Il mercato europeo degli Etf e dei fondi tematici deve ritrovare slancio per non perdere il suo primato nel mondo. Stati Uniti e Cina avanzano rapidamente, mentre il Vecchio continente fatica a ritrovare i fasti dell’era covid, quando queste strategie avevano conquistato gli investitori. Ma nuove leve potrebbero farlo ripartire.
Le strategie tematiche europee hanno cominciato il 2026 forti della loro fetta di mercato globale, pari al 44%, contro il 23% degli Stati Uniti e il 32% del resto del mondo, prevalentemente della Cina, secondo i più recenti dati di Morningstar (al 30 settembre 2025).
Ma per la prima volta in un decennio, l’Europa è scesa sotto il 50%.
Il mercato degli investimenti tematici può ripartire dagli Etf?
Nei primi nove mesi del 2025, il patrimonio dei fondi ed Etf tematici europei è cresciuto del 15% a 343 miliardi di dollari (circa 294 miliardi di euro), un risultato dovuto soprattutto all’andamento dei mercati azionari, in quanto i flussi netti sono negativi da ormai dieci trimestri consecutivi. L’Europa rimane al di sotto del picco raggiunto durante la pandemia del 35%. Per contro, negli Stati Uniti, questi strumenti sono tornati popolari nell’ultimo anno, attraendo circa 19 miliardi di dollari a settembre 2025.
“La sottoperformance dell’Europa riflette, in parte, la sua esposizione relativamente minore ai temi tecnologici, in particolare quelli legati al recente boom dell’intelligenza artificiale, e la sua maggiore propensione verso le strategie di transizione energetica, che da diversi anni non godono di grande favore”, spiega Kenneth Lamont, ricercatore del Manager Research team di Morningstar.
Inoltre, la predominanza di fondi comuni attivi nel segmento delle strategie tematiche fa sì che gli investitori debbano pagare commissioni elevate, mentre la tendenza è a prediligere soluzioni a basso costo, come gli Etf.
In effetti, proprio dagli Etf potrebbe partire il riscatto dei tematici in Europa. Lo studio Morningstar rivela che le strategie passive sono passate dal 10% al 21% del patrimonio dei fondi tematici europei nel biennio fino a settembre 2025. “Prevediamo che questo cambiamento continuerà con il lancio di un numero crescente di strategie tematiche nel mercato degli Etf attivi, in continua espansione”, dice Lamont.
Il tema della difesa conquista gli investitori
I deflussi dai fondi ed Etf tematici europei sono da attribuire soprattutto ai riscatti dai prodotti specializzati sulla transizione energetica, in un contesto di generale raffreddamento dell’interesse per le tematiche sostenibili.
Per contro, le tensioni geopolitiche degli ultimi anni e i piani di aumento della spesa per la difesa da parte dei governi, hanno fatto balzare in alto la raccolta dei fondi ed Etf sulla “sicurezza”, che investono nelle società della difesa. Altre tematiche forti sono l’intelligenza artificiale e, più in generale, l’innovazione tecnologica.
Secondo l’ultimo report di Amundi Etf, le strategie per la difesa hanno raccolto quasi 10 miliardi di euro nell’anno, ben al di sopra delle esposizioni tematiche alla robotica e all’intelligenza artificiale (2,3 miliardi di euro).
In termini di patrimonio gestito, tuttavia, le strategie sulla transizione energetica rimangono il tema più importante dopo quelle che abbracciano più tematiche, secondo i dati di Morningstar; mentre il tema della sicurezza è al sesto posto. I dati mostrano anche un ritorno di interesse per le fonti energetiche rinnovabili nella seconda parte dell’anno, che però bisognerà vedere se si consoliderà nei prossimi mesi.
I costi elevati danneggiano le performance degli investimenti tematici
Un altro fattore che potrebbe favorire la ripresa del mercato dei fondi tematici è l’abbassamento delle commissioni. I costi elevati, infatti, contribuiscono alle deludenti performance nel lungo periodo di questi prodotti.
“Sebbene i fondi tematici abbiano occasionalmente generato rendimenti interessanti, in particolare durante il mercato rialzista post-pandemia, le probabilità di selezionare un fondo tematico che sopravviva e superi un indice di azioni globali su periodi più lunghi sono state scarse”, commenta Lamont, il quale aggiunge che questi fondi ed Etf sono generalmente più costosi rispetto alle strategie tradizionali.
Etf attivi, il mercato continua a crescere
Infine, l’aumento della popolarità degli Etf attivi potrebbe rinvigorire il mercato dei tematici. Negli Stati Uniti, la maggior parte di queste strategie è sotto forma di fondi indicizzati quotati in Borsa e negli ultimi anni i provider di prodotti tematici sono stati pionieri nell’abbracciare gli Etf attivi. Ciò è stato determinato in gran parte dalla popolarità della gamma Ark Invest, la cui quota di mercato è salita a circa un terzo nel 2021, per poi stabilizzarsi intorno al 20% attuale.
Anche se gli Etf azionari attivi in senso lato, rappresentano ancora solo l’11% di tutti gli asset degli Etf azionari domiciliati negli Stati Uniti, sono una tipologia di strumenti a cui il mercato guarda con sempre maggior interesse.
In Europa, le dimensioni sono ancora più piccole. Il mercato complessivo, che comprende sia i prodotti azionari che obbligazionari, rappresenta meno del 3% del patrimonio totale degli Etf in Europa, anche se le dimensioni sono raddoppiate negli ultimi anni (dati ad agosto 2025).
Offerta di fondi ed Etf tematici in aumento
Nonostante i deflussi registrati dai fondi e dagli Etf tematici negli ultimi anni, l’industria del risparmio gestito mostra di credere ancora in queste strategie. I debutti di nuovi prodotti rimangono superiori rispetto alle chiusure in Europa, anche se il divario si sta chiudendo. Nel complesso nella regione ci sono 870 fondi tematici, contro i 332 degli Stati Uniti.

