I gestori di portafoglio Jeremiah Buckley e Michael Keough di Janus Henderson Investors condividono la loro visione sullo scenario attuale, analizzando il ruolo degli utili e dell’AI nel mercato azionario, le prospettive per l’inflazione e le strategie di portafoglio da adottare.
Lettura costruttiva in un contesto di incertezza
Secondo gli esperti, nonostante l’incertezza, il conflitto e i suoi effetti potrebbero rimanere circoscritti al breve periodo.
“Se lo Stretto di Hormuz dovesse riaprire nel prossimo futuro, ci aspettiamo che il rialzo del prezzo del petrolio possa essere temporaneo”, afferma Keough. E aggiunge: “Anche il punto di partenza conta: il petrolio era su livelli piuttosto bassi, intorno ai 50-60 dollari al barile e il mercato era già caratterizzato da un eccesso di offerta di circa 2 milioni di barili al giorno”.
La visione costruttiva si fonda anche sull’idea che l’attuale quadro geopolitico possa avere effetti economici più contenuti di quanto la reazione iniziale dei mercati lasci pensare, in un contesto in cui il mercato azionario continua a essere sostenuto dalla crescita degli utili.
Mercato azionario trainato dagli utili: l’AI resta centrale
In particolare, lo sviluppo dell’AI e l’innovazione tecnologica hanno effetti positivi non solo sull’infrastruttura, ma anche su settori che ne beneficiano direttamente, come il biotech, le apparecchiature sanitarie, i pagamenti digitali e i servizi finanziari.
I timori di una possibile bolla nel settore non trovano riscontro concreto, almeno per il momento, negli utili di colossi tech come Meta: “La crescita dei ricavi pubblicitari della società è forse l’esempio più chiaro di un investimento in AI che genera risultati reali e misurabili”, osserva Buckley, pur riconoscendo che si tratta di un dato all’interno di un contesto in continua evoluzione.
Per quanto riguarda le aziende software, Buckley riconosce che le preoccupazioni attuali possano avere un fondamento, ma ritiene che gli impatti saranno probabilmente diversi a seconda della qualità delle singole società.
Inflazione: dobbiamo aspettarci una normalizzazione a livelli più alti?
Secondo Keough, l’inflazione continua a essere soggetta a pressioni strutturali, come i vincoli dal lato dell’offerta, una tendenza alla deglobalizzazione, prezzi dell’energia più elevati e una crescita demografica più lenta che pesa sul mercato del lavoro. Questo potrebbe rendere più verosimili livelli intorno al 2,5%.
Tuttavia, alcune forze che hanno sostenuto l’inflazione stanno progressivamente svanendo, in particolare quelle legate alle dinamiche dei dazi. “Un contesto di inflazione al 2,5% e aspettative di lungo periodo più vicine al 2% potrebbe essere favorevole per il mercato azionario, concedendo alle aziende un certo potere di determinazione dei prezzi senza costringere la Fed a inasprire la politica monetaria”, osserva Keough.
Approccio in portafoglio: saper cogliere le opportunità
L’approccio suggerito dagli esperti è cauto, ma mira a evitare che un’eccessiva prudenza possa tradursi in una perdita di opportunità. “Negli ultimi due anni, essere stati troppo difensivi ha avuto dei costi. Bisogna ricordare che rimanere investiti nei giorni migliori può contribuire significativamente ai rendimenti azionari, come dimostra la storia”, sostiene Keough. Nello specifico, un ipotetico investimento nel 1999 di 10.000 USD nell’S&P 500 avrebbe avuto il valore di 50.434 USD nel 2024, contro un valore di 5.670 USD se si fossero persi i 40 giorni migliori di trading.
Puntare sulla qualità e usare la volatilità come opportunità: è questa la logica di fondo.

