Oltre il 60% di rendimento in un solo anno, 50 nuovi massimi registrati: sono i numeri impressionanti dell’anno d’oro dell’oro. Il metallo giallo negli ultimi dodici mesi si è comportato più come se fosse un’azione Apple, piuttosto che l’asset difensivo per antonomasia (che non dovrebbe subire scossoni di prezzo né in un verso né nell’altro). Eppure, l’incertezza sui mercati azionari e sulle cartine geografiche ha dato una spinta all’oro che ha pochi precedenti nella storia. Cosa aspettarsi per il 2026?
Oro, il punto sulla performance del 2025
Dopo aver segnato oltre 50 nuovi massimi storici e aver superato il 60% di rialzo, l’oro si è affermato come uno degli asset con le migliori performance del 2025. Questo rally storico – che si avvia a essere il quarto miglior rendimento annuale dell’oro dal 1971 – secondo il Gold Outlook 2026 del World Gold Council è stato determinato da una combinazione di fattori, in particolare due: un contesto geopolitico e geoeconomico estremamente teso e una debolezza generalizzata del dollaro statunitense e tassi di interesse leggermente più bassi. Questo scenario avrebbe dunque favorito una spinta più ampia verso la diversificazione dei portafogli, in un contesto di rendimenti obbligazionari deludenti e di timori di sopravvalutazione nei mercati azionari. In questo contesto, ulteriormente sostenuto dal momentum positivo dell’oro, la domanda di investimento è aumentata in tutte le regioni, dall’Occidente all’Oriente.
Stando al Gold Return Attribution Model dell’istituto, a livello fattoriale la performance del 2025 è così scomponibile:
- 12 punti percentuali dovuti al contesto geopolitico e geoeconomico estremamente teso
- 10 punti percentuali dovuti alla riduzione del costo opportunità, grazie a un dollaro americano più debole e a tassi leggermente più bassi
- 16 punti percentuali da attribuirsi all’effetto combinato di incertezza geopolitica e debolezza del dollaro
- 10 punti percentuali riconducibili alla crescita economica
- 9 punti percentuali grazie al momentum e al posizionamento degli investitori
Quotazione oro: cosa aspettarsi dal 2026?
Guardando al 2026, le prospettive sono molto incerte e legate al perdurare dell’incertezza geoeconomica. Di per sé, se le condizioni attuali dovessero persistere il prezzo dell’oro potrebbe rimanere entro un intervallo limitato di apprezzamento. Tuttavia, come il 2025, anche il 2026 potrebbe essere l’anno delle sorprese: sia al rialzo che al ribasso. Se la crescita economica rallentasse e i tassi di interesse scendessero ulteriormente, l’oro potrebbe registrare guadagni moderati. Una recessione più marcata – accompagnata da un deterioramento del contesto geopolitico e una fuga verso asset rifugio – creerebbe venti di coda eccezionalmente favorevoli per l’oro, sostenendo un deciso movimento al rialzo. Secondo l’istituto in questo scenario, nel 2026 l’oro potrebbe registrare un’impennata compresa tra il 15% e il 30% rispetto ai livelli attuali.
Al contrario, un esito positivo delle politiche adottate dall’amministrazione Trump accelererebbe la crescita economica e ridurrebbe il rischio geopolitico, portando a tassi più elevati e a un dollaro statunitense più forte. Tradotto: minore avversione al rischio e oro sotto pressione. In questo caso secondo le stime dell’organizzazione si verificherebbe una correzione del prezzo dell’oro compresa tra il 5% e il 20% rispetto ai livelli attuali. Ad ogni modo va tenuto conto anche di altri fattori, come la domanda delle banche centrali e il ruolo dell’oro come strumento di diversificazione del portafoglio e fonte di stabilità, elementi a supporto delle valutazioni auree soprattutto in un contesto di persistente volatilità dei mercati.