Mediolanum, Doris e Volpato: “La consulenza del futuro sarà progettuale, relazionale ed emotiva”

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Mediolanum, Doris e Volpato: “La consulenza del futuro sarà progettuale, relazionale ed emotiva”

Alla convention nazionale di Banca Mediolanum a Torino, Massimo Doris e Stefano Volpato rilanciano il ruolo della consulenza tra AI, longevità, passaggi generazionali e gestione delle emozioni degli investitori

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In un contesto segnato da intelligenza artificiale, passaggio generazionale di ricchezza, longevità e nuovi comportamenti finanziari, Banca Mediolanum prova a ridefinire il ruolo della consulenza. Non più soltanto asset allocation o gestione del patrimonio, ma accompagnamento continuo delle famiglie lungo traiettorie sempre più complesse: previdenza, protezione, sostenibilità del tenore di vita, pianificazione intergenerazionale e gestione delle emozioni nei momenti di volatilità. È questo il filo conduttore emerso tra la conferenza stampa di presentazione e la prima giornata della convention nazionale “Be Different”, in corso all’Inalpi Arena di Torino davanti a oltre 6mila persone tra Family Banker, dipendenti, partner e giornalisti.

“Fra dieci anni saremo certamente una banca molto più grande di oggi, ma non saremo solo una banca più grande”, ha dichiarato Stefano Volpato, Direttore Commerciale di Banca Mediolanum, dal palco della convention. “Stiamo costruendo qualcosa che va ben oltre l’essere una banca. Stiamo costruendo un punto di riferimento per le persone, per le famiglie e per il nostro Paese”. Una visione che si intreccia con quanto raccontato alla stampa da Massimo Doris, che ha rivendicato le radici e la specificità del modello Mediolanum. “Già negli anni ’70 mio padre parlava di consulenza globale – ha spiegato – non ci chiamavamo consulenti finanziari, ma consulenti globali, perché ci occupavamo di finanza, banca, credito, protezione e previdenza. E abbiamo sempre parlato anche di emozioni: il Family Banker deve aiutare il cliente a gestire pure quelle, perché incidono sulle decisioni di investimento”.

Massimo Doris alla convention Mediolanum 2026

Il prossimo decennio della consulenza

Nel suo intervento, Volpato ha descritto quello che considera l’inizio di “un decennio di trasformazioni” per il wealth management. Un passaggio che, nella lettura del manager, non riguarda soltanto l’evoluzione tecnologica, ma un cambiamento molto più profondo nel rapporto tra persone, ricchezza e consulenza. A sostegno della sua analisi ha citato uno studio di McKinsey & Company, secondo cui la convergenza tra intelligenza artificiale, cambiamenti demografici ed evoluzione della fiducia dei clienti porterà i gestori patrimoniali a “reinventare il modo in cui competono e servono i clienti”. Secondo Volpato, il settore si troverà presto davanti a un cambio di paradigma: nei prossimi dieci anni le famiglie appartenenti alla Generazione X e ai Millennials beneficeranno di enormi trasferimenti patrimoniali, mentre entro il 2035 il 40% della ricchezza sarà controllato dalle donne. Parallelamente, le nuove generazioni, cresciute nell’economia dell’attenzione, dei social media e dell’immediatezza digitale, avranno aspettative molto diverse rispetto al passato. “Cambiano gli interlocutori”, ha spiegato dal palco. “Giovani eredi e donne gestiranno patrimoni importanti e lo faranno con criteri completamente diversi”. Da qui la convinzione che il ruolo del consulente non possa più limitarsi all’asset allocation. “Oggi tutti fanno asset allocation”, ha osservato. “Ma in futuro potrebbe persino essere fatta meglio e a costo zero dall’intelligenza artificiale”. La differenza, secondo Volpato, si giocherà invece su un altro terreno: la capacità di accompagnare le persone nei passaggi complessi della vita, aiutandole a gestire non solo investimenti e fiscalità, ma anche scelte emotivamente delicate, sostenibilità del tenore di vita, longevità e transizioni generazionali. È in questo quadro che il direttore commerciale di Mediolanum ha definito le tre dimensioni della consulenza del futuro: progettuale, relazionale ed emotiva. “Noi non dobbiamo cambiare direzione”, ha detto. “Dobbiamo accelerare”.

I numeri della rete e il tema dell’educazione finanziaria

Durante la conferenza stampa della vigilia, Doris ha anche rivendicato il posizionamento di Mediolanum all’interno del mondo delle reti. “Se guardiamo i dati Assoreti del primo trimestre 2026 rappresentiamo il 18% della raccolta netta totale”, ha spiegato l’amministratore delegato. “Sui mutui erogati dai consulenti finanziari siamo al 66%, sui prestiti al 59% e sulla protezione al 99%”. Numeri che, nella lettura del management, riflettono un modello di consulenza più ampio rispetto alla sola gestione finanziaria. Sul palco della convention, Volpato ha poi insistito sul ritardo culturale italiano rispetto agli investimenti di lungo periodo. “La partecipazione in Italia al mercato azionario pesa per il 18% in termini di masse e per l’11% in termini di persone che vi accedono”, ha spiegato Volpato. “Vuol dire che 89 persone su 100 non si attaccano a questo treno straordinario che crea benessere per tutti: l’economia mondiale”. Da qui anche il richiamo alla necessità di rafforzare educazione finanziaria e pianificazione previdenziale, in un Paese che, secondo Volpato, rischia di arrivare impreparato all’impatto combinato di longevità e calo del potere d’acquisto.

