraottantenne David Hockney da anni ormai ha abbandonato la tavolozza in favore dell’iPad. Scelta vincente almeno per la sua immagine, stando al record dell’ultima asta di Christie’s. Dove una sua opera del 1972 ha frantumato il record detenuto da Jeff Koons

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E una placida piscina spodestò un cane

La piscina è quella di Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), del 1972, dell’artista (pittore, disegnatore, incisore, fotografo e scenografo) britannico David Hockney (classe 1937). Il cane arancione dal sapore disneyano è quello di Jeff Koons, Balloon Dog (Orange). Quest’ultimo è stato fino alla serata del 15 novembre 2018 l’opera di un artista vivente più pagata al mondo (58 milioni di dollari nel 2013). L’asta Post-War and Contemporary Art Evening Sale di Christie’s New York ha però regalato al mondo dei collezionisti d’arte uno dei suoi nuovi, amati record. Questo quadro emblematico del XX secolo è stato infatti battuto per 90 milioni e 300 mila dollari. L’acquirente? Anonimo.

Fino ad allora, i quadri di un artista vivente più costosi erano stati del tedesco Gerhard Richter. Da Sotheby’s Londra era infatti stato venduto nel 2012 per 34,2 milioni di dollari Abstraktes Bild (809-4), diventando in quel momento il quadro più pagato per un artista vivente. In precedenza il dipinto era stato acquistato per 3,4 milioni di dollari da Eric Clapton, insieme ad altre due opere di Richter stesso. Un ottimo investimento per il musicista, che con un solo quadro si è trovato ad incassare dieci volte quanto aveva speso. Fu poi lo stesso Richter a superare se stesso, con un quadro dedicato a MilanoDomplatz, Mailand (Cathedral Square, Milan), venduto nel maggio 2013 da Sotheby’s New York per 37.125.000 dollari.

David Hockney, Portrait of an Artist (Pool with Two Figures), 1972 | 90.312.500 dollari, record assoluto per un’opera di un artista vivente

Jeff Koons, “Balloon Dog (Orange)”, 1994-2000 (sic!), fino al 15 novembre 2018 sera l’opera più cara mai venduta di un artista vivente

Gerhard Richter, Abstraktes Bild 809-4, 1994. Acquistato e poi venduto da Eric Clapton, nel 2012 conquistò il primato di quadro più costoso di un artista vivente. Primato poi ceduto l’anno seguente ad un opera dello stesso Richter

Gerard Richter, Domplatz, Mailand (Cathedral Square, Milan), venduto nel maggio 2013 da Sotheby’s New York per 37.125.000 dollari. In quell’occasione conquistò il record di dipinto più costoso per un artista vivente. Fino allo scorso 15 novembre

La genesi del Portrait e del suo successo

Hockney concepì l’opera dall’accidentale giustapposizione di due foto sul pavimento del suo studio, carpendo subito il potenziale drammatico dell’accostamento di un nuotatore subacqueo in una piscina californiana del 1966 e un giovane uomo dallo sguardo fisso sul pavimento. L’acqua scintillante delle piscine e il doppio ritratto sono motivi iconici dell’interna opera di David Hockney.

Alcuni fattori che hanno inciso sul prezzo dell’opera

Questa versione del 1972 in particolare ha campeggiato sulle copertine dei cataloghi e delle monografie delle retrospettive dedicate all’artista nel biennio 2017-2018 dalla Tate Britain, dal Centre Pompidou, e dal Metropolitan Museum of Art. Infine, fu proprio questo Portrait ad apparire nel film biografico A Bigger Splash di Jack Hazan (1974), in cui compariva lo stesso pittore con l’allora suo compagno Peter Schlesinger. E l’uomo in piedi nel quadro record è proprio Peter Schlesinger… La leggenda parla inoltre di una doppia versione del quadro, di cui la prima fu distrutta dallo stesso Hockney. A Bigger Splash è poi il film con cui il nostro Luca Guadagnino approcciò il Festival di Venezia nel 2015.

Tavolozza addio, meglio l’iPad

Una delle curiosità più graziose attorno alla figura di Hockney è il suo uso felice della “tavolozza” Apple, ormai da qualche anno. Pur essendo un maestro nell’utilizzo della pittura ad olio, il pittore è da sempre attratto dalla tecnologia applicata all’arte, dedicandosi fra l’altro a studiare l’uso degli specchi e delle lenti nella pittura antica. Ed è una buffa coincidenza che la sua vendita record sia avvenuta proprio nella settimana in cui Christie’s ha testato la blockchain come sistema di validazione della provenienza delle opere grazie all’accordo con Artrory.

Non solo David Hockney: gli altri record

Ad aver superato i 90,3 milioni di Hockney è stato lo splendido Chop Suey di Edward Hopper: 91 milioni e 900 mila dollari. Window di Philip Guston (1913-1980) ha poi ottenuto il prezzo più alto mai pagato per una grafite su carta (3.132.500 dollari da una stima di 300.000/500.000). Sam Gilliam (classe 1933) ha invece ottenuto il suo record personale, vendendo Lady Day II a 2.172.500 dollari (la stima di partenza era comunque elevata: 1.500.000/2.000.000). Infine, anche Pierre Soulages (classe 1919) e Robert Colescott (1925 – 2009) hanno stabilito il proprio record personale, rispettivamente con Peinture 186 x 143 cm, 23 décembre 1959 (10.600.000 dollari) e Cultural Exchange (912.500 dollari).

Gli unsold

Gli annunci ufficiali non ne parlano volentieri, ma quasi ogni asta ha i suoi invenduti eccellenti. Stavolta è toccato purtroppo a Burri, a Frankenthaler, a Diebenkorn (il quale però si è consolato con la vendita di un altro lotto, Ocean Park #137, per 22.587.500 dollari), a Wool (anche lui consolato dalla vendita di un’altra opera, Untitled, per 15.218.750 dollari), a de Kooning, a Peter Doig. Fatto curioso per quest’ultimo, il più caro degli artisti inglesi viventi: l’anno scorso aveva raggiunto da Phillips il suo record personale, pari a 28.810.000 dollari. Ma si sa, il mercato dell’arte è capriccioso.

di Teresa Scarale

Caporedattore Pleasure Asset. Giornalista professionista, è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano. Scrive di finanza, economia, mercati dell’arte e del lusso. In We Wealth dalla fondazione. Collabora con Il Sole 24 Ore e Plus 24.

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