Le tre dimensioni della consulenza

Il passaggio centrale dell’intervento di Volpato è però quello dedicato alle tre dimensioni che, secondo lui, definiranno la consulenza del futuro: progettuale, relazionale ed emotiva. La dimensione progettuale riguarda la capacità di leggere bisogni presenti e futuri delle famiglie: previdenza, protezione, sostenibilità del tenore di vita, passaggio generazionale, fiscalità, TFR e pianificazione di lungo periodo. “Fare la differenza significa occuparsi anche delle piccole cose – ha spiegato- l’efficientamento del TFR, il versamento volontario nella previdenza complementare, la cultura dell’accumulazione”. Poi c’è la dimensione relazionale, che Mediolanum lega alla presenza continua del consulente nella vita del cliente. “Viviamo in una società che ha un bisogno infinito di guide capaci – ha aggiunto – La differenza la facciamo con la presenza”. Infine la dimensione emotiva: la capacità di aiutare il cliente a gestire paura, euforia e volatilità nei momenti di stress dei mercati. Un aspetto che sia Volpato sia Doris considerano difficilmente sostituibile dalla tecnologia.

Stefano Volpato alla convention Mediolanum

“L’intelligenza artificiale non mette una mano sulla spalla”

Anche l’intelligenza artificiale resta uno dei grandi temi della convention. Per Doris si tratta di una trasformazione inevitabile: “Chi non la userà resterà fuori dal mercato”. Ma l’Amministratore Delegato ha anche ribadito un punto che considera centrale nel modello Mediolanum: “L’intelligenza artificiale non mette una mano sulla spalla del cliente quando i mercati scendono”. Una frase che sintetizza bene il messaggio lanciato dalla banca a Torino: in un settore sempre più tecnologico, la differenza continueranno a farla le persone.

Domande frequenti su Mediolanum, Doris e Volpato: “La consulenza del futuro sarà progettuale, relazionale ed emotiva”

Come cambierà il ruolo della consulenza finanziaria secondo Banca Mediolanum nel prossimo decennio?

La consulenza finanziaria si evolverà da una mera gestione di patrimonio e asset allocation a un accompagnamento continuo delle famiglie. Questo includerà un supporto su previdenza, protezione, sostenibilità del tenore di vita e pianificazione intergenerazionale.

Quali sono le tre dimensioni chiave che definiranno la consulenza del futuro secondo Doris e Volpato?

La consulenza del futuro sarà progettuale, relazionale ed emotiva. Questo significa che andrà oltre gli aspetti puramente tecnici per abbracciare la costruzione di piani a lungo termine, la costruzione di rapporti di fiducia e la gestione delle emozioni dei clienti.

In che modo l'intelligenza artificiale influenzerà la consulenza finanziaria secondo l'articolo?

L'intelligenza artificiale non sostituirà il ruolo del consulente umano, ma piuttosto lo affiancherà. L'articolo suggerisce che l'IA non 'mette una mano sulla spalla', implicando che l'elemento umano e relazionale rimarrà fondamentale.

Quali fattori esterni stanno spingendo Banca Mediolanum a ridefinire il suo approccio alla consulenza?

Il contesto attuale è segnato da importanti cambiamenti come l'avanzamento dell'intelligenza artificiale, il passaggio generazionale di ricchezza, l'aumento della longevità e l'emergere di nuovi comportamenti finanziari. Questi elementi richiedono un approccio consulenziale più completo.

Oltre alla gestione del patrimonio, quali altre aree di accompagnamento offrirà la consulenza di Banca Mediolanum?

La consulenza si estenderà a coprire la previdenza, la protezione finanziaria, la sostenibilità del tenore di vita nel tempo e la pianificazione intergenerazionale. Sarà inoltre fondamentale la gestione delle emozioni dei clienti, specialmente durante periodi di volatilità del mercato.

FAQ generate con l'ausilio dell'intelligenza artificiale
Una donna con i capelli lunghi, che indossa una camicetta arricciata, siede sorridente e tiene in mano un blocco per appunti. Lo sfondo è semplice e di colore chiaro. L'immagine è in bianco e nero.

di Chiara Samorì

Direttore editoriale di We Wealth e responsabile per l’area multimediale. Giornalista professionista, è laureata in Psicologia. Nel passato ha collaborato, tra gli altri, con il Corriere della Sera, l’agenzia di stampa Italpress, Ingenio, Reteconomy e Pop Economy.

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